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Perchè il Garda trema?

Perchè il Garda trema?

LAGO DI GARDA – I frequenti terremoti che si registrano attorno al lago dicono che questa è una terra ballerina. Ma perché il Garda trema? Cosa dà origine ai fenomeni sismici sul più grande lago italiano?

Tecnicamente un terremoto è un movimento oscillatorio del terreno causato dal passaggio di onde che si originano in profondità. Tale energia è sprigionata da movimenti profondi della crosta terrestre, che si rompe e «scivola» lungo le superfici di rottura, le cosiddette «faglie». Anche nell’area gardesana sono presenti faglie che si intrecciano in profondità.

La principale è la cosiddetta “faglia del Ballino“, che si estende lungo l’asse del Garda settentrionale. Più a sud, un ramo di questa faglia entra nel golfo di Salò, tagliandolo in due parti, una a nord che tende al sollevamento, l’altra a sud che tende ad abbassarsi, scendendo a formare il sottosuolo roccioso della Valtenesi.

La faglia Garda-Ballino – spiegano i geologi – provoca uno spostamento di 2 millimetri ogni mille anni, con i Lessini ed il Baldo a far da monolite. Questi 2 millimetri sono compensati da 0.50 millimetri di fenomeni carsici. Il quadro scientifico che deve essere tenuto presente è in questo senso rassicurante: sul Garda si possono verificare terremoti, ma sono decisamente da escludere eventi particolarmente catastrofici.

La situazione tettonica attuale del Garda è ancora lontana da un assestamento definitivo e le situazioni strutturali sono ancora soggette a movimenti per cui dalle faglie attive, come quella del Ballino, possono sprigionarsi nel tempo energie vibranti sotto forma di terremoti.

Qui sotto, la zona del Garda nella carta della sismicità italiana dell’Ingv (puoi scaricare la carta completa cliccando qui).

La carta della sismicità italiana 1981-2002 dell'Ingv.

La carta della sismicità italiana 1981-2002 dell’Ingv.

Non sappiamo né come né quando il terremoto arriva. Per prevenire più gravi conseguenze restano strategici e ineluttabili il monitoraggio costante del territorio, gli studi delle geodinamiche e la costruzione di edifici con criteri antisismici.

L’intero territorio nazionale è suddiviso in quattro zone, il cui livello di rischio è indicato in maniera decrescente da 1 a 4. La Regione Lombardia ha provveduto a riclassificare il proprio territorio in tre classi di sismicità, ovvero: classe 2 (media sismicità), 3 (bassa sismicità) e 4 (bassissima sismicità). In Lombardia non si trovano comuni classificati in Zona 1, quella a più alta pericolosità.

In Provincia di Brescia risultano in zona 2 tutti i comuni del Garda: Bedizzole, Calvagese, Desenzano, Gardone Riviera, Gargnano, Lonato, Manerba, Moniga, Padenghe, Polpenazze, Pozzolengo, Puegnago, Salò, San Felice, Sirmione, Soiano, Tignale, Toscolano Maderno, Tremosine, Valvestino.

Salò, il tetto di una casa crollato dopo il terremoto del 24 novembre 2004.

Salò, il tetto di una casa crollato dopo il terremoto del 24 novembre 2004.

La definizione delle zone sismiche del territorio lombardo è stata aggiornata nel 2014. Il 16 luglio 2014 è stata pubblicata la deliberazione della  Giunta Regionale lombarda (n.2129 del 11/07/2014) che stabilisce le nuove classificazioni di rischio dei Comuni,

Tale riclassificazione è entrata in vigore  il 14 ottobre 2014 e ha prodotto, nel lavoro dei tecnici operanti nel territorio, alcune sostanziali modifiche, sia dal punto di vista tecnico-amministrativo, che da quello pratico-operativo. In particolare per i comuni passati da zona 3 a zona 2 (come molti di quelli del Garda) è stato introdotto l’obbligo di considerare anche l’azione sismica verticale e quello relativo al controllo approfondito di tutti i progetti presentati agli uffici competenti (Genio Civile, Ufficio Tecnico, ecc..) e non a campione o a sorteggio.

Riva del Garda, il terremoto del 1976.

Riva del Garda, i danni del terremoto che colpì la cittadina del Garda trentino all’alba del 13 dicembre 1976.

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Scritto da: Simone Bottura