Veneto: ordinanza di Zaia, i tamponi si fanno dal medico di base

«Chi si esime – dice Zaia – verrà sanzionato. Daremo a tutti i tamponi rapidi, i dispositivi di protezione per poter intervenire sui loro assistiti che hanno sintomi o la necessità di fare un tampone. Il medico di base diventa ufficiale di sanità pubblica, per cui potrà decidere la misura della quarantena (che varrà anche per l’Inps) e di fare il tracciamento delle persone che sono state a contatto con il suo assistito. Se queste sono già in carico ad altri medici, dovrà informare i colleghi».

I test, si tratta di tamponi rapidi, potranno essere fatti a domicilio degli assistiti, o in ambulatorio; se questo risulta poco praticabile, il medico potrà servirsi di spazi concessi dal Comune o dal distretto sanitario.

Sarà la Regione Veneto a fornire i tamponi: per ora è stato calcolato un numero di 180-200mila la settimana. La misura non riguarderà i casi di screening nelle scuole, negli ospedali e nelle case di riposo.

Continua Zaia: «Non è un atto muscolare: abbiamo dovuto fare una mediazione per arrivare all’accordo e qui non esiste l’obiettore di coscienza. I medici, di cui riconosciamo il sacrificio, sono remunerati. E’ una rivoluzione: se tutti collaboriamo, complichiamo di meno la vita dei cittadini. Lo stesso accordo sarà al centro dell’incontro con i 500 pediatri della regione».

Scarica qui l’ordinanza: https://app.box.com/s/a4orij9xecen62huuvsypp11quqijcv5

Scarica qui l’allegato: https://app.box.com/s/m3y4n108m1pyax57o2j1s6stscocjiox

 

 

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GardaPost