Sos per l’Ibis Eremita

BUSSOLENGO Anche il Comune di Bardolino sostiene il Parco Natura Viva di Bussolengo nel progetto europeo Life+ “Reason for Hope – Una ragione per sperare” per la conservazione dell’ Ibis Eremita.

Tutti i trecento bambini delle scuole di primo grado di Bardolino incontreranno nelle proprie classi gli esperti veterinari e biologi del vicino parco zoologico e ogni istituto coinvolto adotterà un Ibis.

L’Ibis eremita è una specie migratoria estinta in Europa dal XVII secolo e oggi allevata solo dall’uomo, recentemente giunta alla ribalta della cronaca grazie all’impegno dei ricercatori che stanno tentando di reintrodurla allo stato libero e insegnare agli esemplari adulti il percorso da seguire negli spostamenti per lo svernamento.

Il compimento della prima missione 2014 verrà celebrato con il Festival “Reason for Hope”, organizzato dal Parco Natura Viva di Bussolengo l’11 e il 12 ottobre prossimi. All’inizio di settembre infatti, sono giunti all’Oasi italiana di svernamento di Orbetello 14 Ibis eremita provenienti da Salisburgo, alla cui testa hanno volato le due “mamme adottive” a bordo di un parapendio a motore.

Il Comune di Bardolino ha deciso di partecipare ai festeggiamenti offrendo il proprio patrocinio: oltre al fitto programma di incontri didattici che si svolgerà presso tutte le scuole del territorio, l’Amministrazione metterà a disposizione del Festival “Reason for Hope” la splendida location dell’ hotel Caesius di Bardolino per ospitare l’ incontro conclusivo della due giorni la sera del 12 ottobre.

Alla presenza delle autorità del territorio e di una rappresentanza delle scuole, interverranno i promotori del festival: il responsabile scientifico del progetto europeo “Reason for Hope” Johannes Fritz, il Direttore Scientifico del Parco Natura Viva Cesare Avesani Zaborra e una special guest d’ eccezione: Jane Goodall. La scienziata, mamma adottiva di un Ibis eremita, messaggero di Pace delle Nazioni Unite e insignita della Colomba d’ Oro del Premio Nobel, interverrà a testimonianza del fatto che c’è sempre una ragione per sperare, l’ importante è non arrendersi”. (cit. Jane Goodall)

Il programma completo del Festival “Reason for Hope” è disponibile sul sito parconaturaviva.it

L’Ibis eremita: la scheda

L’Ibis eremita era storicamente diffuso in tutto il Nord Africa e nel Medio Oriente, ma dall’inizio del XX secolo la popolazione si è suddivisa in due sotto-popolazioni disgiunte: una occidentale in Marocco e una orientale in Turchia e Siria, oggi molto ridotta.
Nel periodo riproduttivo, questo uccello si può incontrare in aree rocciose, scogliere o scarpate di regioni aride, ma si trova spesso anche lungo le rive dei fiumi, lungo i torrenti o in aree costiere. Al di fuori della stagione riproduttiva, si può incontrare in prati montani, campi di stoppie, prati a erba bassa, terreni rocciosi semi-aridi e suoli umidi degli altopiani. Preferisce aree con vegetazione molto rada, ma può talvolta frequentare pascoli e campi coltivati

L’Ibis eremita è un uccello con sistema nuziale monogamo e riproduzione stagionale, che nidifica su scogliere o falesie rocciose, in colonie ospitanti fino a 40 coppie.
In genere, la riproduzione è stagionale e ha inizio a metà febbraio, anche se le uova vengono deposte in marzo e aprile.
Entrambi i membri della coppia si occupano della costruzione del nido, costituito da piccoli rami e altro materiale vegetale, dell’incubazione delle uova e delle cure dei nidiacei; la femmina depone in genere da 2 a 4 uova, che vengono incubate per un periodo che va dai 24 ai 28 giorni, mentre l’involo avviene dopo 40 o 45 di vita.

L’Ibis eremita compare come criticamente minacciato nella Lista Rossa della IUCN, in quanto è da molto tempo in declino e presenta oggi una popolazione estremamente piccola, con il 95% degli esemplari concentrati in una sotto-popolazione del Marocco. In Siria la popolazione ha subito un declino drammatico negli ultimi 30 anni.

Anche se alla base del declino che si protrae da diversi secoli sembrano esserci cause naturali non identificate, attualmente le  maggiori minacce sono il disturbo antropico e i cambiamenti nelle coltivazioni. Ulteriori cause del declino sono la caccia e la riduzione della qualità dell’habitat (ad es. a causa di pascolo eccessivo e raccolta di legname).
Altre minacce sono rappresentate per esempio dalla carenza di aree sicure che garantiscano la presenza di fonti d’acqua, l’avvelenamento da pesticidi e la folgorazione su linee elettriche.

 

 

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GardaPost