A Lonato si ride con il “Teatro d’inverno”

LONATO – Cinque sabato di risate gratuite dal 27 gennaio, al Teatro Italia di Lonato, per la tradizionale rassegna di teatro dialettale organizzata dall’Assessorato alla Cultura.

Da sabato 27 gennaio al 24 febbraio, torna l’ormai collaudato e sempre molto partecipato appuntamento con “Teatro d’inverno”, un invito a ritrovarsi a teatro per trascorrere alcune serate in allegria, con attori e compagnie del territorio bresciano, ridendo di gusto… gratuitamente.

I cinque spettacoli si terranno sempre di sabato, con inizio alle 20.45, presso il Teatro Italia in via Antiche mura 2.

«Torniamo felicemente a riproporre questa rassegna di teatro dialettale, nella stagione invernale, visto che ha sempre registrato nelle edizioni passate un’ampia partecipazione con serate da tutto esaurito – commenta il vicesindaco e assessore alla Cultura Nicola Bianchi –. Grazie a commedie brillanti, quasi tutte in dialetto bresciano, ad attori e compagnie del nostro territorio e a situazioni divertenti e paradossali, con un pizzico di ironia sui problemi quotidiani, trascorreremo anche questa volta serate spassose, riscoprendo anche un po’ delle nostre origini, attraverso il dialetto bresciano. Ci auguriamo che la partecipazione sia come sempre numerosa».

Il programma si aprirà sabato 27 gennaio con la Compagnia de Riultèla, che porterà in scena al Teatro Italia la commedia di Velise Bonfante “L’è mai isé come par” (Non è mai così come sembra). La storia inizia con Bianca, titolare di una boutique, che invita a pranzo il fidanzato Amedeo, facoltoso imprenditore re degli stuzzicadenti, con la madre e le due sorelle zitelle. “Chi trova un amico trova un tesoro”, dice il proverbio, ma quando l’amico è di vecchia data può accadere che le apparenze ingannino e ben presto la dolce Bianca, in un’atmosfera tragicomica, si trovi ad affrontare mille problemi.

Sabato 3 febbraio toccherà agli attori del Nodo Teatro di Lonato intrattenere il pubblico con “Le furberie di Scapino”, unico spettacolo non dialettale della rassegna: una commedia non istituzionale e non sempre corretta nella ripetizione del testo, ma attenta nella lettura dei ritmi, dei tempi comici e dei lazzi. “Ho ricevuto dal cielo un talento per tutte quelle trovate di spirito, quegli ingegnosi intrighi amorosi che la gente ignorante chiama furberie”. Così si giustifica Scapino al suo ingresso in scena spiegando con semplicità il titolo della commedia e mettendo subito in chiaro quale ne sarà l’andamento. Scapino è una maschera derivante dallo Zanni (nel nome è insita la sua predisposizione alla fuga), è il servo scaltro imbroglione e vigliacco, portato in Francia dagli attori italiani della commedia dell’arte. Una sorta di Brighella, che popola le scene francesi sul finire del ‘600. Nell’interpretazione di Molière, che mal sopporta ipocrisia e codardia, Scapino assume il ruolo del briccone gentiluomo, una sorta di Robin Hood che imbroglia, deruba e maltratta i vecchi, che rappresentano l’avidità, il conservatorismo, l’ipocrisia, a beneficio dell’amore e dei buoni.

Sabato 10 febbraio la Compagnia Instabile di Medole proporrà “Cosa boi en de’ la pignata” (Cosa bolle in pentola), commedia dialettale brillante, che vede per protagonisti tre fratelli, ambulanti di frutta e verdura, che decidono di tentare fortuna a Parigi; tra qualche imprevisto e colpo di scena c’è pure da organizzare un matrimonio… Risate a volontà, grazie agli attori mantovani.

Il 17 febbraio, invece, I Novagliesi di Montichiari saranno sul palco lonatese con “Cosa toca fa per troà el post de laurà” (Cosa tocca fare per trovare il posto di lavoro), affrontando il tema della disoccupazione giovanile in una commedia dialettale tra equivoci, simpatiche battute, tanti colpi di scena e un ritmo incalzante, dove protagonista è un giovane ragioniere. La morale? È meglio un lavoro dignitoso e meno prestigioso, che rispetta la dignità della persona e non obbliga a scendere a compromessi.

In conclusione, sabato 24 febbraio, vedremo in scena la compagnia ’Na scarpa e ‘n sopèl con la commedia dialettale in due atti di Vanessa Garzetti “L’erba de la pasiù” (L’erba della passione). Il sipario si alza sulla farmacia a conduzione famigliare con via vai di clienti e relative chiacchiere di paese. Con tutto questo movimento si assiste alla diatriba tra modernità e antiche tradizioni. Alla fine chi avrà la meglio? Lo scopriremo solo quando calerà il sipario di “Teatro d’inverno”. Il divertimento è garantito, oltre che gratuito!

I Novagliesi di Montichiari.

I commenti sono chiusi, ma riferimenti e pingbacks sono aperti.