L’olivo, l’albero più maltrattato: un corso per imparare a conoscerlo e rispettarlo

GARGNANO - A Gargnano un corso teorico e pratico di addomesticamento degli alberi tenuto da Oliviero Capuccini. 

Conoscere l’olivo per imparare a prendersene cura, evitando errori spesso causati da pratiche scorrette e da una scarsa conoscenza della pianta. È questo l’obiettivo di L’olivo: l’albero più maltrattato. Il maggior nemico dell’olivo è l’uomo, il corso teorico e pratico giunto alla sua quinta edizione, organizzato dalla Pro Loco di Gargnano – This is Gargnano in collaborazione con Agri-Coop Alto Garda Verde.

L’iniziativa propone un percorso di approfondimento dedicato a una delle piante simbolo del territorio gardesano, un patrimonio naturale e culturale che necessita di attenzione, rispetto e competenze specifiche. Il corso sarà tenuto da Oliviero Capuccini e si articolerà in più appuntamenti, alternando momenti teorici a esercitazioni pratiche.

I primi due incontri si svolgeranno online, tramite piattaforma Zoom.

Giovedì 19 febbraio, dalle 20.30 alle 22.00, il tema sarà Il suolo, questo sconosciuto, e conoscere gli alberi, un’introduzione fondamentale per comprendere l’ambiente in cui l’olivo vive e cresce.

Lunedì 23 febbraio, sempre dalle 20.30 alle 22.00, si entrerà nel vivo con l’incontro Impariamo a leggere un olivo prima di potarlo, dedicato all’osservazione della pianta e alla comprensione delle sue esigenze prima di qualsiasi intervento.

La parte pratica del corso si terrà invece sabato 7 e domenica 8 marzo, con prove direttamente in oliveto, per mettere in pratica quanto appreso e confrontarsi sul campo con tecniche e modalità corrette di gestione e potatura.

La partecipazione prevede un costo di iscrizione di 5 euro, mentre l’evento è gratuito per i soci della Pro Loco.

L’iscrizione è obbligatoria e va effettuata via mail all’indirizzo [email protected] entro mercoledì 18 febbraio 2026. Il link per gli incontri online verrà fornito la mattina di giovedì 19 febbraio.

Un’occasione preziosa per avvicinarsi in modo consapevole all’olivicoltura, riscoprendo il valore dell’olivo non solo come pianta produttiva, ma come elemento identitario del paesaggio e della storia dell’Alto Garda.

 

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