Battisti, parla anche Oscar Lancini

SALÒ – Nel vivace dibattito sulla discussa assemblea studentesca del Battisti interviene colui che è causa della polemica, Oscar Lancini: «Discriminatorio non è il mio intervento, ma il tentativo di farmi tacere».

«Capisco che le mie dichiarazioni a favore della famiglia e contro le unioni civili non possano piacere agli studenti sinistroidi – fa sapere tramite un comunicato recapitato alla redazione di Gardapost il vice sindaco leghista di Adro Oscar Lancini – ma non è di certo colpa mia se chi era stato invitato insieme a me che avrebbe dovuto sostenere i diritti dei gay ha dato buca e mi sono ritrovato ad essere l’unico relatore dell’assemblea».

Commenta così Oscar Lancini la polemica innescata da alcuni studenti dopo la sua partecipazione di venerdì scorso, in qualità di relatore, all’assemblea dell’istituto tecnico statale “Cesare Battisti” di Salò, alla quale «ero stato invitato – dice Lancini – insieme ad altri relatori, che non si sono presentati, per un contraddittorio sui diritti civili».

«Non ho fatto nessun comizio politico a senso unico – ha continuato -. Ho solo accettato un invito e detto come la pensavo sui temi scelti dai ragazzi. È per caso vietato? Non avrei comunque avuto nessun problema a confrontarmi con relatori di altre vedute, come ho già fatto più volte in passato. Non possono essere addossate a me – ha aggiunto Lancini – le scelte del preside che alla stampa ha dichiarato di non essere stato informato dagli studenti. Se un dirigente scolastico non è a conoscenza di ciò che fanno i ragazzi che frequentano la sua scuola in difetto è lui, non di certo io! All’assemblea era presente anche un insegnante che è intervenuto dandomi ragione. A riprova che davanti a quei ragazzi non ho pronunciato nessuna bestialità, ma parole condivise dalla parte di società a mio parere normale».

«Anche l’Arcigay Orlando di Brescia – ha sottolineato Lancini – ha definito il mio intervento un comizio discriminatorio? Mi viene da ridere! Sono omofobo e faccio della discriminazione solo perché difendo la famiglia naturale composta da mamma, papà e figli? Sono io a fare della discriminazione o gli amici dei gay che ritengono sbagliato che abbia espresso le mie idee in una scuola? Non temo ciò che dico né temo di dirlo pubblicamente e sono fiero di essere considerato omofobo se questo significa essere annoverato tra coloro che difendono la famiglia naturale».

«Ancora una volta – ha concluso Lancini – la stampa ha agito in modo scorretto, presentando solo una parte della realtà e quindi travisandola. Sono stati scritti articoli senza che io sia stato interpellato da nessun giornalista. Hanno sentito solo una campana e preso per buono solo quello che è stato detto da una manciata di studenti che hanno scritto su Facebook invece di intervenire durante l’assemblea e dirmi il loro pensiero apertamente».

Riportiamo integralmente il comunicato del sig. Lancini. Come d’abitudine Gardapost dà voce a tutti, senza tagli, né censure. Ognuno farà le sue riflessioni e giungerà alle sue considerazioni.

Visto che siamo chiamati i causa (“la stampa ha agito in modo scorretto”), ci concediamo però una piccola replica: la stampa, in questo caso noi, ha riportato i fatti. Abbiamo raccolto l’indignazione di uno studente, abbiamo dato voce al preside dell’istituto e ora diamo voce al sig. Lancini. Nessuno ha travisato alcunché.  

In ogni caso, comunque la si pensi, troviamo quanto meno inopportuno che un tema così delicato come quello delle unioni civili e dei diritti delle persone Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali) venga trattato, in un scuola, da un singolo relatore che notoriamente ha una posizione ben nota sulla questione, senza che vi sia un contraddittorio o comunque la presenza di persone qualificate ad affrontare l’argomento.

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GardaPost