«Pagine del Garda»: 1.100 titoli per la 27ª edizione

ARCO - Si inaugura nel pomeriggio di sabato 9 novembre nel salone delle feste del Casinò municipale (l’inizio è alle ore 16) la rassegna dell'editoria gardesana «Pagine del Garda»: 62 gli editori per circa 1100 titoli in mostra (con possibilità di acquisto).

L’evento è organizzato dall’associazione culturale Il Sommolago in collaborazione con l’assessorato alle attività culturali del Comune di Arco.

Protagonisti i libri ad argomento gardesano, che affrontano temi molto diversi, dalla storia all’ambiente, dalle tradizioni all’arte. A seguire, il primo degli eventi collaterali: la presentazione, nell’attigua sala consiliare, del libro «Arco dipinta nel Cinquecento», curato da Silvia Coraiola con prefazione di Ezio Chini ed edito dal Sommolago.

Il giorno seguente, domenica 10, Mauro Neri propone (con inizio alle ore 16) una presentazione teatralizzata di una selezione di leggende riferite al territorio altogardesano dal suo libro «Le mille e una leggenda del Trentino» (Athesia, 2019), intervallata da brevi intermezzi musicali.

La mostra del libro, aperta al pubblico tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18.30 (sabato 9 novembre solo il pomeriggio), consente di sfogliare libri diversamente pressoché introvabili, prodotti di nicchia che ben difficilmente hanno spazio e visibilità nelle librerie perché pubblicati da piccole realtà culturali o perché dati alle stampe qualche anno fa, ma il cui contenuto mantiene intatta la propria attualità.

La mostra del libro è un appuntamento che tanti appassionati attendono, e che è possibile grazie all’impegno di un folto gruppo di volontari coordinato da Marialisa Viaro. «Pagine del Garda» quest’anno concentra nella settimana della mostra del libro tutti gli eventi collaterali, presentando cinque novità editoriali e un docufilm di grande interesse. La mostra del libro è allestita nel salone delle feste, mentre gli eventi collaterali si tengono nell’attigua sala consiliare. Sia la mostra, sia tutte le proposte collaterali sono a ingresso libero.

 

Arco dipinta del Cinquecento. Il Palazzo d’Arco-Marchetti e la chiesa di San Rocco a Caneve

Monografia che Il Sommolago ha pubblicato per l’anno 2019, il libro è un’elaborata rivisitazione della tesi di laurea di Silvia Coraiola nella quale l’autrice mette in evidenza come gli affreschi di Palazzo d’Arco-Marchetti e della chiesa di San Rocco a Caneve abbiano avuto come modello ispiratore opere e stile di artisti di fama nazionale e internazionale. La prefazione dello storico dell’arte Ezio Chini traccia una sorta di itinerario storico-bibliografico di quanti negli ultimi decenni si sono occupati di questi due «luoghi dell’arte» e sottolinea la novità della ricerca compiuta da Silvia Coraiola.

Lo studio avvalora la tesi che Arco abbia avuto nel Rinascimento duraturi e preziosi contatti con le principali corti dell’Italia settentrionale. Il primo capitolo del libro, infatti, è dedicato al clima culturale del Quattrocento e del Cinquecento ad Arco, terra di confine che ha avuto in Nicolò d’Arco, poeta e umanista, il più importante esponente. Silvia Coraiola affronta la descrizione di Palazzo d’Arco-Marchetti, che lei chiama «il palazzo di Felice d’Arco», prendendo spunto dal nome del conte che è scolpito nello stemma che sovrasta il grandioso portale d’ingresso verso piazza Sant’Anna.

Nel descrivere, ad esempio, la battaglia marina dipinta nel fregio esterno sul lato ovest (attribuita a Dionisio Bonmartini) la giovane studiosa trentina presenta, in parallelo, opere di Andrea Mantegna, di Raffaello e di Giulio Romano con i rispettivi collaboratori, aventi il medesimo tema. Ma è la sala che Silvia Coraiola chiama «delle Erme», posta al primo piano, il vero gioiello del Palazzo d’Arco-Marchetti, nella quale il fregio pittorico corre lungo tutti e quattro il lati. Le divinità protagoniste delle varie scene sono Cerere, Marte, Diana e Nettuno.

Diversi sono gli argomenti raffigurati, ovviamente in sintonia con la divinità che campeggia a metà circa della parte di fregio a lei dedicato. Anche per questi dipinti l’autrice ha saputo cogliere molte similitudini, sia nelle scene che nelle figure singole. Illustrando gli affreschi della chiesa di San Rocco a Caneve, Silvia Coraiola si sofferma sulla grande scena della crocifissione, raffigurata nell’arco santo, riscontrando evidenti parallelismi con incisioni dell’epoca. Si veda, ad esempio, la perfetta sintonia nella postura dei due ladroni con quella dei ladroni raffigurati nell’incisione di «Cristo in croce fra i due ladroni» attribuita a Battista del Moro. Nella scena delle «Donne al sepolcro» alcuni dettagli, soprattutto la figura allungata e flessuosa di una donna, avvalorano la vicinanza con l’arte del Parmigianino, e in particolare richiamano la sua incisione «La sepoltura di Cristo». Il volume curato da Silvia Coraiola rappresenta un tassello importante per la conoscenza dei tesori d’arte che la storia ha consegnato alla comunità di Arco.

Sala delle Erme, vero gioiello del Palazzo d’Arco-Marchetti.

 

Mille e una leggenda del Trentino

Lo scrittore trentino Mauro Neri aveva compiuto dal 1994 al 1997 l’opera in tre volumi «Mille leggende del Trentino» per i tipi della casa editrice Panorama di Trento; oggi, a 23 anni di distanza, quest’opera viene ripubblicata in un unico volume (più di 700 pagine) dalla casa editrice Athesia di Bolzano col titolo «Le mille e una leggenda del Trentino» e con un testo completamente rivisto, corretto e arricchito. Sono frammenti di storia popolare, di vicende emozionanti, di fantastiche creature nate dall’immaginazione di anziane donne e di arguti cantastorie, grazie ai quali è giunto fino a noi «il cuore più profondo» del popolo trentino, senza finzioni, senza convenzioni, senza pudori.

La rabbia contro i potenti; una religiosità genuina e concreta; un desiderio innato di dare e di darsi spiegazioni a fenomeni naturali incomprensibili (frane, terremoti, valanghe, incendi, pestilenze, carestie…): sono state queste le micce che hanno innescato la fantasia di uomini e donne dal Medioevo fin quasi ai nostri giorni, rendendoli portavoce di un popolo alla ricerca, malgrado tutto, della felicità. Mille e uno messaggi in bottiglia che ci arrivano da tutte le valli del Trentino, da tutti i borghi e dai villaggi sparsi ai piedi delle Dolomiti, galleggiando sulle onde del tempo che passa. Quella di Mauro Neri sarà una presentazione teatralizzata di leggende riferite al territorio altogardesano, intervallata da brevi intermezzi musicali.

 

Gli appuntamenti seguenti

Giovedì 14 novembre alle ore 15 Vittorio Colombo propone «Storie d’altri tempi: immagini altogardesane dell’archivio Colombo» (in collaborazione con l’associazione Lega Vita Serena).

Venerdì 15 novembre l’appuntamento è con «Noi. Laboratorio di poesia», volume a cura di Beatrice Carmellini, esito del laboratorio «Poesia in biblioteca» tenuto dalla Mnemoteca del Basso Sarca in collaborazione con la biblioteca civica «Bruno Emmert» di Arco (presentazione della curatrice, inizio alle ore 16).

Sabato 16 novembre i curatori Paolo Boccafoglio, Romano Turrini e Giorgio Vivori assieme al direttore responsabile Vittorio Colombo presentano i saggi del secondo numero della rivista Il Sommolago, anno 2019 (inizio alle ore 16).

La chiusura, domenica 17 novembre, è alle ore 16 con la presentazione del docufilm «Ritorno a Parigi. Renato Ischia, scultore», nell’ambito del progetto «Parigi. Artisti trentini, 1900-1989», a cura di Roberta Bonazza (presentazione della curatrice e di Giancarla Tognoni, in collaborazione con la Casa degli Artisti «Giacomo Vittone» di Canale di Tenno).

La rassegna dell’editoria gardesana «Pagine del Garda» è organizzata dall’associazione culturale Il Sommolago e dal Comune di Arco, con la collaborazione di Cassa Rurale Alto Garda, Lega Vita Serena, Mnemoteca del Basso Sarca e Casa degli Artisti «Giacomo Vittone».

 

 

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