Cave Vezzola, l’opposizione chiede chiarezza

LONATO DEL GARDA - L'opposizione consiliare interviene sull'ipotetico dissequestro dell'ex cava Vezzola, destinata ad accogliere i cantieri logistici e lo stoccaggio intermedio degli scavi per la Tav: "Non ci risulta che la Procura abbia ufficializzato il fatto".

Riceviamo dai consiglieri comunali di minoranza Daniela Carassai, Andrea Locantore e Flavio Simbeni, Paola Perini, Rossella Magazza, per i gruppi Ritrovo Lonato, Progetto Lonato, PD Lonato, M5S Lonato, il seguente comunicato, che pubblichiamo integralmente.

“I titoli apparsi sui quotidiani locali nei giorni scorsi ci sono sembrati oltremodo fuorvianti rispetto al contenuto, inducendo il lettore – che si fosse fermato solo al titolo – a credere che sulle cave Vezzola calasse definitivamente il sipario dell’inchiesta della Procura.

Teniamo però a precisare il nostro punto di vista per maggior chiarezza e per sgomberare il campo da ogni equivoco.

Fino al Consiglio comunale di martedì 29 gennaio, Sindaco e maggioranza non sapevano nulla dei sigilli apposti su 18.500 mq delle cave Vezzola, se non ciò che era stato appreso dai giornali. Addirittura il consigliere Papa negava convinto il sequestro.

Eppure qualche certezza dell’accaduto dovevano averla visto che il 15 gennaio i carabinieri della Guardia Forestale avevano sequestrato i documenti depositati presso l’Ufficio Tecnico di Lonato inerenti le autorizzazioni rilasciate alla ditta Vezzola in seguito alla richiesta di tombamento del laghetto.

Se con l’accesso agli atti l’ha saputo la minoranza siamo certi che la maggioranza ne fosse al corrente e che quindi i giornali non erano stata l’unica fonte.

Ora che si parla dell’ipotetico dissequestro i nostri amministratori hanno invece notizie di prima mano, informazione che molto probabilmente hanno avuto dal diretto interessato visto che non ci risulta che la Procura abbia ufficializzato il fatto.

Notizia che l’Amministrazione ha sparso nel frullatore dei social network e che è stata poi ripresa dai quotidiani locali: chi dandola quasi certa, chi con il beneficio del dubbio.

Resta comunque il fatto che questo ipotetico dissequestro non garantisce che il lavoro della Procura sia finito, ma probabilmente indica solo che le indagini sono terminate.

Le azioni dei consiglieri Carassai, Locantore, Magazza, Perini e Simbeni non sono certamente rivolti alla ditta Vezzola in quanto tale, cercano solo di ottenere chiarezza su quanto sta succedendo sul nostro territorio già ricco di discariche abusive di rifiuti tossici e non, che certamente non sono un toccasana per la nostra terra, le nostre falde acquifere e per la salute dei suoi cittadini.

 

I commenti sono chiusi.