Una notte, un museo: a Elnòs Shopping per scoprire i musei bresciani
RONCADELLE (BS) - Nel centro commerciale di Roncadelle scatti fotografici, video e laboratori per scoprire i 14 i musei aderenti alla rete di «Una notte, un Museo».
Da lunedì 10 febbraio la galleria di ELNÒS Shopping ospita un vero e proprio viaggio attraverso i luoghi della cultura del territorio bresciano: 14 i musei che dal 2022 hanno aderito alla rete di Una notte, un Museo, progetto ideato e promosso da Fondazione Provincia di Brescia Eventi e Provincia di Brescia con l’intento di far riscoprire Brescia e la sua provincia attraverso la cultura e le opere d’arte rappresentative dei suoi poli museali, che per i prossimi due mesi si racconteranno al grande pubblico nel Centro Commerciale di Roncadelle, attraverso scatti fotografici, video e laboratori.
I 14 musei aderenti
I musei coinvolti fin dalla prima edizione del progetto, affiancati da 7 nuove realtà dal 2024 con il riconoscimento dell’AVVISO UNICO 2024 di Regione Lombardia (Ambito A – Bando a Sostegno di Progetti di Promozione Educativa Culturale), rappresentano le macro aree del territorio bresciano:
- il Camus – Museo Camuno di Breno
- e il MUSIL – Museo dell’Energia Idroelettrica di Valle Camonica a Cedegolo per la Valcamonica,
- la Collezione Paolo VI – arte contemporanea di Concesio
- e il Museo delle Armi e Tradizione Armiera di Gardone Val Trompia per la Valtrompia,
- la Casa Museo, Fondazione Paolo e Carolina Zani a Cellatica
- insieme al MUSIL – Magazzino visitabile di Rodengo Saiano per Sebino e Franciacorta,
- il Museo Luigi e Piero Lechi di Montichiari
- e il Museo Civico di Manerbio e del territorio per la Pianura Bresciana,
- il MuSa – Museo di Salò
- con il Museo Il Divino Infante per la sponda bresciana del Lago di Garda,
- il MAVS – Museo archeologico della Valle Sabbia di Gavardo per la Valle Sabbia,
- affiancato dal Museo Etnografico della Valvestino,
- fino al Museo Diocesano di Brescia
- e il Museo Martino Dolci per il capoluogo.
Fino a fine marzo, il pubblico potrà visitare l’esposizione fotografica nell’unità commerciale messa a disposizione a piano terra da ELNÒS Shopping e immergersi in uno storytelling multimediale, lasciandosi guidare all’interno di ciascun museo da un visitatore notturno e dalla voce narrante dell’attore bresciano Luciano Bertoli, per scoprire, alla luce di una torcia, il capolavoro maggiormente rappresentativo.
Una proposta rivolta al grande pubblico a testimonianza della sinergia col territorio e dello sviluppo di una modalità esperienziale di vivere i luoghi della cultura. Il progetto, nel 2024, grazie al riconoscimento dell’AVVISO UNICO 2024 di Regione Lombardia si è ampliato con le visite guidate al buio nel corso delle quali il pubblico, in un percorso coinvolgente e multisensoriale, ha potuto riscoprire i tesori dei musei.
Questa modalità di fruizione degli spazi espositivi e delle opere protagoniste, introdotta dall’UICI e mediata dalle operatrici di Arte con Noi – specializzate nel turismo accessibile e nell’applicazione di tecniche polisensoriali per l’approccio alle opere d’arte – verrà riproposta nel corso del 2025, mirando ad una sensibilizzazione rispetto alla minorazione visiva e al potenziamento dei canali extravisivi: il buio disorienta, sconcerta chi è abituato da sempre a fare affidamento sulla vista, ma è anche l’occasione per scoprire nuove dimensioni.

La cultura si può diffondere anche in un centro commerciale
“Il territorio che ci ospita è straordinariamente ricco di storia e cultura. – sottolinea Giovanni Umberto Marzini, Meeting Place Manager di ELNÒS Shopping – Un patrimonio tanto ben custodito e valorizzato dalle istituzioni quanto sentito e vissuto dalle comunità. Siamo quindi particolarmente orgogliosi di essere nuovamente parte attiva in questo racconto condiviso con Fondazione Provincia di Brescia Eventi e Provincia di Brescia. Il territorio provinciale è stato più volte protagonista nei nostri spazi, con progetti polisensoriali sempre qualitativi e molto apprezzati dai nostri visitatori.”
“Diffondere la cultura con ogni mezzo. Può essere questo il filo conduttore per spiegare questa iniziativa, Una notte, un museo, che porta i nostri tesori artistici fuori dai musei. – spiega Emanuele Moraschini, Presidente della Provincia di Brescia – Si tratta di una missione lodevole, oltre che coraggiosa, che porta il patrimonio museale bresciano nelle vetrine del centro commerciale ELNÒS Shopping, luogo particolarmente frequentato, ma inusuale per questo tipo di proposta.
Eppure – continua Moraschini -, la già ampiamente collaudata e apprezzata formula dello shopping sullo sfondo della cultura è risultata, fin dalle prime edizioni della manifestazione, un modo accattivante per attirare l’attenzione del pubblico, intento nelle passeggiate nelle gallerie del centro commerciale. Il museo incontra la gente, dunque, fuori dagli spazi canonici.
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“La scoperta e riscoperta dei musei del territorio, insieme alle loro opere – conclude Nicoletta Bontempi, Presidente di Fondazione Provincia di Brescia Eventi – grazie alla collaborazione con ELNÒS Shopping permette di raggiungere più di un obiettivo per la nostra Fondazione avvicinandosi al grande pubblico: valorizzare la cultura del territorio, creare reti tra realtà che condividono, seppure in luoghi diversi, progettualità comuni, incentivare un altro modo di incontrare l’arte e valorizzare ciascun Museo con una nuova offerta di visita con prospettive differenti. Un progetto in continua evoluzione, quello di Una notte, un Museo, che porterà i visitatori ad essere protagonisti di musei sempre più inclusivi, fruendo di spazi espositivi dinamici e interattivi”.

I musei
Museo Diocesano Brescia – Via Gasparo da Salò, 13 – Brescia
Il chiostro maggiore dell’ex convento francescano di San Giuseppe, costruito alla fine del XVI secolo, ospita oggi il Museo Diocesano di Brescia, nato per raccogliere e custodire opere d’arte provenienti da chiese ed edifici religiosi della città. La collezione permanente si configura come un percorso ricco di suggestioni nell’arte: opere di pittura, scultura, oreficeria sacra, ma anche icone di tradizione ortodossa, preziosi tessuti liturgici, codici miniati, senza dimenticare le importanti acquisizioni di arte contemporanea avvenute negli ultimi anni. Il tutto è contestualizzato in un allestimento accessibile dotato di dispositivi inclusivi per consentire ad utenti con disabilità visiva e uditiva di fruire delle collezioni.
Museo Etnografico della Valvestino – Cima Rest, Magasa
Il Museo racconta, come “luogo della memoria”, la storia e le tradizioni che hanno plasmato il territorio, offrendo al visitatore uno spunto per avvicinarsi alla lettura della Valle e delle sue molteplici caratteristiche che sono venute costruendosi nel tempo come tessere di un mosaico. L’immobile, situato nel caratteristico borgo di Cima Rest, rappresenta un esemplare recupero di edificazione ad alta valenza caratteristica: si tratta infatti di una tipologia geograficamente assai poco diffusa e propriamente rappresentativa della zona. I beni mobili divenuti oggetto dell’allestimento, sono stati individuati nel territorio della Val Vestino e sono costituiti per larga parte da strumenti di lavoro agricolo, artigianale e caseario: a titolo esemplificativo si citano le “slitte” per il trasporto del legname, gli attrezzi volti alla produzione di formaggio, le attrezzature per la lavorazione del legno, per la coltivazione dei campi e per la realizzazione/conduzione dei fienili e delle strutture legate all’attività della pastorizia.
Museo Civico di Manerbio e del territorio – Piazza Cesare Battisti, 1 – Manerbio
Il Museo viene istituito formalmente nel 1985 con sede nell’ala seicentesca dello storico Palazzo Luzzago, edifico che ospita anche il Municipio, la Biblioteca Civica e il Piccolo Teatro “Memo Bortolozzi”. Il percorso espositivo ripercorre l’evoluzione del popolamento nel territorio della bassa pianura bresciana dal Neolitico fino all’età post medievale, con una forte vocazione territoriale rintracciabile nei manufatti delle epoche più antiche. Significativi reperti, quali le dracme in argento, attestano l’importanza della zona di Manerbio all’interno dell’area territoriale prescelta dai galli Cenomani per il loro stanziamento dal IV secolo a. C. L’età romana è testimoniata da numerosi corredi tombali e per quella altomedievale sono esposti in museo frammenti di ceramica decorata, oltre all’unica moneta nota in Italia del re Ariperto I (653-661 d. C.). A botteghe locali appartiene infine il ricco campionario di ceramiche rinascimentali.
Museo Il Divino Infante – Via dei Colli, 34 – Gardone Riviera
Il Museo Il Divino Infante di Gardone Riviera, con le sue oltre 300 sculture, rappresenta una delle collezioni più importanti di sculture sacre legate alla figura del Bambin Gesù, della Maria bambina e del presepe napoletano. Nato dalla grande passione e dalla dedizione della proprietaria, la collezionista tedesca Hiky Mayr, il museo è stato realizzato con una particolare attenzione ai dettagli storici e artistici. Buona parte delle sculture presenti nel museo – tutte rigorosamente italiane – sono frutto di una forte partecipazione emotiva che ha portato ad un paziente lavoro di restauro ad opera della sig.ra Hiky Mayr che ha interessato l’intera composizione delle sculture, dalle parti lignee alle parti tessili.
MAVS – Museo Archeologico della Valle Sabbia – Piazza S. Bernardino, 5 – Gavardo
Ospitato in un edificio quattrocentesco, il Museo offre un’ampia visione dell’archeologia della Valle Sabbia e dell’area gardesana occidentale, dal Paleolitico Medio all’epoca post rinascimentale. Espone reperti provenienti da vari siti del territorio, dalla grotta pleistocenica del Buco del Frate agli accampamenti militari della Faita, risalenti al ‘600. Di particolare interesse sono i rinvenimenti di Monte Covolo, la palafitta del Lucone di Polpenazze e la necropoli romana di Salò.
Museo Luigi e Piero Lechi – Corso Martiri della Libertà, 33 – Montichiari
Il Museo Lechi nasce nel 2012 per ospitare le collezioni donate nel 2005 al Comune di Montichiari dai conti Luigi e Piero Lechi, discendenti da una celebre famiglia di generali napoleonici e collezionisti appassionati. La raccolta è composta da 370 numeri inventariali tra dipinti, disegni, miniature, stampe e porcellane. La provenienza antica delle opere da quadrerie di nobili famiglie bresciane come i Lechi, gli Avogatro, i Fenaroli, i Martinengo, i Valotti, i Polini permette un ampio sguardo sulla storia del collezionismo lombardo tra Sette e Ottocento. Il percorso permanente è allestito al primo piano di Palazzo De Tabaris con una selezione di circa cento dipinti distribuiti in tredici sale secondo un ordinamento cronologico e tematico che va dal Quattro all’Ottocento. Completa il percorso un prezioso servizio da tè e caffè in argento dorato realizzato nella prima metà dell’Ottocento e appartenuto al conte Gaetano Bonoris. Tra gli autori dei dipinti più significativi si distinguono alcuni maestri della pittura lombarda, veneta e romana come Alessandro Bonvicino detto il Moretto, Giulio Campi, Giulio Cesare Procaccini, Giovan Battista Gaulli detto il Baciccio, Giovanni Battista Pittoni, Alessandro Magnasco, Pietro Bellotti, Luigi Basiletti, mentre un’intera sala è dedicata a un gruppo di importanti opere di Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto, tra le quali spicca La donna che fa la calza considerato uno dei suoi capolavori a tema pauperistico. Nel salone dedicato alle conferenze sono infine allestiti circa quaranta dipinti disposti a quadreria.
MUSIL – Museo dell’Energia Idroelettrica di Valle Camonica – Via Roma, 48 – Cedegolo
Un percorso multisensoriale e interattivo alla scoperta del fenomeno che trasforma l’acqua in energia, tra turbine, alternatori, condotte forzate, tralicci storici e teche contenenti antichi strumenti e macchinari. Il museo, inaugurato nel 2008 e affacciato sul fiume Oglio, occupa gli affascinanti spazi dell’originaria Centrale costruita tra il 1909 e il 1910 e in uso fino al 1962. La visita riporta indietro di tanti anni, quando a Cedegolo la forza dell’acqua veniva sfruttata per generare energia elettrica. Un’attività che rivive oggi con il nuovo allestimento, pensato per catturare il visitatore in un’esperienza a 360° che coinvolge vista, tatto, udito.
MUSIL – Magazzino visitabile di Rodengo Saiano – Via del Commercio, 18 – Rodengo Saiano
Il deposito visitabile del Museo dell’Industria e del Lavoro di Rodengo Saiano è stato inaugurato nel 2009. All’interno del circuito delle sedi Musil, a Rodengo si è intervenuto su un edificio industriale con l’intento di realizzare una Wunderkammer dell’industria manifatturiera. Il MUSIL Rodengo Saiano è sia sistema espositivo sia centro di ricerca. All’interno il museo/deposito si articola in: magazzino espositivo, sezione dedicata al cinema, uffici e centro di documentazione e formazione, al piano ammezzato. In facciata è stata costruita, addossata alla parete del capannone, una grande scatola in acciaio e vetro, una sorta di grande scaffale dove si espone una selezione dei reperti presenti nel magazzino, sia per segnalare il MUSIL in un’area a vocazione commerciale e di deposito, sia per raccontare, con un gesto evocativo, l’idea della Wunderkammer.
Collezione Paolo VI – arte contemporanea – Via Guglielmo Marconi, 15 – Concesio
La Collezione Paolo VI – arte contemporanea prende il nome dal Papa che in questo luogo ebbe i natali, Giovanni Battista Montini (1897-1978), divenuto Pontefice nel 1963. Non si tratta di un memoriale sulla figura di Paolo VI e nemmeno di una galleria di arte sacra, bensì di una raccolta di opere frutto del rapporto vivo, umano e amicale che il Santo Padre per tutta la vita intrattenne con gli artisti del suo tempo. Il museo, infatti, conserva ed espone un patrimonio di dipinti, disegni, stampe, medaglie e sculture del ’900 riconducibile a Montini e al suo segretario Mons. Pasquale Macchi. Tra gli autori rappresentati nella Collezione spiccano i nomi di Matisse, Chagall, Picasso, Dalí, Magritte, Rouault, Severini, de Chirico, Morandi, Fontana, Manzù, Hartung, Guitton e molti altri protagonisti assoluti nel panorama nazionale e internazionale. La collezione, disposta su due piani per un totale di circa mille metri quadrati di superficie espositiva, contiene un itinerario principale di visita e sezioni specificamente dedicate alla grafica e alla medaglistica. Sono presenti anche una sala espositiva per mostre temporanee e un ampio laboratorio didattico.
Casa Museo, Fondazione Paolo e Carolina Zani – Via Fantasina, 8 – Cellatica
La Fondazione Paolo e Carolina Zani per l’arte e la cultura persegue lo scopo principale di tutelare, conservare e valorizzare la Casa Museo Zani e la collezione d’arte in essa contenuta. La Fondazione si propone altresì di sostenere la cultura in generale, anche attraverso l’elargizione di contributi specifici destinati alla formazione dei giovani, istituendo premi e borse di studio. Nella casa museo viene conservato il patrimonio storico e artistico della Fondazione; tra le oltre 1200 opere della collezione spiccano dipinti di Canaletto, Tiepolo, Guardi, Longhi, Boucher, le sculture del genovese Filippo Parodi e romane dei Della Porta, accanto a preziosi arredi barocchi e rococò, principalmente francesi e veneziani, e straordinari oggetti d’arte applicata del XVII e XVIII secolo.
Museo delle Armi e Tradizione Armiera di Gardone Val Trompia – Via XX Settembre, 31 – Gardone Val Trompia
Situato presso villa Mutti Bernardelli, un vasto e complesso edificio comprendente ambienti che spaziano dal XV al XVIII secolo, offre ad appassionati, esperti del settore, studiosi e ricercatori l’importante opportunità d’avere diretta conoscenza di alcune fra le più significative espressioni del lavoro gardonese. I visitatori possono ripercorrere un tratto della storia di questo territorio, per comprenderne radici e potenzialità. Il Museo non si propone soltanto come pregevole esposizione della produzione armiera locale, nazionale ed internazionale ma anche come nuova istituzione culturale che contestualizza il settore armiero nella vita di una comunità.
MuSa – Museo di Salò – Via Brunati, 9 – Salò
II MuSa, museo di Salò, racconta la storia della città di Salò e del suo territorio attraverso un percorso cronologico articolato, che si snoda negli ampi e affascinanti spazi del monastero e della chiesa di Santa Giustina, edificati a partire dal XVI secolo per ospitare l’Ordine dei Padri Somaschi, tradizionalmente dedito all’istruzione e all’educazione del clero e del popolo. È costituito da numerose sezioni, dedicate non solo alla storia, alla storia dell’arte e all’archeologia, ma anche alla scienza e alla tecnica.
Tra reperti archeologici, preziosi codici miniati, dipinti, strumenti musicali e preparati anatomici la visita al museo permette di fare un viaggio in una Salò sconosciuta. Sezioni storico-archeologiche e artistiche si alternano a spazi dedicati alla scienza e alla sperimentazione.
L’ultimo piano è dedicato alla Civica Raccolta del Disegno, una collezione di più di 800 disegni, che annovera opere dei principali esponenti del panorama artistico italiano dal Secondo dopoguerra a oggi.
Al piano seminterrato il MuSa ospita il Museo del Nastro Azzurro, fondato nel 1949, che raccoglie testimonianze e documenti dei decorati di guerra, reliquie risorgimentali e della I e II Guerra Mondiale. Nel giugno 2023 è stata inaugurata una nuova, ampia sezione permanente dedicata ai tragici giorni della Repubblica Sociale Italiana di Salò.
Museo Martino Dolci – Via Giuseppe Garibaldi, 8 – Breno
ll Museo Dolci conserva ed espone 41 opere di Martino Dolci delle oltre 200 di proprietà della Fondazione omonima. Sito al piano terreno della Cascina Aurora, il museo consta di tre ampie sale in cui è possibile ripercorrere la vicenda artistica di uno dei più noti pittori bresciani del Novecento. Nato nel maggio 2023, la sua realizzazione è stata possibile grazie al Patto di collaborazione col Comune di Brescia che ha concesso l’uso gratuito e permettendo la completa ristrutturazione degli spazi interni ed esterni della Cascina Aurora.
Camus – Museo Camuno – Via Giuseppe Garibaldi, 8 – Breno
La prima sala presenta, oltre ad alcuni stemmi, una serie di ritratti di esponenti della nobiltà e del clero di Val Camonica in età moderna. L’allestimento si snoda in ordine cronologico e tematico: dalle icone e dai dipinti sacri del XV e XVI secolo, ai capolavori della pittura bresciana del Rinascimento sino ai dipinti del Seicento. Il percorso è intervallato da due sezioni che raccolgono sculture, arredi liturgici e civili, oggetti d’arte applicata e ceramiche, per la maggior parte di ambito camuno. Al piano superiore sono visibili dipinti lombardi e veneti del XVII secolo e del XVIII secolo. Le ultime sale raccolgono testimonianze pittoriche dell’arte camuna e lombarda tra Otto e Novecento e, infine, una sezione etnoantropologica che documenta la cultura materiale del territorio. La loggia, ubicata al primo piano del Museo, conserva ed espone una selezione di reperti archeologici di età preromana e romana, anch’essi in parte raccolti da Putelli all’inizio del XX secolo.
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