Salò, Mussolini non è più cittadino onorario

SALO' - Dopo più di un secolo dall'auto-conferimento, questa sera il Consiglio comunale di Salò ha revocato la cittadinanza onoraria al capo del fascismo.

Dopo più di un secolo, Benito Mussolini non è più cittadino onorario di Salò.

Così ha deciso questa sera, mercoledì 26 febbraio 2025, il Consiglio comunale, approvando la mozione presentata dal capogruppo di maggioranza affinché fosse revocata l’onorificenza conferita al duce il 23 maggio 1924.

In un municipio blindato dalle forze dell’ordine, il Consiglio si è così espresso: 12 voti favorevoli alla revoca, quelli della maggioranza della Civica Salò, 3 contrari (i consiglieri Federico Bana, Erminia Bonfanti e Massimiliano Frau) e un astenuto (Giovanni Ciato).

Il monitor con l’esito della votazione.

L’intervento del sindaco Francesco Cagnini

Riportiamo, di seguito, l’intervento del primo cittadino.

«Siamo stati gli unici in questi giorni, per scelta e rispetto del Consiglio comunale, a non rilasciare dichiarazioni in merito. Non l’abbiamo fatto anche perché il lavoro e l’attenzione della Giunta e della maggioranza non si sono fermati, ma sono proseguiti anche in questi giorni, con la consueta determinazione, sui tanti progetti e attività che riguardano la nostra città.

Di certo non abbiamo distolto neanche mezzo secondo dalle tante iniziative che stiamo facendo per Salò e non siamo scesi, e non scenderemo, in sterili polemiche, ma continueremo a lavorare per la nostra comunità.

La storia non si cancella

Con questa revoca non intendiamo assolutamente cancellare la storia, né esimerci dal fare i conti con essa. Non cancelliamo nulla: quella pagina della nostra storia, per quanto drammatica, resta.

Grazie alla ricerca storica pubblicata sul quarto volume della “Storia di Salò”, abbiamo ricostruito la vicenda nei suoi passaggi principali.

La nostra volontà è di affrontare questa storia per quello che merita, con la volontà di approfondirla, di conoscere e far conoscere sempre meglio a studenti, cittadini e turisti questo periodo che ha coinvolto la nostra città e la riviera gardesana, nella sua completezza.

Nessuno vuole cancellare un fatto storico, come invece in modo strumentale è stato detto e scritto, ma si vuole aggiungere una nuova pagina dal forte valore simbolico, che dimostra che le idee rappresentate dalla cittadinanza onoraria a Mussolini non hanno più spazio nell’Italia e nella Salò di oggi.

È pacifico che la cancellazione non debba ridursi a un semplice tratto di penna, ma tale atto ha il compito di costruire consapevolezza e riflessione su ciò che il fascismo è stato per l’Italia e per Salò, ricordando che questi valori non hanno più cittadinanza nell’Italia di oggi, che si ispira ai valori costituzionali.

Il valore simbolico

Più che la forma, di cui, peraltro, molti in questi giorni hanno parlato impropriamente, giova ricordare la sostanza e cioè che sicuramente la popolazione salodiana, neppure quella di fede fascista, concorse al conferimento della cittadinanza onoraria, fatta per adempiere a una circolare governativa e compiacere un desiderata politico, come fecero migliaia di altri Comuni italiani. Oggi la concessione della cittadinanza onoraria è una scelta di elevato valore simbolico e, nel nostro caso, lo è altrettanto la sua revoca.

Il percorso in occasione degli ottant’anni dalla fine della guerra

Arriviamo a questa decisione sereni, forti di un nostro percorso e senza alcuna forzatura. Un percorso che non solo si colloca a ottant’anni di distanza da uno spartiacque della storia e della vita del nostro Paese, ma che guarda avanti ai valori sui cui si fonda la civile convivenza della nostra società.

A dicembre, in occasione dei cinquant’anni dall’inaugurazione della scuola primaria Olivelli, abbiamo affisso la targa che riporta i primi 12 articoli della Costituzione e abbiamo organizzato per la prima volta l’incontro con i neodiciottenni di Salò, a cui abbiamo consegnato una copia della Costituzione italiana. Nel mese di gennaio, a 80 anni dalla sua morte, abbiamo ricordato proprio la memoria del beato Teresio Olivelli. Proseguiremo poi nel mese di aprile con la mostra sulla figura del politico e dell’uomo Alcide De Gasperi, in collaborazione con la Fondazione De Gasperi, alla scoperta di uno dei protagonisti di questa nuova stagione della vita del Paese.

Un’iniziativa dal forte valore civico

Spiace che qualcuno interpreti strumentalmente la nostra come un’iniziativa divisiva o di una parte politica contro un’altra. Questa è un’iniziativa portata peraltro avanti da un’Amministrazione guidata da un sindaco nato ben 50 anni dopo la liberazione del 1945, che non può quindi in nessun modo vedere questo passaggio come una contrapposizione ideologica, ma bensì come un momento unificante di condivisione, di unione e di pacificazione, riaffermando i valori di amore verso la libertà e la democrazia, veri cardini della nostra Carta costituzionale. Un atto che guarda avanti.

Spiace constatare che si interpongono piccole speculazioni post-elettorali a un tema che dovrebbe avere un significato molto più alto per la nostra comunità, una valenza politica nel senso più profondo e bello di questa parola che molti usano a sproposito.

Ci viene detto, in pratica, che una lista civica non può affrontare una tematica come questa, perché viceversa significa schierarsi e quindi snaturare la nostra civicità. Come se fosse necessario schierarsi per ribadire i principi e i valori costituzionali che dovrebbero essere condivisi da tutti, più volte ribaditi anche di recente dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e che sono altamente “civici”, ovvero patrimonio di tutti.

Ci permettiamo, noi, di essere sorpresi che tutte le motivazioni addotte contro la revoca abbiano solo l’obiettivo di sviare il contenuto di una scelta così evidentemente e semplicemente condivisibile, poiché legata ai valori costituzionali.

Le conclusioni

Quindi ribadiamo semplicemente che, alla luce dei valori costituzionali e democratici che, come amministratori, siamo chiamati a rappresentare, Benito Mussolini non merita alcuna onorificenza dal Comune di Salò. E questo purtroppo è tutt’altro che anacronistico.

Per noi la revoca della cittadinanza a Mussolini è un passaggio che non merita ulteriori parole, giustificazioni né tantomeno giudizi. Andava semplicemente ed evidentemente fatta.

Nell’anno che celebra l’ottantesimo anniversario dalla fine del Secondo conflitto mondiale  – ha concluso il sindaco Cagnini – , il Presidente Mattarella, nel discorso di fine anno, ci ha ricordato come “la Liberazione sia fondamento della Repubblica e presupposto della Costituzione, e abbia consentito all’Italia di riallacciare i fili della sua storia e della sua unità (…). Questa ricorrenza reca con sé il richiamo alla liberazione da tutto ciò che ostacola libertà, democrazia, dedizione all’Italia, dignità di ciascuno, lavoro, giustizia”».

Forze dell’ordine all’esterno del municipio.

 

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