A scuola di sport, alleanza educativa tra Canottieri e liceo Fermi

SALÒ - Canottieri Garda e liceo Fermi insieme in un progetto per la diffusione della pratica sportiva tra gli studenti come veicolo di inclusione, partecipazione e aggregazione sociale, oltre che di benessere psicofisico e prevenzione.

In un Paese dove il 60% delle persone non pratica sport (dati ISTAT), diffondere la cultura e la pratica dell’attività sportiva partendo dagli studenti è un obiettivo di cui la Canottieri Garda si fa promotrice.

Cominciando ovviamente dal maggior polo studentesco salodiano, il liceo Fermi, che quest’anno conta 1.186 iscritti. Buona parte dei quali, circa 750 per un totale di 36 classi coinvolte, svolgeranno corsi di nuoto presso il Polo Sportivo e di tennis presso il Tennis Salò Canottieri.

«Scuola e sport – dice il presidente della Canottieri, Marco Maroni – sono due pilastri fondamentali nella formazione dei giovani, è importante fare in modo che l’uno non escluda l’altro».

Gli fa eco il vice preside del Fermi, Marco Basile: «Dobbiamo confutare l’idea per la quale la mente occupa il posto più importante e che l’educazione fisica sia tra le materie la meno importante».

Articolare attenzione è posta al tema dell’inclusione sociale. Grazie al supporto degli sponsor Banca del Territorio Lombardo e Cassa Rurale Adamello-Brenta, la Canottieri ha potuto offrire all’istituzione scolastica un programma in cui è stato potenziato il servizio offerto agli studenti disabili, che beneficeranno di istruttori ad hoc che li affiancheranno durante la didattica e per ogni loro necessità.

Il Polo Sportivo della Canottieri è stato inoltre dotato di un apposito «spazio studio», da utilizzare dopo la scuola e in attesa degli allenamenti, un luogo che realizza le condizioni per conciliare gli impegni di studio e di attività sportiva agonistica, anche sulla dello spirito delle iniziative e delle sollecitazioni del Coni e Miur rivolta a favorire gli studenti–atleti di alto livello.

L’ingresso delle piscine di Salò.

 

Gli atleti studenti

“Anche sulla scorta dello spirito dell’iniziativa del Coni e Miur rivolta a favorire gli studenti–atleti di alto livello – spiegano alla Canottieri – riteniamo di dover fare la nostra parte per favorire l’accesso allo sport anche per le categorie giovanili e non ancora rientranti nei parametri di alto livello nazionale. Per questo ad esempio abbiamo deciso di dotare il polo sportivo di spazi corretti per lo studio per gli studenti-atleti che si fermano dopo la scuola e prima dell’allenamento.

Il nostro progetto prevede l’istituzione di un tutor interno che possa seguire il percorso scolastico dei propri atleti, individuato nell’allenatore di ogni disciplina.

Il tutor interno potrebbe tenere rapporti periodici con il consiglio di classe, mediato magari dall’insegnante di educazione fisica, con il quale è piu facile avere rapporti costanti (ad esempio vista la presenza al “Polo Sportivo” per i corsi di nuoto e tennis) per consentire continuo scambio di informazioni su programmi e necessita dello studente-atleta sia in termini di impegni scolastici futuri che di prospettive di risultati, cosi come di pianificazione sportiva.

Le strutture – continuano i responsabili della Canottieri – potrebbero valutare assieme l’inserimento di un docente durante lo studio pomeridiano dei ragazzi per favorire l’apprendimento di alcune materie (lo stesso funzionamento del classico “doposcuola”); questa figura potrebbe essere a carico delle famiglie e si potrebbero valutare assieme le modalità operative in maniera da decidere per l soluzione migliore

Senza richiedere impegni di nessun genere a scuola insegnanti e programmi didattici il tutor interno potrebbe fornire a inizio stagione il planning stagionale dettagliato degli impegni agonistici come semplice informazione.

Nei momenti in cui gli atleti sono presenti nelle nostre strutture (ad esempio durante il corso di nuoto e tennis), i nostri atleti, già in possesso di buone tecniche sportive, potrebbero in accordo con il proprio insegnante di educazione fisica programmare piccole sedute di allenamento.

In questo modo crediamo sia possibile un altro piccolo passo nella direzione di una decisa integrazione tra scuola e sport, riconoscendo come l’integrazione sia virtuosa nel momento in cui entrambe le parti in gioco ne riconoscono i vantaggi reciproci”.

 

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