Un anno della gentilezza: com’è andata

A raccontare com’è andata, nella mattina di oggi, martedì 29 novembre in municipio, c’erano, assieme al sindaco Alessandro Betta, per l’associazione Giovani Arco (che ha gestito il progetto) Cristina Bronzini e Andrea Morghen, e per l’Istituto comprensivo il dirigente scolastico Claudia Terranova.

Perché una Scuola Gentile? Per educare le nuove generazioni, che studiano in classi sempre più multiculturali, all’accoglienza e all’inclusione, e per rendere i giovani cittadini soggetti pro-attivi del cambiamento sociale verso una comunità più coesa, unita e rispettosa dell’ambiente.

La gentilezza è un valore sociale di fondamentale importanza; è basato sulla collaborazione anziché sulla competizione, crea senso di appartenenza, bellezza e gioia anche nei momenti difficili, dentro e fuori il contesto scolastico o di comunità.

Il progetto, a cui ha aderito anche il Centro di formazione Enaip di Riva del Garda, ad Arco ha coinvolto quindici classi e ha comportato 81 ore di formazione in tre percorsi: educazione alla gentilezza, educazione all’inclusione e educazione alla consapevolezza.

Il primo, realizzato in nove classi per 63 ore di formazione, ha comportato la proclamazione di “Scuola gentile” con la sottoscrizione del relativo manifesto e l’entrata nella Rete nazionale delle Scuole Gentili. In un primo incontro online sono stati coinvolti i genitori degli studenti, così da favorire il processo di interconnessi tra famiglia e scuola. Da gennaio i ragazzi e gli insegnanti hanno preso parte a laboratori di valori (sia in aula, sia online) in cui hanno potuto sperimentare non solo il valore della gentilezza ma anche il valore del perdono. I laboratori si sono svolti in aula e on line; i riferimenti teorici sono quelli del metodo My Life Design ideato da Daniel Lumera e della Biologia dei valori, frutto delle ricerche della dott.ssa Immaculata de Vivo, docente di Medicina alla Harvard Medical School e professoressa di Epidemiologia alla Harvard School of Public Health. Le finalità: aprire un dialogo con i ragazzi sul valore della gentilezza e sulla sua realizzazione nella vita; lavorare sul cambio di prospettiva dal saper fare per essere al saper essere per fare; fornire a ragazzi e insegnanti strumenti di consapevolezza per favorire l’integrazione del valore della gentilezza; sviluppare con insegnanti e genitori una relazione educativa gentile.

Il percorso “educare all’inclusione”, seguito da sei classi con una formazione di tre ore a classe, consisteva in un laboratorio di educazione all’integrazione attraverso l’immagine: con l’ausilio di cortometraggi di Religion Today Film Festival, sono stati affrontati i temi della diversità culturale e religiosa, del razzismo e della valorizzazione delle differenze, della cultura della non violenza, della pace e dei diritti umani (conoscere e rispettare) e delle migrazioni (integrazione, dialogo e convivenza).

Infine, il percorso “educare alla consapevolezza” è stato seguito dall’Enaip.

«Il progetto prevede la costruzione di una rete territoriale di associazioni e scuole per la co-progettazione di interventi formativi complementari e integrativi della didattica ordinaria, dedicati agli studenti e agli insegnanti per affrontare gli effetti negativi della pandemia quali disagio giovanile, isolamento, sfiducia, paura, difficoltà nell’accettare il cambiamento nelle modalità d’insegnamento, nelle relazioni interpersonali e nella progettazione del proprio percorso di vita.

Scuola Gentile vuole educare le nuove generazioni affinché crescano come cittadini consapevoli delle proprie capacità, responsabili delle proprie scelte e attivi nel cambiamento. Si vuole rinforzare le life e soft skills fondamentali per una crescita armonica in grado di far fronte alle difficoltà. Al termine di questo anno di formazione la speranza è che la scuola intraprenda in autonomia azioni future per consolidare il percorso formativo ricevuto e dia attuazione ai principi esplicitati nel Manifesto della Scuola Gentile, affinché germoglino in una realtà scolastica sempre più attenta a i valori di gentilezza, ottimismo, perdono, gratitudine, felicità, interconnessione e rispetto, nell’auspicio che si diffondano attraverso gli studenti le insegnanti e le famiglie, a tutta la comunità, in un’ unione di intenti con l’amministrazione comunale di Arco che nei suoi obiettivi di governo ha incluso quello di Arco Città gentile”».

«Per noi è stato un impegno importante -ha detto il dirigente scolastico Terranova- si sentiva la necessità di ricondurre i rapporti umani su elementi più caldi, centrati sulla relazione, sul mettersi in contatto con sé e con l’altro in maniera costruttiva. Questo perché abbiamo dovuto riscontrare diverse difficoltà di comportamento e di relazione. Quindi sono una azione di impatto, un numero consistente di classi e un numero consistente di insegnanti, con una azione di sistema, dato che essendo l’Istituto comprensivo l’unico del Comune di Arco, ogni sua azione diventa un’azione cittadina perché coinvolge alunni, genitori e tutta la famiglia, e si allarga sull’intero territorio. Il progetto ha già germogliato: una classe adesso lo porta avanti in maniera autonoma con l’hastag “io sono”: per una mezz’ora alla settimana si va a rivedere i comportamenti e si vede cosa è possibile migliorare. Inoltre è partito un nuovo progetto, che abbiamo chiamato “Agorà”: sono state svolte elezioni democratiche , sono stati eletti i rappresentanti e la prima agorà si riunirà 7 dicembre. Perché queste capacità, le life e soft skills, devono essere messe in pratica nel dialogo e nella cittadinanza attiva. I nostri studenti sono gli assessori e i sindaci di domani e devono avere chiaro il concetto di rappresentatività e anche la capcità di farlo in maniera fruttuosa, consapevole, costruttiva e gentile».

«Non è scontato che la scuola, con tutti gli impegni che deve portare avanti, lavori col Comune con questa intensità. La dott.ssa Terranova ha raccolto il testimone che ha ricevuto dai precedenti dirigenti, che mi piace ricordare, Pierazzi e Caproni. L’istituto comprensivo ha sempre lavorato con il Comune con una bella sinergia. La dott.ssa Bronzini, che ha retto le politiche sociali del Comune per lungo tempo, ha compreso che il programma di una amministrazione ha un senso alto e ideale, ad esempio con l’impegno alla gentilezza, ed è riuscita a tradurlo in concretezza con idee forti che passano nelle scuole, lì dove crescono le future generazioni. Passando dai bambini si riesce a cambiare i paradigmi della società. I danni della pandemia sulla società: credo che siamo riusciti a fare qualcosa di importante per dare delle risposte, penso ai buoni sport, al progetto “Ci sto affare fatica”, e ora questo della Scuola Gentile. La nostra è una società che sa modificarsi, e quello che stiamo facendo è nell’alveo del progresso, della capacità di crescere e migliorarsi. Per tutto questo vi ringrazio, per aver contribuito in maniera rilevante a realizzare degli obiettivi importanti che abbiamo messo nel nostro programma di governo».

 

 

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GardaPost