Mostra-mercato degli animali esotici, le ragioni del “no”

BRESCIA - Mentre a Brescia si svolge oggi, 6 aprile, la mostra-mercato degli animali esotici “Brixia Reptiles” interviene Vincenzo Ferri, erpetologo impegnato nella salvaguardia delle popolazioni italiane di anfibi e rettili.

«Il commercio internazionale di animali catturati in natura o allevati soprattutto in forma domestica e privo di controllo epidemiologico, è motivo di crescente preoccupazione soprattutto a livello scientifico. Le poche leggi vigenti vengono facilmente violate poiché i numeri su cui si articola il mercato è strabiliante , non ci sono normative riguardanti il 99,9% degli animali commerciati, non ci sono adeguate risorse di verifica e monitoraggio di tale mercato.

Come da numerose ricerche, in tendenziale crescita dato il trend commerciale e i problemi ecologici e sanitari implicati, ad esempio i rettili vengono trattati in modo disumano e possono così ancor di più rappresentare un rischio per la salute delle persone e dell’ambiente.

E’ questo un settore commerciale che sfugge anche al controllo fiscale e che si pone al secondo posto al mondo per fatturato dopo quello delle armi, superando anche il mercato delle sostanze stupefacenti.
In alcune aree d’Europa e Asia, è stato segnalato che gli anfibi possono essere infettati da patogeni zoonotici come Salmonella, Cryptosporidium e tenie.

La salmonellosi negli animali esotici è storicamente associata al contatto con i rettili, ma un focolaio nel 2009 è stato collegato al contatto con rane acquatiche e molti pazienti hanno richiesto il ricovero ospedaliero. Attraverso gli Anfibi sono state riscontrate infezioni intestinali causate da Cryptosporidium, un’ameba opportunista a vita libera riscontrata anche nei ricci.

Furetti, conigli, criceti e porcellini d’India sono spesso considerati animali domestici esotici di grande interesse, poiché possono essere portatori attivi di agenti patogeni altamente infettivi con potenziale zoonotico. Questi agenti vanno dal vaiolo delle scimmie, associato ai cani della prateria domestici, al virus della rabbia nei pipistrelli domestici, fino alle infezioni cutanee meno gravi ma più comuni, come la tigna.

I roditori possono ospitare e trasmettere una varietà di agenti patogeni, fungendo da serbatoi per numerose malattie focali, come il virus Hantavirus, il virus dell’encefalite forestale, Yersinia pestis e Leptospira. Recentemente, il coronavirus HCoV-OC43, altamente simile al ceppo umano HCoV-OC43, è stato identificato in due criceti domestici asintomatici, suggerendo un potenziale rischio di trasmissione interspecie. Recentemente, 52 roditori con sospette infezioni da virus del vaiolo delle scimmie sono stati trovati presso commercianti di animali esotici e abitazioni private; 12 di questi sono stati confermati come infetti da un ceppo del virus con una corrispondenza del 100% nella sequenza genetica con l’isolato umano Zaire-96-I-16, proveniente dal Congo.

 

I furetti sono noti come modelli animali per lo studio dei virus influenzali e possono anche trasmettere il COVID-19 agli esseri umani, rappresentando un rischio significativo per la salute pubblica.

Di conseguenza, il commercio di furetti e zibetti dovrebbe essere sottoposto a una maggiore sorveglianza e regolamentazione, per ridurre al minimo la possibilità di emergenza di nuove malattie zoonotiche.

Gli Artropodi comprendono animali come gli Hexapoda (insetti, ecc.), i Crostacei (gamberi, granchi, ecc.), i Chelicerati (ragni, scorpioni, ecc.) e i Polipodi (centopiedi, millepiedi, ecc.), caratterizzati da arti segmentati. Sempre più persone scelgono gli artropodi come animali da compagnia, tra cui diverse specie di ragni, scorpioni e centopiedi, nonché blatte e grilli utilizzati come cibo per altri animali. Tuttavia, questi animali insoliti possono essere portatori e diffusori di vari agenti patogeni. Ad esempio, i ragni possono trasportare il batterio Rickettsia e, dopo essere stati morsi da un ragno cacciatore di onischi, gli esseri umani possono manifestare anomalie neurocognitive e infezioni da Bartonella henselae.

Un caso riguarda un paziente di 20 anni il cui campione di liquido peritoneale dialitico è risultato positivo all’infezione da Rhodotorula spp.. Considerando il rischio di sviluppare una peritonite fungina, il paziente è stato inviato in ospedale per la rimozione del catetere peritoneale e l’avvio di un trattamento. È stato osservato che il paziente teneva in casa una tarantola rosa cilena, una tarantola ornamentale indiana e un drago barbuto nella stanza dove effettuava la dialisi. Campioni di sabbia e suolo dagli habitat degli animali sono stati inviati per analisi microbiologiche, e la coltura della sabbia della tarantola ha rivelato la presenza di Rhodotorula muciliginosa, identificandola come la probabile fonte di infezione.

Come cibo per animali esotici, gli scarafaggi possono ospitare un gran numero di agenti patogeni, tra cui batteri, protozoi, funghi e vermi intestinali patogeni. Il consumo umano di alimenti contaminati da vettori di malattie rappresenta un fattore di rischio per malattie alimentari e infezioni parassitarie.

A causa delle loro abitudini alimentari e della loro preferenza per cibo umano e feci, gli scarafaggi possono diventare vettori meccanici nella trasmissione di vari parassiti intestinali zoonotici, aumentando il rischio di malattie infettive.

Rane tropicali.

 

Gli artropodi, che rimangono asintomatici, possono trasportare e trasmettere una varietà di virus, come quello dell’encefalite giapponese, il virus Zika, il virus della febbre emorragica di Crimea-Congo e il virus del Nilo occidentale (WNV) che rappresentano una seria minaccia per la salute umana.

Inoltre, i potenziali proprietari dovrebbero considerare se l’animale esotico sia una specie invasiva che potrebbe danneggiare l’ecosistema locale in caso di fuga o rilascio.

I pappagalli stanno diventando sempre più popolari come animali domestici per la loro intelligenza e bellezza. Tuttavia, i patogeni che possono portare rappresentano una minaccia per la salute umana, a partire dall’influenza aviaria infetta molte specie di uccelli e può attraversare la barriera delle specie per infettare anche i mammiferi. Nel 2015, il sottotipo H5N1 è stato isolato da un pappagallo malato che presentava letargia e gravi sintomi respiratori. Queste infezioni possono potenzialmente portare all’emergere di una nuova pandemia influenzale.

I pappagalli possono essere portatori di batteri pericolosi per l’uomo e gli animali, come il Staphylococcus aureus resistente alla meticillina, il Mycobacterium tuberculosis e la Candida albicans.

Una delle infezioni più comuni trasmesse dai pappagalli è la psittacosi, causata da Chlamydia psittaci. Questa malattia è associata a numerosi casi di infezioni respiratorie umane in tutto il mondo, con tassi elevati di mortalità nei casi più gravi. Gli esseri umani possono contrarre la psittacosi tramite il contatto diretto con le escrezioni di pappagalli infetti, nonché con pollame domestico come polli, anatre e tacchini.

Inoltre, l’etica generale del commercio e della detenzione di rettili come animali domestici è stata messa in discussione. I rettili sono riconosciuti come esseri senzienti, capaci di percepire dolore e stress; pertanto, come per gli altri animali, il loro benessere e la qualità della loro vita meritano attenzione. Contrariamente a certe percezioni, molti rettili mostrano comportamenti complessi e prestazioni cognitive, tra cui socialità, gioco, consapevolezza ambientale, autoconsapevolezza e capacità di risoluzione dei problemi e conteggio numerico, spesso paragonabili o superiori a quelli di uccelli e mammiferi.

 

Le esposizioni di rettili presentano ambienti gravemente carenti in termini di stimolazione positiva e diversità ambientale, e caratterizzati da stimoli negativi come la restrizione spaziale e le continue perturbazioni. Questi fattori comportano gravi impatti sul benessere degli animali, come evidenziato ulteriormente nella nostra analisi.

La vita dei rettili in natura è complessa e, sebbene si sappia poco sui dettagli biologici di molte specie selvatiche, nessuna specie di rettile è stata studiata in modo completo. Con l’aumento delle conoscenze sulla biologia dei rettili in natura, emerge che questi animali sono altamente evoluti in termini di adattamenti ambientali, fisiologici, comportamentali e psicologici.

A titolo esemplificativo, i draghi barbuti (Pogona vitticeps), appartenenti alla famiglia delle Agamidae e originari dell’Australia orientale e centrale, sono tra i rettili da compagnia più comuni e spesso presenti alle esposizioni di rettili. In natura, questi rettili occupano aree territoriali che possono raggiungere i 45.000 m², in ambienti desertici, di macchia e foresta secca. Sono onnivori opportunisti che si nutrono di una vasta gamma di invertebrati, vegetali e occasionalmente piccoli mammiferi o rettili. Pur non essendo fortemente sociali, mostrano comportamenti territoriali e gerarchici significativi.

I serpenti del grano (Pantherophis guttatus), appartenenti alla famiglia dei Colubridi e originari del Nord America, sono anch’essi tra i rettili da compagnia più diffusi. In natura, occupano aree fino a circa 79.000 m², in habitat che includono campi, alberi, aree aperte e foreste secche, ad altitudini fino a 1800 m. Questi serpenti, che possono raggiungere una lunghezza di 150-180 cm, sono carnivori e ovivori, nutrendosi di erpetofauna, mammiferi, uccelli e uova di uccelli.

Di fatto, quindi, le esposizioni di animali esotici, per lo più allevate in casa e non sottoposte ad adeguati controlli sanitari ed epidemiologici, rappresentano le situazioni meno protettive e potenzialmente più dannose tra tutti gli scenari di detenzione di animali in cattività. La mancanza di monitoraggio e controllo di questi eventi, unita alla loro frequente organizzazione, evidenzia chiaramente la necessità di controllare e proibire urgentemente tali manifestazioni.

La comunità scientifica che monitora e studia tale fenomeno commerciale raccomanda il totale divieto di svolgimento di tali eventi o il loro rigoroso controllo al fine di escludere contagi ed epidemie, inquinamento ed impoverimento ecologico, maltrattamento di animali.

In Italia purtroppo però vige il far west, cosicchè chiunque, senza formazione, senza garanzie di salubrità ed igiene, consente di far portare a casa da qualsiasi bambino una bomba sanitaria pronta ad esplodere nell’impossibilità di tracciarne origine ed esiti. Forse è il caso che chi di dovere inizi a verificare di cosa stiamo parlando e vi ponga rimedio nell’interesse di tutti».

 

Dr Vincenzo Ferri

Naturalista, Erpetologo,
Coordinatore del Gruppo di Lavoro Europa della
Commissione Scientifica IUCN
Amphibian Specialist Group (ASG)

 

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