Chiatta affondata al Casinò, al via le operazioni per il recupero

GARDONE RIVIERA – Sono iniziate ieri, lunedì 12, le operazioni preliminari al recupero della chiatta affondata in novembre al porto del Casinò.

Se ne occupa, così come prescrive un’ordinanza del sindaco, la ditta proprietaria del relitto, che, prima di essere ripescato, dovrà necessariamente essere svuotato dal suo pesante carico di materiale edile, che fa da zavorra.

Per svuotare il relitto saranno utilizzati appositi contenitori per il trasporto di materiale edile, calati in acqua, riempiti dai sub e tirati a galla con una gru posizionata su una chiatta.

Operazione lunga e complessa che richiederà diverse settimane di lavoro da parte di subacquei e operai a terra. Il cronoprogramma presentato alla Prefettura dalla proprietà del relitto prevede 60 giorni di lavoro. Poi, quando la chiatta sarà rimossa, ci si occuperà della condotta fognaria.

«Appena ci saranno le condizioni di sicurezza – dice Alessandro Andreatta di Acque Bresciane – interverremo sulla tubatura. Sono già pronti i rinforzi metallici che saranno collocati sulla parte di condotta contro cui premeva il natante affondato. Poi la tubatura sarà ancorata definitivamente nel punto in cui si trova adesso».

Ricordiamo che la vicenda, paradossale, emerse il 26 novembre scorso, quando alcuni sub sportivi notarono nelle acque antistanti il porto del Casinò una chiatta affondata, trattenuta, a trenta metri di profondità, da una tubatura in polietilene che trasporta, in pressione, i reflui fognari del paese (leggi qui la notizia). Ora, dopo i tentativi falliti nei giorni successivi al ritrovamento, si pianifica il recupero del relitto.

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