Territorio

Pirati e bucanieri nel mare di… Peschiera

GARDA VERONESE – Presentato il libro «Quando il Garda era un mare. La magnifica avventura della Bertolazzi film» di Ludovico Maillet e Franco Delli Guanti.

Il libro racconta la straordinaria vicenda di Walter Bertolazzi, che a Peschiera allestì una flotta di velieri pirata utilizzata dalla Romana film, piccola casa di produzione molto attiva negli anni ’50 e ’60, specializzata in generi popolari quali i film musicali e i film di avventure.

Il lago di Garda trasformato nel mare dei Caraibi. Accadeva negli anni Sessanta quando a Peschiera del Garda erano attivi dei veri e propri studios galleggianti che per quasi un decennio ospitarono produzioni cinematografiche e televisive.

Protagonista di questa straordinaria avventura fu Walter Bertolazzi, che a partire dal 1958 allestì una vera e propria flotta di navi d’epoca quali set per film di ambiente piratesco.

Affascinati da questa vicenda, Franco Delli Guanti e Ludovico Maillet stanno lavorando da tempo ad un progetto per riportare alla luce e far conoscere alle nuove generazioni una pagina di storia del cinema rimasta per troppi anni chiusa nei cassetti.

Il libro è stato preceduto da una mostra e da un documentario proiettato al festival del cinema di Venezia ed entrambi curati dai due autori per l’associazione culturale La Firma di Riva del Garda,

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Il documentario “Quando il Garda era un mare” ripercorre in sessanta minuti la storia delle “Bertolazzi Film” attraverso una serie di testimonianze. Innanzitutto la viva voce di Walter Bertolazzi che in un’intervista rilasciata qualche anno prima della sua scomparsa, nel 2002, rievoca l’avventuroso trasferimento della nave sul lago di Garda e le principali tappe della sua attività cinematografica. Altro testimone importante è Fabio Testi che, all’epoca ventenne, durante le vacanze estive iniziò a lavorare come comparsa alla “Bertolazzi film”. Aveva un fisico prestante, fu subito notato e utilizzato per gettarsi dai pennoni delle navi. Da lì iniziò la sua carriera cinematografica.

Valter Bertolazzi con il produttore Fortunato Misiano all’ingresso del teatro di posa.

Tutto ebbe inizio nel 1958 quando Walter Bertolazzi fece un’ardita scommessa con il produttore Dino De Laurentiis. Quest’ultimo possedeva un galeone che era servito per girare il kolossal di Mario Camerini “Ulisse” (1954), ormeggiato da anni a Fiumicino, e di cui voleva disfarsi. Bertolazzi, che pensava di trasformare la nave in un ristorante, propose a De Laurentiis un accordo: se fosse riuscito a trasportare fino al lago di Garda il galeone non avrebbe pagato un soldo di passaggio di proprietà e la nave sarebbe stata sua. Partì dunque da Fiumicino e, facendo il periplo dell’Italia, giunse in circa quindici giorni a Porto Levante, alle foci del fiume Po. Da qui iniziò la parte più impegnativa del viaggio: con molte difficoltà risalì il fiume Po fino a Mantova; mise quindi la nave su strada, e con un trasporto speciale giunse fino all’idroscalo di Desenzano, dove avvenne il varo della nave – ribattezzata nel frattempo “Circe” – nelle acque del Garda .

Navi utilizzate per la produzione di film ormeggiate a San Vigilio.
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GardaPost