Il Piacere, Debora Caprioglio è la protagonista del genio Dannunziano

Nel centenario dell’impresa fiumana, il Vittoriale degli Italiani promuove un Convegno internazionale di studi dal titolo Fiume 1919-2019Un centenario europeo tra identità, memorie e prospettive di ricerca, per comporre un bilancio sullo stato degli studi e suggerire nuove vie di ricerca (leggi qui).

Sabato 7 settembre infine, a chiusura dei tre fitti giorni di convegno, il Vittoriale degli Italiani ospiterà lo spettacolo “Il Piacere” con Debora Caprioglio al Laghetto delle Danze. Il Piacere, pubblicato a Milano nel 1889, racconta le vicende di Andrea Sperelli, discendente da nobile famiglia, esteta raffinato e colto, tutto proteso a fare la propria vita come si fa un’opera d’arte.

Sarà un appuntamento particolare quello che caratterizzerà Gardone Riviera: una prima nazionale calda e accattivante che vedrà manifestarsi sul palco una bellissima e sensuale Debora Caprioglio impegnata con “Il Piacere” di Gabriele D’Annunzio, in una dimensione davvero onirica grazie anche al paradisiaco sfondo offerto dalla location scelta ed allestita “ad hoc” per lo spettacolo.

Si tratta di una nuova proposta teatrale dell’Associazione Culturale Teatroper del Maestro Fausto Costantini in coproduzione con SiciliaTeatro diretta dal Maestro Sebastiano Lo Monaco; un capolavoro dal sapore “abruzzese”, che è inserito all’interno di un ricco programma tutto dedicato.

Il Piacere”, tanto caro infatti soprattutto alla città Dannunziana di Pescara, è stato pubblicato a Milano nel 1889 e racconta le vicende di Andrea Sperelli, discendente da nobile famiglia, esteta, raffinato e colto, tutto proteso a fare della propria vita come si fa di un’opera d’arte.

Il romanzo diviso in quattro parti, si apre con l’incontro fatale tra Andrea ed Elena Muti, che hanno una breve ma intensa storia d’amore: è evidente come i due siano molto simili.

Il suggestivo Laghetto della danze, nel parco del Vittoriale.

 

Andrea è egoista, spietato, cinico e approfittatore, Elena non è da meno perché illude il protagonista mostrandosi dolce, gentile e passionale, quando in realtà lo disprezza. Al momento opportuno lo allontana e non vuole più vederlo, come se fosse una sorta di divertimento nel farlo prima innamorare e poi lasciarlo con disdegno.

Tutto quanto faceva Andrea prima di incontrare Elena: una storia dopo l’altra per puro gioco, senza preoccuparsi dei sentimenti altrui, senza dare il giusto peso all’amore. Tutti e due hanno lo stesso gusto per il lusso, la ricercatezza, la rarità e la raffinatezza con forte interesse per arte e cultura. Andrea ama se stesso credendo di essere al di sopra di tutti, ed è alla ricerca di una donna che abbia la sua stessa ideologia ed è Elena ad avere queste caratteristiche.

Dopo la fine dell’amore con la donna Andrea, si getta nella vita mondana romana tra avventure vane e superficiali.

Lo spettacolo è visto con gli occhi di Elena che rivive il rapporto con Andrea tra la poesia e storia, le letture sono affidate a Debora Caprioglio e Fausto Costantini a cui appartiene anche la versione teatrale e la regia; ci sarà la partecipazione straordinaria dell’attore Tonino Tosto.

Nell’attesa dell’ennesimo incontro di passione, con descrizione di ambienti ed atmosfere minuziose come solo D’Annunzio riesce a fare, Elena si eleva a figura di donna emancipata e seduttrice, priva di religiosità e pudore.

Così come nella società odierna diviene sempre più coltivato l’erotismo unitamente all’arte della seduzione, Elena ritiene questa, la via più semplice per ottenere ciò che si vuole.

La sua capacità inebriante e carnale la rende unica artefice della perdizione dell’uomo, Andrea Sperelli. Nel testo c’è “La Passeggiata” di D’Annunzio, come elevazione poetica della donna in mezzo a tanta prosa.

I versi collocati in punti strategici della riscrittura, rappresentano un’accelerazione continua di emozioni per lo spettatore ed energie nuove per la protagonista.

Dal gioco crudele, Elena trova la forza di erigersi al ruolo di grande donna e Debora Caprioglio è la graffiante interprete dello spettacolo tra espressioni e memoria, una vera “complice” della Elena romanzata.

 

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GardaPost