A Manerba lo sguardo nelle terre selvagge di Lorenzo Shoubridge

MANERBA DEL GARDA - Dal Mugello al Borneo, il fotografo naturalista racconta biodiversità, avventure e fragilità ambientali in una mostra a Manerba del Garda che invita a riflettere sul rapporto tra uomo e natura.

Lorenzo Shoubridge è un fotografo naturalista affascinato in particolare da biodiversità e territori selvaggi.

Papà argentino e bisnonno inglese (da qui il cognome) Lorenzo vive in Toscana e, quando nel tardo pomeriggio gli si telefona per l’intervista, si scopre che è tornato da poco a casa, dopo una levataccia alle due di mattina, inseguendo una serie di incombenze da svolgere nell’area dell’Alto Mugello, Toscana, per controllare i macchinari che gli consentono di monitorare il territorio. Nel frattempo evita qualche improvvisa slavina di fine marzo per poi ritornare al …campo base inforcando gli sci.

Il fotografo, sulla quarantina, si presenta così, rimarcando decisamente lo stereotipo di chi va a scovare aspetti inconsueti per documentarli, senza attendere che siano loro a mostrarsi, magari casualmente.

Lorenzo ha un curriculum di livello internazionale quale collaboratore attivo di riviste prestigiose (Oasis, Meridiani Montagne e N-Photography) ed è stato premiato quattro volte al Wildlife Photographer Of The Year indetto dalla BBC e più volte al GDT Nature Photographer of the Year.

 

Gli scatti di Lorenzo Shoubridge in mostra a Manerba

La possibilità di ammirare i suoi scatti è offerta dal Museo Civico Archeologico della Valtenesi di Manerba del Garda -in via della Rocca 20- nel corso della mostra fotografica “Terre selvagge” (inaugurazione alle 10,30 del 4 aprile e aperta fino al 24 maggio, con ingresso libero e gratuito).

Una interessante possibilità di conoscere il fotografo viene offerta alla vigilia, il 3 aprile alle ore 18, presso la Sala Consiliare di Manerba.

“La mostra Terre Selvagge” spiega Simone Don, Direttore del Museo, “è un viaggio lungo quattro stagioni che l’autore ha voluto intraprendere attraverso suoni e colori che permeano le Apuane”.

E Lorenzo non farà fatica a entrare in argomento e allargare l’orizzonte.

 

Il ritorno nel Borneo per documentare la deforestazione

La sua attività, infatti, prevede “a breve di tornare nel Borneo, Asia sud-orientale, area che seguo da anni e che al suo interno conserva superfici ancora quasi intatte”, racconta il fotografo.

In Borneo tornerà per una decina di volte, per documentare un libro che intende dare alle stampe per sensibilizzare su quanto sta accadendo in quella parte del mondo che propone un paradiso, nonostante la deforestazione degli ultimi decenni, soprattutto a favore delle piantagioni di palma e di the.

Diversa è la situazione in Brunei, sud est asiatico: lì le foreste sono rispettate e ancora vergini ma, in compenso, le trivelle stanno forando il mare in ogni punto, per estrarre petrolio.

 

Gli attacchi dell’uomo all’ambiente

L’occasione è buona per chiedergli un parere sugli attacchi dell’uomo all’ambiente: “Noi pretendiamo di essere padroni della Terra ma la natura si riprende sempre, anche se a volte ci si trova di fronte a scempi che fanno piangere il cuore”.

E in Italia come sta andando?

“Discorso complesso. Prendiamo la gestione dei boschi. Non sempre i tempi del taglio sono rispettati e in armonia ad esempio con le nidificazioni. Al contempo la rimozione del legname abbattuto non favorisce gli animali e la biodiversità. Una bella eccezione è rappresentata dalle foreste Casentinesi (Appennino Tosco-Emiliano, ndr). A livello politico qualche elemento buono affiora ma mancano ancora tanti regolamenti”.

Una vita avventurosa alla ricerca di foto memorabili ha certamente portato a qualche soddisfazione. In particolare quale ricorda?

“Tante, a partire dal primo incontro con il lupo che avevo avvistato. Raggiunto il sito, la mattina vicino alla mia tenda è passato un branco di lupi. Io mi muovo con circospezione e soprattutto con rispetto, per cui è possibile che faccia questi incontri che vado cercando con scrupolo. Purtroppo adesso c’è gente che va in giro senza alcuna prudenza e riguardo, andando alla ricerca del facile avvistamento con un cellulare in mano”.

La mostra, c’è da scommetterci, non offrirà solamente una splendida opportunità per ammirare immagini straordinarie, ma anche per operare alcune profonde riflessioni.

Bruno Festa

Una foto di Lorenzo Shoubridge.

 

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