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Ex Federal Mogul, a che punto siamo?

Pubblichiamo integralmente il comunicato stampa del consigliere comunale Andrea Spiller.

«In quest’ultimo periodo si è tornato a parlare di un’area importante della nostra città, ovvero quella occupata ancora oggi dai capannoni dismessi degli stabilimenti ex-Federal Mogul, che nel passato hanno caratterizzato la storia desenzanese.

Quello che ne resta oggi è un’area estesa per oltre 30.000 metri quadrati nel cuore residenziale di Desenzano, tra Viale Marconi e via Curtatone, occupata solo in parte da strutture coperte ma, cosa più importante, caratterizzata da una pesante contaminazione del terreno e delle falde frutto dell’attività produttiva e dei trattamenti svolti negli anni, oggetto di un’operazione di bonifica e monitoraggio ormai da diverso tempo che ad oggi non è ancora conclusa.

La notizia della acquisizione dell’area da parte di un investitore privato con evidenti finalità di natura immobiliare ha quindi immediatamente riacceso un faro su questa situazione. Proprio alcune settimane fa avevamo presentato una interrogazione all’Amministrazione (la puoi leggere qui) per avere aggiornamenti in merito alle operazioni di bonifica.

Dalla dettagliata risposta ricevuta (la puoi leggere qui) emerge come le opere di contenimento e messa in sicurezza attuate in questi anni abbiano dato esiti positivi, impedendo agli inquinanti di fuoriuscire dal sito.

Le operazioni di bonifica tuttavia non hanno ancora permesso di abbattere nell’area interessata le concentrazioni di inquinanti sotto il limite previsto, e sono quindi ancora in corso. Proprio in queste settimane dovrebbe inoltre terminare la sperimentazione con la nuova tecnologia ISBR (In Situ Biological Reduction) che, se darà esiti soddisfacenti, potrà essere impiegata per le operazioni di bonifica nei prossimi anni. Resta quindi per ora lontano il completamento delle operazioni sull’area, riteniamo quindi sia impensabile qualsiasi intervento di natura urbanistica fino a quando l’intero sito non sarà completamente ripulito e privo di qualsiasi rischio per la salute.

Inoltre, quando sarà il momento di ragionare sul futuro di questo importante spazio, imprescindibile dovrà essere – conclude Spiller – un ampio e profondo coinvolgimento dei cittadini e della popolazione, per evitare qualsiasi speculazione ed individuare la soluzione migliore possibile nell’interesse della città.

 

 

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GardaPost