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Fiume Toscolano, lavori per salvare trota lacustre e biodiversità

Fiume Toscolano, lavori per salvare trota lacustre e biodiversità

TOSCOLANO MADERNO – Ruspe in azione nel letto del fiume Toscolano. Si lavora per restituire al fiume la “naturalità” perduta e facilitare la risalita delle trote lacustri per la deposizione delle uova.

Nei prossimi giorni, con l’arrivo delle prima piogge autunnali, le trote selvatiche del Garda “fiuteranno” il richiamo del fiume e abbandoneranno le placide acque del lago per risalire quelle più tumultuose del torrente Toscolano e tornare là dove sono nate per deporre le uova e dare avvio ad un nuovo ciclo della vita.

Nella zona del Garda il sorprendente fenomeno della rimonta delle lacustri, chiamato “homing”, avviene ormai solo nel Toscolano oltre che nel Sarca, nel Garda trentino.

È una spettacolare migrazione riproduttiva, proprio come quella che fanno i salmoni, oggi resa difficoltosa da elementi di pressione antropica che nei secoli hanno modificato il fiume Toscolano oltre che dalla limitata disponibilità d’acqua, trattenuta dalla diga di Ponte Cola.

Nella stagione riproduttiva (da novembre a marzo), se le piogge riescono a gonfiare sufficientemente il torrente, le trote lacustri si mettono comunque in viaggio verso il luogo dove sono nate. Tale fenomeno sembra peraltro essere una prerogativa delle trote selvatiche, per le quali si ritiene adeguata la definizione di “Trote lacustri native”.

Una specie da preservare per tutelare la biodiversità del Garda. Ecco le ragioni dei lavori di riqualificazione ambientale del fiume Toscolano in atto in questi giorni, previsti dal progetto “Lacustre” (acronimo di “lavori in alveo per custodire la rete ecologica”) predisposto dagli ittiologi e idrobiologi del Centro studi Biologia e Ambiente di Erba (Como) Alessandro Marieni e Antonella Anzani.

Si tratta di ripristinare le condizioni per la risalita delle trote, creando zone di riparo, sistemando il letto del fiume e le sponde, nonché attrezzando apposite “rampe” per la risalita dei pesci nei punti in cui sono presenti sbarramenti artificiali, come quello situato poco più a monte del Ponte Vecchio.

L’intervento è una delle azioni previste dal progetto, interamente finanziato dalla Fondazione Cariplo con un contributo di 250mila euro. Capofila è il Comune di Toscolano Maderno che ha come partner i pescatori dell’associazione ZPS “La Fario”, la Provincia di Brescia ed il Parco Alto Garda Bresciano. Previste anche attività scientifiche: censimenti, raccolta dati biologici e caratterizzazioni genetiche.

Uno sforzo importante a tutela della biodiversità del Garda, che ci si augura non venga vanificato dal disinteresse di Enel, gestore della diga e dunque, di fatto, il soggetto che decide quanta acqua rilasciare nel Toscolano.

Allo stato attuale, invece, la portata del torrente è strettamente dipendente dalla gestione dell’invaso presente a monte: unico elemento di naturalità, sempre in termini di portata, è rappresentato dal contributo idrico dei tributari, tra i quali la Valle dei Campei, in destra idrografica, è tra i più rappresentativi.

Trota lacustre

Una trota di dimensioni notevoli, prelevata dal Toscolano e rilasciata nell’ambito del progetto Lacustre.

Dal punto di vista faunistico, ferma restando l’importanza del corridoio ecologico fluviale, nel caso in questione l’aspetto senza dubbio più rilevante riguarda la fauna ittica. Il Toscolano è uno straordinario habitat per molte specie ittiche (ma non solo) e mostra caratteri diffusi di idoneità quale habitat d’elezione per la riproduzione delle specie ittiche, con particolare riferimento ai Salmonidi.

Di seguito l’elenco delle specie ittiche di cui è stata accertata la presenza all’interno dell’area di studio del progetto Lacustre. Per alcune si tratta di una presenza stanziale, per altre legata a fenomeni di rimonta trofica o riproduttiva dal lago di Garda: Anguilla (rimonta), Cagnetta (stanziale), Vairone (stanziale), Barbo comune (stanziale), Cavedano (rimonta), Ghiozzo padano (stanziale), Trota fario (stanziale), Trota lacustre (rimonta), Trota iridea (stanziale), Salmerino di fonte (stanziale), Coregone (rimonta), Carpione del Garda (rimonta).

Il progetto Lacustre sarà tra l’altro oggetto di un servizio di Rai Tre che andrà in onda domani, giovedì 19, alle 7.30 e poi nel tg delle 14.

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Scritto da: redazione GardaPost