Siccità e canneti, una nuova frontiera da esplorare

Scrive Andrea Spiller, consigliere comunale di Movimento 5 Stelle e L’Altra Desenzano: «La fine del 2022 e i primi mesi di quest’anno sono stati caratterizzati da una persistente carenza di piogge e neve, questo ha causato nel tempo un calo progressivo del livello del nostro lago fino ad arrivare, poche settimane fa, a livelli minimi per il periodo. Questa inaspettata circostanza ha generato molta preoccupazione dato che, l’avvicinarsi della stagione estiva, con livelli della nostra principale riserva idrica così bassi poteva portare ad una vera e propria catastrofe, rischiando di mettere in crisi sia il fronte turistico (blocco della navigazione, porti e darsene in secca, spiagge desertificate) sia il fronte agricolo e produttivo (portata di acqua insufficiente per l’irrigazione della pianura dell’alto mantovano).

Fortunatamente poi oltre un mese di piogge abbondanti e frequenti hanno ristabilito la normalità e riportato il livello del lago a quote in linea con la media stagionale.

Questa esperienza, che in futuro potrebbe ripresentarsi, ci lascia tuttavia molti spunti di riflessione su cui varrebbe la pena andare a fondo. Uno di questi è sicuramente quanto accaduto alle aree a canneto presenti lungo la nostra costa, soprattutto in territorio del Comune di Sirmione, più precisamente nell’area tra il porto di Lugana e Punta Grò.

 

Di canneti e della loro conservazione, in virtù del ruolo fondamentale che svolgono per l’ecosistema lacustre, ci siamo occupati più volte in questi anni arrivando a realizzare e pubblicare nel 2019 una mappatura pluriennale (la puoi trovare qui) che ha dato chiara evidenza di come tra il 2009 e il 2018 la superficie complessiva dei canneti sulla sponda bresciana del Lago di Garda si sia ridotta di oltre il 30%, un dato potenzialmente drammatico.

Alla luce di questo, quanto avvenuto invece in questi ultimi mesi di siccità è sorprendente!

 

Come visibile nelle immagini infatti in diverse aree, anche lontane tra loro, alcuni canneti in costante riduzione da anni sono invece esplosi arrivando ad occupare nuove aree o riempire spazi dove prima non vi era nulla se non sabbia e sassi. Stiamo parlando di diverse centinaia di metri di fascia costiera per migliaia di metri quadri di canneto che prima semplicemente non esistevano ed ora, nell’arco di pochi mesi, hanno occupato ed invaso letteralmente lo spazio di confine tra terra ed acqua.

Senza uno studio scientifico approfondito è difficile trarre conclusioni, ma è evidente che il ruolo del livello del lago, rimasto molto basso per mesi lasciando scoperte intere zone normalmente ricoperte dall’acqua, si è rivelato un fattore determinante per creare condizioni ottimali affinché i nuovi canneti potessero insediarsi e poi svilupparsi.

Se questa evidenza fosse confermata riteniamo sia necessario rivedere ed integrare l’approccio con cui viene gestita la regolazione del livello del lago durante l’arco dell’anno, da sempre basata e condizionata dalle esclusive esigenze di turismo ed agricoltura ma senza tenere in particolare considerazione invece l’aspetto naturalistico e gli effetti che i livelli dell’acqua hanno sugli ecosistemi e sugli ambienti costieri.

 

Se si dimostrasse infatti che la permanenza di un livello del lago per alcuni mesi al di sotto degli abituali livelli medi del periodo può favorire e stimolare la crescita e proliferazione di nuovi canneti ed aree naturali lungo la costa questo potrebbe diventare un importante strumento per la rinaturazione e il potenziamento dell’ecosistema naturale del nostro lago, da decenni sotto attacco da parte della cementificazione e antropizzazione.

Per i comuni e gli enti coinvolti è arrivato poi il momento di fare rete, mettendo in campo risorse ed energie comuni che consentano di sviluppare progetti ed azioni che favoriscano la conservazione e la tutela dell’ecosistema lacustre, superando l’abituale concezione per cui la fascia a lago viene continuamente ricoperta di cemento per passeggiate ed opere di urbanizzazione. Serve una visione di lungo periodo che miri a restituire all’ambiente alcuni degli spazi che in questi decenni l’uomo si è preso.

Anche la sensibilità verso questi temi da parte di cittadini e turisti – conclude Spiller – è cambiata, la tutela di ambiente e territorio non sono più aspetti trascurabili o secondari, è il momento di cambiare passo!».

 

 

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GardaPost