Olivicoltura, per la gestione della “mosca” una rete di strategie di difesa sostenibili
ARCO - Olivicoltura del Nord Est a confronto: strategie e prospettive per il 2026. Ad Arco oltre 150 produttori alla sesta Giornata tecnica: focus su mosca olearia, sostenibilità e innovazione.
Oltre 150 produttori si sono riuniti ieri ad Arco, all’Auditorium dell’oratorio e in diretta streaming sul canale YouTube della Fondazione Edmund Mach, per la sesta edizione della Giornata tecnica dell’olivicoltura.
Un appuntamento ormai consolidato che ha messo a confronto le regioni produttive del Nord Est italiano e della Slovenia sull’annata appena conclusa e sulle prospettive per il 2026, con particolare attenzione alle strategie di difesa dalla mosca dell’olivo.
Ad aprire i lavori è stato Maurizio Bottura, sostituto direttore generale e dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico della FEM, mentre la moderazione è stata affidata a Lanfranco Conte, presidente della Società Italiana per lo Studio delle Sostanze Grasse.
Al centro del confronto, la valenza economica e paesaggistica dell’olivo nell’Alto Garda trentino, la gestione della mosca olearia, il contenimento delle principali avversità in vista del 2026 e la valutazione dello stato nutrizionale degli oliveti liguri.
Sandra Notaro dell’Università degli Studi di Trento ha evidenziato come, nell’areale dell’Alto Garda, l’olivicoltura rappresenti un elemento identitario del paesaggio gardesano, capace di generare valore ambientale, culturale e turistico per l’intero territorio.
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Biologia e al contenimento della mosca olearia
Ampio spazio è stato dedicato alla biologia e al contenimento della mosca olearia nell’annata 2025. Veronica Vizzarri del CREA – Centro di Ricerca Olivicoltura Frutticoltura Agrumicoltura di Rende ha illustrato il ciclo del dittero, insetto chiave per la coltura dell’olivo, e l’andamento dell’ultima campagna nel Centro Nord Italia.
Presentati anche i risultati di una gestione integrata dei mezzi di controllo, compresi gli studi sull’impiego di polveri di roccia e di esche moschicide in agricoltura biologica per contrastare la diffusione del parassita.
Sul fronte della prevenzione è intervenuto Gianluca Gori dell’ERSA Friuli Venezia Giulia, che ha sottolineato il ruolo delle polveri di roccia nelle strategie preventive per dissuadere la femmina di mosca dalla deposizione delle uova.
Dal 2016 l’agenzia ha condotto prove sperimentali su caolino e silicati, in particolare sulla varietà Bianchera, particolarmente sensibile alla Bactrocera oleae, per individuare dosaggi ottimali, numero di interventi ed efficacia reale nel contenimento dei danni.
Le prospettive per il 2026
Le prospettive per il 2026 sono state delineate da Michele Morten del Centro Trasferimento Tecnologico FEM. In Trentino, ha spiegato, le malattie fungine possono essere gestite soprattutto con buone pratiche agronomiche, mentre fitofagi come la mosca dell’olivo e la cimice asiatica richiedono strategie più complesse.
L’approccio alla mosca deve essere preventivo, collettivo e tempestivo, basato su monitoraggio, catture di massa e utilizzo di prodotti repellenti. La cimice asiatica, dannosa tra allegagione e indurimento del nocciolo, viene invece contenuta con deterrenti minerali e interventi mirati solo se necessari. Uno scenario che impone agli olivicoltori un cambio di mentalità verso una gestione moderna e sostenibile dell’agroecosistema.
“La mosca dell’olivo rappresenta il parassita più importante per l’olivicoltura”, ha ricordato Marko Devetak dell’Istituto Agrario e Forestale di Nova Gorica, illustrando modelli previsionali capaci di individuare la presenza dei diversi stadi del parassita. L’integrazione del modello nel Portale Agrometeorologico Sloveno consentirà una difesa più accurata e tempestiva contro il dittero.
Infine, Federico Grillo del settore Servizi alle imprese agricole e florovivaismo della Regione Liguria ha presentato un progetto quadriennale di monitoraggio su 120 oliveti liguri, volto a valutare lo stato nutrizionale delle piante tramite analisi fogliari. I primi risultati evidenziano criticità nella disponibilità di macro e microelementi, tra cui il boro, fondamentale per fioritura e allegagione, risultato carente in una quota significativa dei campioni analizzati.
La Giornata tecnica si conferma così un momento di confronto strategico per il comparto olivicolo del Nord Est, chiamato ad affrontare le sfide climatiche e fitosanitarie con strumenti sempre più integrati, innovativi e orientati alla sostenibilità.
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