Emergenza cinghiali, a caccia con arco e frecce

La notizia è riportata da diverse testate giornalistiche, ma, in tutta sincerità, si fa fatica a crederci. Allora siamo andati a controllare su Lombardia Quotidiano, il giornale on-line curato dalla Struttura Stampa del Consiglio regionale della Lombardia.

E, sorpresa: è tutto vero. Si vuole introdurre la caccia al cinghiale con l’arco, come nella  foresta del leggendario Robin Hood, come nel medioevo.

La proposta è contenuta in una mozione della Lega Nord, primo firmatario il leghista Francesco Paolo Ghiroldi, all’ordine del giorno del Consiglio regionale della Lombardia, che è passata con i voti di tutta la maggioranza e la contrarietà delle opposizioni. Il testo della mozione impegna la giunta regionale “a valutare anche l’utilizzo dell’arco come strumento massimamente ecologico per attuare le selezione dei cinghiali, nell’ambito dei metodi da considerare per il controllo delle popolazioni”.

 

Ecco il Comunicato di Regione Lombardia.

Lotta senza quartiere all’invasione dei cinghiali, la cui presenza non controllata oltre a minacciare le coltivazioni rappresenta – come denunciato dagli ultimi episodi di cronaca –  una minaccia anche alla sicurezza dei cittadini.  L’invito arriva dal Consiglio regionale che oggi ha approvato a maggioranza due mozioni sull’argomento presentate rispettivamente da Fratelli d’Italia (primo firmatario Franco Lucente) e dalla Lega (primo firmatario Francesco Ghiroldi).

Il documento di Fratelli d’Italia (46 si e 12 no) chiede l’adozione di tutti gli strumenti necessari, inclusi i Piani di controllo e  l’intervento delle Guardie provinciali ma anche degli stessi proprietari terrieri interessati alle invasioni,  a patto che siano muniti delle apposite autorizzazioni e permessi di caccia, dunque siano in grado di partecipare agli abbattimenti.  Per estendere  le modalità di contenimento, la mozione della Lega (35 si e 21 no) chiede anche di valutare l’impiego dell’arco “come strumento massimamente ecologico” e di estendere gli abbattimenti all’imbrunire. Chiesta anche la modifica della legge 157 del 1992 affinché sia riconosciuta la figura dell’operatore volontario, ossia il cacciatore formato appositamente per l’attività di contenimento.

Il documento sottolinea come negli ultimi 24 mesi l’allarme sull’invasione dei cinghiali sia cresciuto. Gli animali si avvicinano sempre più ai centri abitati, abbattono recinzioni, invadono autostrade e strade causando anche il ferimento di persone a danni agli autoveicoli. Secondo alcune stime, evidenziate nella mozione, i danni all’agricoltura ammonterebbero a decine di milioni di euro.

Secondo l’Assessore all’Agricoltura  Fabio Rolfi  la lotta ai cinghiali va fatta come azione preventiva dopo casi di peste suina registrati in alcuni Paesi europei e che vedono i cinghiali come veicolo di trasmissione. “Se si registrassero casi da noi – ha avvertito – si avrebbero effetti  devastanti anche su una parte importante del settore agroalimentare lombardo, dunque molto meglio intervenire subito”.

A favore hanno votato i Gruppi di centrodestra e il PD che però si espresso negativamente  sul punto della mozione della Lega  che prevede la richiesta di valutare l’utilizzo dell’arco come mezzo di abbattimento. Contrari invece Movimento 5 Stelle, Lombardi Civici Europeisti e + Europa. Durante la discussione sono intervenuti Franco Lucente (Fratelli d’Italia), Francesco Ghiroldi , Federica Epis eFloriano Massardi (Lega), Paolo Franco (Forza Italia),  Patrizia Baffi e Matteo Piloni (Lega Nord),Simone Verni, Massimo De Rosa e Ferdinando Alberti (M5S).

 

[themoneytizer id=”16862-1″]

[themoneytizer id=”16862-16″]

Share
Published by
GardaPost