#iorestoacasa. La proposta di Camilla Lavazza per la serata tv

Trama: L’abilissimo falsario ebreo di origini russe Salomon Sorowitsch, detto “Sally”, viene arrestato a Berlino nel 1936 ed inviato a Mauthausen dove si fa notare per la sua abilità nel disegnare e quindi selezionato per far parte di una squadra di artigiani specializzati nella contraffazione di documenti e monete straniere (l’Operazione Bernhard, dal nome del capitano delle SS che inizialmente ne era responsabile).

Nella “gabbia dorata” creata per loro dai nazisti nel campo di Sachsenhausen, i prigionieri saranno posti di fronte a fondamentali dilemmi morali, dilaniati tra il desiderio di sopravvivere e quello di boicottare l’operazione.

Critica: Di fronte alla vastità del mare ci si interroga sempre. Questo film, tratto da una storia vera, inizia proprio con un uomo di spalle seduto solo sulla spiaggia, a ribadire fin da subito che sarà una storia di domande. In ogni momento saremo portati a porci degli interrogativi morali: come ci comporteremmo noi al posto dei personaggi? Cosa è moralmente giusto, cosa inaccettabile?

“Non darò ai nazisti il piacere di vergognarmi perché sono ancora vivo” viene detto ad un certo punto. Ma è solo questione di sopravvivenza o, in alcuni casi, c’entra anche un po’ la soddisfazione di poter esercitare la propria “arte” e dimostrare di essere i migliori? Fin dove si deve fermare l’istinto di sopravvivenza?

Il protagonista, Salomon Sorowitsch, a cui il volto storto, quasi impassibile, di Karl Markovics (noto per la serie televisiva Il Commissario Rex, in cui interpretava l’agente Ernst Stockinger, detto “Stocki”) conferisce la giusta aria cinica, è sicuramente un anti-eroe. È un delinquente comune, anche se eccezionalmente abile nella sua specializzazione di falsario, e il suo egoistico motto, che ricorda quello del Marchese del Grillo, ma senza alcuna ironia, è “Perché io sono io e gli altri sono gli altri”; il suo solo scopo pare esser quello di cavarsela, sempre, con ogni mezzo.

Eppure si fa catturare per passare una notte con una bella donna (Dolores Chaplin, una sola scena ma resta impressa), si affeziona al giovane artista compatriota affetto da tisi, ed infine si rifiuta decisamente di denunciare l’idealista collega Adolf Burger (l’autore del libro di memorie che ha ispirato la sceneggiatura, impersonato dall’ottimo August Diehl) che si adopera invece per boicottare l’operazione dei nazisti.

Il regista fa ben attenzione a non farci mai dimenticare che l’orrore è appena al di là della palizzata di legno che protegge la “gabbia dorata” e che i nazisti rimangono sempre spietati assassini, anche se ammirano le opere dei prigionieri e paiono in alcuni momenti mostrare un lato umano che stride crudelmente con le atrocità perpetrate, come nella scena dell’invito di Sally a casa del Comandante del campo, che in modo ipocrita impartisce consigli: “Allevare i figli, farli diventare persone responsabili (…) dar loro il buon esempio”.

Molto accurate la fotografia e la ricostruzione scenografica, sia nel lusso del Casinò di Montecarlo, dove il protagonista approda alla fine della guerra, sia nello studio del falsario prima della sua cattura e poi nel campo di concentramento e nella tipografia attrezzata di tutto punto. Grande attenzione anche ai costumi, i cui dettagli sono importanti, come la cucitura che si nota all’inizio del film sulla giacca di Salomon, giacca che si vedrà poi essere uno dei silenziosi segnali dell’orrore da cui sono circondati i prigionieri “privilegiati”.

Un film che riesce a maneggiare con sensibilità quesiti gravissimi e dolorosi, senza pilotare le risposte ma portando ad interrogarci nel profondo per trovarle, perché tutto questo non debba accadere mai più.

(Camilla Lavazza)

La scheda del film

Anno: 2007

Titolo originale: Die Fälscher

Regia e Sceneggiatura: Stefan Ruzowitzky

Tratto dal libro “The Devil’s Workshop – The Counterfeit Money Workshop of the Sachsenhausen Concentration Camp” di Adolf Burger

Personaggi e interpreti

Salomon “Sally” Sorowitsch: Karl Markovics

Adolf Burger : August Diehl

Friedrich Herzog : Devid Striesow

La donna dai capelli rossi : Dolores Chaplin

Dr. Klinger : August Zirner

Aglaia : Marie Bäumer

Fotografia: Benedict Neuenfels

Montaggio : Britta Nahler

Scenografia: Isidor Wimmer

Costumi: Nicole Fischnaller

Trucco: Waldemar Pokromski

Musica: Marius Ruhland

Produttori : Josef Aichholzer (Aichholzer Filmproduktion) Nina Bohlmann e Babette Schröder (Magnolia Filmproduktion GmbH) Coproduttori : Studio Babelsberg Motion Pictures / Babelsberg Film ZDF Coproduttori :Caroline von Senden, Henning Molfenter, Dr. Carl L. Woebcken

Durata 98 min

 

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Camilla Lavazza