Turismo, Avanzini: “Al lago serve una regia unica, basta scelte da orticello”

Scrive Patrizia Avanzini: «Chiedo spazio per alcune riflessioni sul tema del turismo sul lago di Garda a seguito dell’interessante convegno svoltosi a Moniga del Garda l’11 dicembre scorso. Ho letto la stampa locale del giorno dopo e mi ha stupito non poco l’appello alla regia unica del lago lanciato dai sindaci presenti.

Non che sia sbagliato anzi, ma purtroppo i fatti di questi anni dicono l’esatto contrario. Mi sono occupata di turismo, anche gardesano, sia come docente sia come amministratore e qualche titolo per contribuire al dibattito penso di possederlo. Sono decenni che sento dire che occorre fare rete e trovo assolutamente antitetico al concetto di marketing territoriale il fatto che la Valtenesi, terra che conosco molto bene, sia per origini che per vissuto, abbia sette Assessorati al turismo, sette proloco, sette programmi delle manifestazioni, sette diverse imposte di soggiorno, sette strumenti urbanistici che non si parlano etc., etc.

Ho fatto il sindaco 10 anni a Padenghe sul Garda, il presidente dell’Unione per tre anni, ho cercato di seminare questa necessità dello stare insieme, qualche passo avanti era stato fatto, vanificato purtroppo da scelte di orticello dei vari amministratori che si sono succeduti.

L’Unione dei Comuni della Valtenesi che potrebbe essere la regia del territorio è stata progressivamente svuotata, la funzione turismo inizialmente delegata è stata tolta, i comuni esterni all’unione, che pur per caratteristiche paesaggistiche e geografiche appartengono alla Valtenesi, come San Felice, Polpenazze e Puegnago, non intendono farne parte o hanno scelto di uscirne. Chi è rimasto: Padenghe, Manerba, Soiano e Moniga continuano a compiere scelte individuali e spesso contrastanti.

Dove stanno le sinergie, il brand territoriale, l’unione fa la forza, il marketing del territorio Valtenesino, unico nel suo genere per potenzialità turistiche? Una ricchezza ambientale non solo legata al lago ma anche all’enogastronomia e alle colline sovrastanti. Tante parole e nessun fatto, anzi un’involuzione progressiva che ha generato dispendio di risorse, una visione proiettata esclusivamente sui confini amministrativi.

Gli unici organismi che hanno uno sguardo gardesano d’insieme sono la Comunità del Garda, il Consorzio del Garda Unico e l’Autorità di bacino ma senza la politica, non quella del balbettio dei partiti, ma quella seria e proiettata al futuro, un progetto di valorizzazione effettiva della Valtenesi e del lago nel suo insieme non si potrà realizzare.

Non si raggiungeranno gli obiettivi che il Pnnr ci sta offrendo con risorse consistenti. Ci sono tanti soldi, mai visti nel mio decennio da sindaco alle prese con il patto di stabilità, sarebbe davvero una tragedia non riuscire a cogliere questa opportunità, ma per farlo servono coraggio e visione. Speriamo che il neo sindaco di Moniga del Garda sappia fare meglio di noi amministratori del passato, perché siamo stanchi di sentire che la rete dei territori è necessaria, quando poi quella rete naturale, viene costantemente tagliata a pezzi».

Patrizia Avanzini, già sindaco di Padenghe sul Garda

Turisti sulla sommità della Rocca di Manerba.

 

 

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GardaPost