Federalberghi sulla DMO lago di Larda

GARDA VERONESE – Federalberghi Garda Veneto ha inviato una lettera ai sindaci, agli enti e alla stampa per esprimere alcune considerazioni sulla DMO Lago di Garda, l’Organizzazione di Gestione della Destinazione Turistica costituita nei giorni scorsi.

Ecco il testo della lettera.

“Abbiamo avuto notizia della volontà di avviare il “tavolo di confronto” per l’istituzione della DMO Lago di Garda, notizia che accogliamo molto positivamente.

Tuttavia, a vedere la bozza di “protocollo di intesa” di cui sopra, che vi è stata recapitata, ci vengono spontanee delle riflessioni e soprattutto delle domande.

Perché le Associazioni turistiche del territorio non sono coinvolte?
Perché vengono solo enti istituzionali di ambito provinciale e neanche uno tra quelli che muovono turismo sul territorio gardesano?
In base a quale criterio si è deciso di estromettere alcuni Comuni facenti parte per legge del Sistema Turistico Tematico Lago di Garda (Ferrara di Monte Baldo, Pastrengo) e di includerne altri contermini (Bussolengo)?
Come mai nell’oggetto e tra gli impegni del tavolo di confronto non sono espressamente citati gli scopi e gli ambiti di operatività previsti dalla disciplina, in modo da rendere più chiara e immediatamente comprensibile la natura del progetto, ovvero che la DMO si candida ad essere l’organizzazione operativa di riferimento della governance per la gestione unitaria degli Uffici IAT, il management, la promozione e la commercializzazione della destinazione, mettendo a disposizione servizi e risorse, o quantomeno rimandando alla stesura di un futuro regolamento tali decisioni?

Alla luce di quanto sopra ci preme evidenziare che nella DGR 2286/2013 “Sviluppo e sostenibilità del turismo veneto. Definizione dei criteri e parametri per la costituzione delle Organizzazioni di Gestione della Destinazione turistica” viene precisato che “un ruolo fondamentale….spetta alle province e alle associazioni di rappresentanza che possono fungere effettivamente da soggetti promotori e performanti delle costituende OGD” favorendo “l’istituzione delle Organizzazioni di gestione delle destinazioni anche attraverso confronti con gli enti locali e camerali e con le associazioni di categoria maggiormente rappresentative del settore”.

E quale migliore occasione per coinvolgere sin dall’inizio le categorie turistiche se non quella dell’istituzione del “tavolo di confronto”?

Ricordiamo che proprio a tal fine e su nostra iniziativa, a febbraio 2014 si è formalmente costituito il Comitato promotore della OGD Lago di Garda, il quale si è riunito due volte, i cui atti alleghiamo per vostra buona memoria.

Evidentemente non è stato del tutto compreso il ruolo di stimolo avuto dalle nostre Associazioni di categoria in questo progetto.

Per questo siamo delusi e dispiaciuti nel vederci ora esclusi!

Di certo la DMO Lago di Garda si può fare anche senza la presenza degli imprenditori locali del settore, e chi firma la bozza di protocollo così com’è avalla questo modus operandi.

Non è per amore di protagonismo o di attaccamento a qualche sedia che da tempo ci stiamo dando da fare per costruire insieme una DMO del Lago, ma per amore del nostro lavoro e del turismo, del vostro e del nostro turismo, di cui certo siamo protagonisti ospitando ogni anno nelle nostre aziende quasi 12.000.000 di presenze turistiche.

Ringraziamo i Comuni di Malcesine e Brenzone che hanno ben compreso il ruolo e l’apporto che possono dare gli imprenditori turistici in questo passaggio fondamentale per organizzare il turismo del futuro sul Lago di Garda. Invitiamo pertanto anche voi a tenere conto delle considerazioni frutto delle esperienze di un settore fatto di centinaia di imprese turistico-ricettive, rappresentate dalle scriventi Associazioni di categoria”.

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GardaPost