Gli gnocchi di pane, con formaggella valsabbina e tartufo

LAGO DI GARDA – Gli gnocchi di pane, parenti poveri degli gnocchi di patate, sono un piatto semplice della tradizione gardesana, in questa ricetta nobilitato dal tartufo e dalla formaggella.

Gli gnocchi di pane sono una preparazione che affonda le radici nella cucina misera ma fantasiosa di un tempo. Ogni famiglia ha la sua ricetta. C’è chi usa erbe di campo, lessate in acqua e tagliate finissime, poi unite al pane raffermo ammorbidito in acqua e strizzato, con un poco di farina bianca e sale.

C’è chi ci mette l’aglio e chi no. Chi usa la farina e chi le uova. Dall’impasto ottenuto si ricavano gli gnocchi, cotti in acqua, o meglio brodo, e serviti con burro fuso (un tempo sostituito da lardo sciolto in un padellino con altri aromi).

A Puegnago esiste, secondo tradizione, una versione particolare, i cosiddetti «Gnòch de Pöegnàch», appunto gli gnocchi di Puegnago. La preparazione prevede l’utilizzo del basilico per aromatizzare lo gnocco, che poi viene condito con una salsa di pomodoro cotto in padella con olio, cipolla, basilico, prezzemolo e pochissima salvia (qualcuno aggiunge anche un pizzico di cannella).

Un tempo gli gnocchi di pane erano un piatto per chi doveva far buon viso a cattiva sorte, per chi insomma, nelle ristrettezze, doveva recuperare ogni alimento, a cominciare dal pane vecchio, e far fruttare avanzi per nutrire stomaci in perenne costrizione.

La ricetta che vi proponiamo, interpretata da Luca Perini del ristorante Belvedere di Montemaderno, nobilita questo piatto grazie all’utilizzo di prodotti tutt’altro che poveri, come la Formaggella del Caseificio Valsabbino e il tartufo nero.

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