Territorio

Le cipolle e il meteo: confronto tra tradizione e scienza

TRENTINO – È usanza, nella notte tra il 24 e il 25 gennaio, affidare alle cipolle l’improbabile ruolo di previsori meteo. Quando è affidabile questa tradizione? Se ne parla sul prossimo numero di “Terra Trentina”.

Da sempre gli uomini hanno scrutato il cielo per carpirne le intenzioni, nel frattempo la meteorologia è diventata una scienza, ancorché non esatta, che si confronta curiosamente con le tradizioni popolari legate al tempo.

Come quella che vede ogni anno, nella notte tra il 24 e il 25 gennaio, affidare alle cipolle l’improbabile ruolo di previsori meteo. Una credenza che mantiene un certo fascino e con la quale si sono misurati, seriamente, i meteorologi di MeteoTrentino che, sollecitati da “Terra Trentina”, il periodico della Provincia autonoma di Trento dedicato ai temi dell’agricoltura, ambiente e turismo, hanno cercato di rispondere alla domanda su quando possiamo considerare affidabile una previsione meteo.

Anticipiamo qui una prima considerazione sviluppata nel breve saggio che potrete leggere sul prossimo numero della rivista: dal punto di vista scientifico (trascurando il fatto che non c’è, ovviamente, alcuna ragione per la quale una cipolla dovrebbe poter prevedere il tempo) una previsione meteo è considerata buona se ha una performance migliore della previsione fatta col “metodo climatico”.

Di che cosa si tratta? Se ipotizziamo che il tempo dell’anno che verrà sarà uguale alla media degli anni precedenti abbiamo (sul nostro territorio) il 70% di probabilità di azzeccarci.

Nel deserto l’affidabilità della previsione col metodo climatico è assai più elevata ed arriva a superare il 90%: dove piove molto raramente le previsioni di siccità si verificano infatti quasi sempre. Per ora, fermiamoci qui, continuando a scrutare il cielo: MeteoTrentino (www.meteotrentino.it) prevede bel tempo nelle prossime ore…

In ogni caso, per chi preferisce consultare le cipolle, ecco come procedere. Per la lettura della cipolla servono soltanto due ingredienti: una cipolla dorata e del sale fino non iodato.

Come si interroga la cipolla?  Si posizionano dodici spicchi di cipolla dorata (che corrispondono ai 12 mesi dell’anno) su un tagliere di legno, si versa un giusto quantitativo di sale e si posiziona il tagliere fuori per tutta la notte del 24 gennaio, data della conversione di San Paolo che i contadini chiamano “la notte di San Paolo dei segni”. All’alba del 25 gennaio si ritirano dentro gli spicchi e nel giro di 15-20 minuti occorre procedere alla lettura perché il calore interno potrebbe modificare l’impatto del sale con i veli dell’ortaggio. La lettura avviene interpretando e analizzando come la cipolla ha interagito con il sale e con l’ambiente esterno. Sulla base di questo si possono prevedere precipitazioni o clima secco, a seconda che il sale si sia sciolto oppure no.

Nella notte tra il 24 e il 25 gennaio è usanza “consultare” le cipolle per prevedere il meteo.
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GardaPost