Gardabianca, carta bianca agli scrittori per presentare le proprie opere

Gli incontri sono organizzati dall’Assessorato alla Cultura di San Felice del Benaco, la Biblioteca di San Felice del Benaco con Rete bibliotecaria bresciana, Sistema bibliotecario del Nord-Est bresciano e Commissione Cultura di San Felice.

Il Programma:

  • Venerdì 25 marzo Andrea Benussi “A Virginia” e Nivangio Siovara “Finché nulla ci separi”
  • Lunedì 28 marzo Serena Bocchio “Celeste, il mio bambino custode” e Roberta Chemel “Il contraccolpo”
  • Venerdì 8 aprile Enzo Bonetti “L’età dell’attesa”
  • Venerdì 22 aprile Fabrizio Voltolini “Ephémeros”

Appuntamento alle ore 20.00 presso la Sala Consigliare Palazzo Ex Monte di Pietà, Piazza Municipio San Felice del Benaco, ingresso libero fino a esaurimento posti, nel rispetto delle normative e protocolli vigenti di contenimento Covid-19.

Gli autori e le Opere

Serena Bocchio, ”Celeste, il mio bambino custode” – Abrabooks, 2020: “Serena Bocchio nasce a Desenzano del Garda nel 1986. Lavora con passione nel settore del turismo senza che questo l’abbia mai distolta dal suo desiderio d’avere una famiglia. La necessità e la decisione di scrivere il suo primo libro nasce dopo che, nel 2014, la sua vita é duramente segnata dalla perdita del primo figlio, Celeste. Scrivere le è stato di grande aiuto come catarsi per accettare il dolore di un destino non meritato.

Roberta Chemel, ”Il contraccolpo” – Project, 2021: Roberta Chemel nasce a Salò nel 1974 e cresce in un piccolo paese sulle rive del Lago di Garda. Figlia di famiglia contadina, condivide la sua infanzia con la sorella e il fratello in un ambiente ricco di natura e animali. Si diploma in tecnico attività turistiche e si laurea in filosofia. Ama la storia, l’arte e la letteratura. Questo suo volume tratta il tema della non genitorialità.

Andrea Benussi, ”A Virginia” – Calibano, 2021: Andrea Benussi vive a Brescia e ha studiato filosofia a Milano, laureandosi con una tesi su Sartre lettore e critico di Baudelaire. Durante gli studi ha scritto, in collaborazione con uno studio professionale, una rivisitazione in chiave moderna del trattato di Schopenauer sull’arte di avere ragione. “A Virginia” terza opera di Benussi, è uno di quei romanzi che ti entra dentro piano piano: comincia in sordina, lentamente, e poi esplode lasciandoti senza fiato e trascinandoti sempre più giù, in un groviglio di realtà e di apparenze, di “magie, verginità e menzogne di un piccolo paese di lago”.

Nivangio Siovara, “Finché nulla ci separi”:Nivangio Siovara non esiste, è solo uno pseudonimo. Come Atena, è nato dalla testa del padre che non abbandona mai; trascorre, anzi, il proprio tempo ad osservarlo con scientifico interesse. Il risultato è una continua produzione di oscuri scritti, di cui questo libro è un’eccellente testimonianza. Risvegliato da un dolore sconosciuto, l’architetto Amaagut si ritrova solo. Dov’è la sua compagna? Afflitto, sconcertato, esce alla sua ricerca, disperata al punto da fargli pensare che l’unica via per raggiungerla passi per la distruzione della città che si frappone tra loro. Ma non è forse – pensa – il mondo intero un prodotto del loro amore, che soltanto con la fine della sofferenza, e quindi della vita, potrà essere ridotto al deserto dove si potranno finalmente riunire? Attraverso un labirinto di prospettive che si ribaltano continuamente, confondendo i piani del relativo e dell’assoluto, Amaagut rinnova la figura dell’eroe epico: non porta se stesso al centro dell’universo, ma l’universo al centro di sé.

Enzo Bonetti, ”L’età dell’attesa“-  Liberedizioni, 2021: Dal boom economico alla contestazione, da Lumezzane a Milano (e ritorno) nel segno delle passioni amorose e politiche.

Fabrizio Voltolini, “Ephémeros”, Gruppo Albatros Il Filo, 2021: Giulia è bella e intelligente, con pregi e difetti “comuni”, ma che sente e vive la vita “diversamente”, come davanti ad uno specchio che la ritrae tra la luce di un sorriso e di una speranza e l’ombra di una persecuzione interiore che le imprigiona i sentimenti, l’amore, l’amicizia, gli affetti in una dolorosa gabbia mentale. È il romanzo di una vita, di una sfida, da leggere tutto d’un fiato e senza pregiudizi fino all’ultima riga. Giulia è materia e spirito, anima e cervello, lotta e rimpianto che sempre conserva la consapevolezza di esserci, qui ed ora, in un mondo che sarà sempre altro da sé. Flavio Casali.

 

 

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GardaPost