Lombardia prima a usare il drone nelle coltivazioni, il test in un uliveto

Regione Lombardia ha sviluppato un piano che prevede l’utilizzo del drone per la distribuzione di prodotti fitosanitari a protezione delle colture; un programma di azioni che è partito dalla sperimentazione su riso e vite e ora interessa anche le coltivazioni olivicole. Le prime sperimentazioni, dopo l’approvazione del piano da parte del ministero, sono iniziate nei giorni scorsi in provincia di Pavia e di Sondrio e venerdì 5 si sono svolte anche in provincia di Brescia, sul Garda.

Le attività progettuali sono state sottoposte, nel rispetto della normativa vigente, al Ministero della Salute per le verifiche dei gruppi di esperti e le relative autorizzazioni. La proposta del progetto è stata apprezzata per la completezza e solo a fronte di piccole integrazioni è stata rapidamente autorizzata. Ogni intervento è preventivamente notificato al Ministero della Salute e all’ATS competente per territorio.

Piano valuta efficacia drone nelle coltivazioni

“Servono progetti innovativi – ha spiegato l’assessore all’agricoltura lombardo Fabio Rolfi – per far fronte ai problemi che stanno mettendo in ginocchio alcune filiere. Con questo piano valuteremo l’efficacia del drone per raggiungere zone meno accessibili; per valutare, inoltre, la precisione della distribuzione e quantificare anche i risparmi per le aziende in termini economici e di lavoro. Tutte le prove sono realizzate con prodotti fitosanitari autorizzati per le colture nel rispetto dei dosaggi di etichetta; il monitoraggio sarà costante per garantire qualità e sostenibilità ambientale. Una volta ottenuti i risultati valuteremo l’utilizzo su più larga scala”.

Rompere gli schemi e guardare avanti, drone usato dappertutto nelle coltivazioni

“La normativa nazionale non prevede, ad oggi – ha aggiunto l’assessore regionale – l’utilizzo dei droni per l’applicazione di prodotti fitosanitari. Il nostro piano, primo a livello nazionale, farà da apripista a tutto il comparto italiano. Ci aspettiamo ottimi risultati. Da qui deve partire anche un adeguamento della legge. “Il drone – ha chiosato – è ormai usato in tutto il mondo, non possiamo sempre restare indietro a causa della burocrazia”.

Il progetto olivo in provincia di Brescia

Negli ultimi anni il settore olivicolo lombardo ha subito una crescente pressione per via del manifestarsi di nuove problematiche fitosanitarie (Cascola verdecimice asiatica e tignola rodiscorza) oltre a quelle storiche, come la mosca dell’olivo, che nel complesso hanno significativamente compromesso la capacità produttiva del comparto.

Nel 2019 si è registrata una perdita pari al 90% rispetto al triennio 2016-2018. Se nel 2020 la produzione di olive si è attestata intorno alle 5700 tonnellate, il 2021 è risultato un anno ancora più nero con una produzione di sole 1200 tonnellate.

L’obiettivo di questo sotto progetto è sperimentare una strategia di applicazione efficace e innovativa per la difesa dalla mosca dell’olivo in alcuni oliveti lombardi che combini l’impiego dei droni e di esche insetticide autorizzate.

L’area presso la quale è stata condotta la sperimentazione si trova a Desenzano del Garda (BS) nella azienda agricola Monte Croce.

 

 

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GardaPost