Vittoriale, rinasce l’Arengo

GARDONE RIVIERA – Il Vittoriale continua nell’opera di «riconquista» di sé stesso. Un mecenate finanzia il recupero conservativo dell’Arengo.

L’Arengo è il luogo più sacro del Vittoriale, una sorta di tempio laico realizzato tra il 1923 e il 1924, nel quale d’Annunzio celebrava con i suoi legionari l’impresa di Fiume alla luce delle fiaccole.

È costituito da un quadrifoglio di sedili in pietra e da 27 colonne grigie (del XIII-XIV e del XVII secolo) a ricordo delle 27 vittorie della Grande Guerra e di Fiume; quella più scura, alla cui sommità si trova un’urna con la terra del Carso, ricorda Caporetto, una disfatta considerata dal poeta vittoria morale, poiché fece scaturire negli animi la volontà di riscatto.

«D’Annunzio – spiega il presidente del Vittoriale Giordano Bruno Guerri – ha realizzato l’Arengo in un boschetto di magnolie, le cui radici dissestano tutto e le cui fronde ombrose favoriscono la crescita di muschi sulle pietre dannunziane. L’Arengo è la nostra Pompei». Da anni questo luogo reclama un’adeguata sistemazione. Intervento che ora sarà promosso grazie a un mecenate, il gallerista bresciano Roberto Agnellini, che ne finanzierà il recupero.

L’intervento sarà attuato nell’ambito di un progetto denominato appunto «Riconquista», che prevede entro il 2021 – centenario del Vittoriale – l’apertura o la riapertura di ogni area, con nuovi servizi e nuovi spazi museali, da ieri è di nuovo accessibile, dopo decenni, il Giardino delle Vittorie.

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GardaPost