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Allarme cinghiali sul Baldo. A Rischio prati e marroni

Allarme cinghiali sul Baldo. A Rischio prati e marroni

GARDA VERONESE – Troppi cinghiali. Anche sul Garda veronese, così come sul Garda bresciano, è emergenza per l’eccessiva presenza della specie. Preoccupati i castanicoltori.

Danneggiano orti e coltivazioni, devastano i pascoli e i prati grufolando nel terreno alla ricerca di bulbi e radici, “arano” campi con le loro potenti zanne. I cinghiali sono una vera piaga per la montagna. Il problema esiste da tempo sul monte Baldo, ma in questi ultimi tempi si è aggravato.

Pare che la popolazione di cinghiali (si parla di centinaia di esemplari anche se non ci sono stime ufficiali ) sia notevolmente aumentata. Il Baldo meridionale è colonizzato, dal versante occidentale che guarda il lago di Garda, fino all’entroterra verso Caprino e Ferrara di Monte Baldo.

Lo sanno bene i gestori delle malghe, scrive il quotidiano veronese L’Arena, “che in molti casi si sono visti devastare i prati dove portano il bestiame al pascolo. Le segnalazioni sono un po’ ovunque: da malga Zocchi alla zona dell’Ortigara, da località Traure a Due Pozze e Ca’ Longa, fino a La Cola verso Caprino. Il risultato è sempre lo stesso: terreni in perfette condizioni diventati come campi minati, magari nel giro di una sola notte”.

Sono preoccupati anche i castanicoltori, che vedono sempre più minacciata la produzione di castagne e marroni. Simone Campagnari, presidente del Consorzio di tutela del marrone dop di San Zeno (che conta trenta aziende certificate), ha dichiarato a L’Arena: “I cinghiali mangiano le castagne cadute durante la notte”. Così i produttori rimangono senza prodotto. “Lo scorso anno – dice Campagnari – già quattro importanti aziende hanno subito un calo produttivo del 20 per cento a causa dei cinghiali. Quest’anno la situazione potrebbe peggiorare. Per ovviare al problema si sta pensando di montare delle recinzioni elettriche attorno ai castagneti che però sono costose: anche 800 euro a ettaro, con l’estensione media delle aziende che arriva a due ettari”.

Il raccolto inizierà ai primi di ottobre. Vedremo come andranno le cose.

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Scritto da: redazione GardaPost