Cambiare fornitore di gas può rivelarsi una scelta vantaggiosa in molte circostanze, ad esempio per passare da un’offerta a prezzo variabile a una a prezzo fisso, o viceversa. Inoltre, il cambio fornitore può essere utile per ottenere condizioni contrattuali migliori, servizi aggiuntivi e/o un’assistenza clienti più efficiente.
Ma come si fa a scegliere un fornitore e poi cambiarlo? Ecco alcuni consigli.
Come scegliere il fornitore giusto?
Prima di cambiare fornitore, è necessario comprendere cosa significa prezzo netto relax per il gas e la luce, ovvero un unico contratto per le forniture con un costo fisso e non mutevole per un determinato periodo, e soprattutto valutare alcuni parametri, come ad esempio:
- Costo della materia prima: uno degli aspetti principali da considerare nella scelta dell’offerta gas è il costo della materia prima. Se si opta per un contratto a prezzo indicizzato, il prezzo del gas varia in base all’andamento del mercato all’ingrosso, e sarà quindi soggetto ad oscillazioni nel tempo. In questo caso è utile monitorare periodicamente l’indice di riferimento, come il PSV (Punto di Scambio Virtuale), per valutare eventuali convenienze o aumenti. Se invece si preferisce una tariffa a prezzo fisso, è importante confrontare il prezzo proposto dai vari operatori per assicurarsi che sia competitivo e realmente conveniente nel lungo periodo;
- Provenienza del gas: un altro fattore rilevante è la provenienza del gas fornito. Alcuni operatori offrono soluzioni più sostenibili, garantendo un approvvigionamento da fonti rinnovabili o attraverso iniziative di compensazione delle emissioni di CO₂. Questa scelta può essere particolarmente interessante per chi è attento all’ambiente e desidera ridurre il proprio impatto ecologico anche attraverso le forniture energetiche;
- Possibilità di dual fuel: alcuni fornitori consentono di attivare un contratto dual fuel, combinando le forniture di gas e luce. Tale offerta può risultare vantaggiosa sia dal punto di vista economico, grazie ad eventuali sconti applicati sul totale delle forniture, ma anche dal punto di vista pratico, poiché permette di avere un’unica bolletta e un solo interlocutore per entrambe le utenze, semplificando la gestione.
Come effettuare il passaggio ad un nuovo fornitore?
Per cambiare fornitore di gas, dopo aver individuato l’offerta più adatta alle proprie esigenze, è necessario rivolgersi direttamente al nuovo fornitore e avviare la procedura di attivazione del contratto.
Il primo passo consiste nella compilazione di un apposito modulo di adesione, fornito dallo stesso operatore. Insieme al modulo, occorre allegare alcuni documenti: il Codice Fiscale dell’intestatario del contratto, il numero della carta di credito o del conto corrente bancario per l’addebito delle bollette, una bolletta recente del vecchio fornitore contenente il PDR (Punto di Riconsegna) e l’indicazione del consumo annuo di gas.
L’intera procedura si svolge in via telematica, attraverso comunicazioni tra il vecchio e il nuovo fornitore, senza che vi sia alcuna interruzione nella fornitura del servizio. Il cambio, secondo quanto stabilito dalla legge, deve essere completato entro due mesi dalla sottoscrizione del nuovo contratto e questa tempistica deve essere comunicata chiaramente al momento della stipula.
È importante sapere che il passaggio di fornitore è gratuito: non sono previste penali né costi di disattivazione. Le uniche eventuali spese sono legate ad oneri contrattuali stabiliti dal nuovo gestore, come l’imposta di bollo o l’eventuale deposito cauzionale.
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