Il Natale porta la luce sul Duomo di Salò

SALÒ – La sera della vigilia il parroco, mons. Francesco Andreis, accenderà l’impianto che cambierà radicalmente, nelle ore di buio, la percezione visiva della chiesa madre salodiana.

La prima accensione del nuovo impianto di illuminazione del Duomo avverrà giovedì 24 al calar del buio, attorno alle 17.

L’idea del progetto illuminotecnico venne qualche anno fa agli Amici del Golfo, che non si sono limitati a proporla, ma hanno commissionato e finanziato il progetto curato dal lighting designer Stefano Mazzanti in collaborazione con lo studio Rizzinelli & Vezzoli.

L’attuazione del progetto, predisposto in base alle indicazioni e alle prescrizioni della Soprintendenza alle Belle Arti, ha comportato un investimento di circa 65mila euro ed è finanziata da Comune e Parrocchia, che hanno rispettivamente stanziato 13mila euro. Un ulteriore importante contributo è giunto dalla Banca Valsabbina. È stata inoltre aperta una sottoscrizione pubblica.

Oggi il Duomo non ha alcun tipo di illuminazione propria. La luce che lo rende minimamente visibile proviene in modo casuale dall’illuminazione pubblica e dalle luci dei locali della piazza e del lungolago, che alterano la percezione della cattedrale e il suo rapporto col contesto urbano rispetto a come era stata pensata al tempo della sua edificazione. «Restituire la percezione del Duomo che si aveva all’epoca della sua costruzione e favorire la lettura delle vicende storiche che lo riguardano – spiega il lighting designer Stefano Mazzanti – è l’obiettivo alla base del progetto e il suo punto cardine».

Ora il Duomo è l’edificio meno illuminato della piazza e gli attuali punti luce portano al centro della percezione i locali (gelateria e bar) anziché il grandioso monumento. Ci sono porzioni caratterizzanti e importanti che sono totalmente al buio, a cominciare dalla cupola, l’elemento di maggior rilevanza architettonica, storica e politica (le bifore nel tiburio rinviano direttamente alla fonte del prestigio politico salodiano: Venezia). Sono al buio anche il campanile, l’abside, la facciata e il portale con le due grandi statue della Vergine e dell’Angelo (altro evidente omaggio a Venezia, che secondo tradizione fu fondata il giorno dell’Annunciazione).

Questi elementi usciranno dalle tenebre grazie a numerosi punti luce: le pareti in mattoni di cotto saranno illuminate da luce bianca calda (indicativamente 2800/3000 Kelvin), il gruppo marmoreo del portale e i marmi delle finestre e delle colonne da luce più bianca e brillante (4000 K), la cupola e il cupolino da luce fredda (6500 o più K). A più di mezzo millennio dalla consacrazione (iniziato nel 1453, il Duomo fu consacrato nel 1502), sarà una sorta di rinascita per questo straordinario monumento di fede, ma anche di storia e d’arte. Migliaia di visitatori ogni anno lo guardano, lo attraversano, lo fotografano. La sua valorizzazione illuminotecnica, dunque, si configura anche come un’operazione di grande valenza turistica.

Nella foto sopra: simulazione dell’illuminazione generale del corpo del campanile, con moderato accento sulle colonnine e gli archi della sommità.

Simulazione dell’illuminazione generale dell’abside, con accento sulle bifore veneziane nel tamburo.
Particolare rilievo avrà la caratteristica cupola azzurro/verde, importante elemento simbolico visibile anche da lontano.
Simulazione dell’illuminazione generale delle pareti del lato sud, delicata ma con accento sulle finestre.
Simulazione dell’illuminazione generale della facciata con luci d’accento che diano importanza al portale marmoreo di ingresso.
La dislocazione dei punti luce.
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Published by
Simone Bottura