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Ibis eremita, la migrazione guidata dall’uomo

Ibis eremita, la migrazione guidata dall’uomo

ANDELSBUCH – Partita la 4° migrazione guidata dall’uomo degli ibis eremita, dalla Germania all’Italia. Il parco Natura Viva partner del progetto.

“Quest’anno la migrazione è da primato: tutti i piccoli nati allo zoo di Rosegg nell’aprile scorso hanno superato i 3 mesi di addestramento al volo e in 31, il 14 agosto hanno concluso la prima tappa della 4° Migrazione Guidata dall’Uomo degli ibis eremita, che dalla Germania li condurrà verso le temperature miti dell’Italia. Si riparte giovedì 17 agosto per prendere quota sulle Alpi”.

L’annuncio è del Parco Natura Viva di Bussolengo (www.parconaturaviva.it), unico partner italiano del progetto europeo “Reason for hope” per la reintroduzione in natura dell’ibis eremita, che quest’anno è parte dello staff a terra insieme al Waldrappteam. “E’ il numero più alto di esemplari mai impegnato nella migrazione guidata, unito in un unico gruppo e affidato anche quest’anno alle cure di Anne e Corinna, le due mamme adottive che come sempre, ad una manciata di ore dalla schiusa hanno cominciato a prendersi cura di loro in via esclusiva. Si tratta di due veterane che dal 2014 conducono giovani di ibis eremita a bordo di un ultraleggero a motore fino in Toscana, lungo la rotta di svernamento”.

ibis eremita

Ibis eremita, specie rara e a rischio estinzione.

Dal Lago di Costanza in Germania ad Andelsbuch, in Austria, questa prima porzione di viaggio ha impegnato uomini e uccelli per 88 chilometri, percorsi in circa 2 ore di volo. Una sosta breve e la migrazione proseguirà per affrontare le Alpi a 2.200 mt sul passo di Resia, punterà verso l’Alto Adige e continuerà in vista di Belluno. Da lì lo stormo scenderà a sud per sorvolare la valle del Po e farsi trovare pronto ad un altro grande appuntamento, quello con gli Appennini. Una volta in Toscana, la destinazione conclusiva è all’Oasi di Orbetello.

L'ultraleggero a motore che "guida" la migrazione.

L’ultraleggero a motore che “guida” la migrazione.

Gli uccelli e le due mamme adottive avranno percorso più di 1000 chilometri e impiegato almeno due settimane, forse tre, scandite in 5 o 6 tappe. E avranno compiuto per la quarta volta dall’inizio del progetto europeo per la reintroduzione in natura dell’ibis eremita “Reason for hope”, l’impresa di insegnare la rotta verso il clima mite dell’Italia ad una specie migratoria estinta in Europa dal XVII secolo.

In primavera, quando sarà il momento di rientrare nei quartieri invernali di Germania e Austria, gli ibis eremita saranno in grado di percorrere la propria strada in senso inverso, autonomamente e senza più bisogno dell’aiuto dell’uomo.

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Scritto da: redazione GardaPost