Riapre, per i weekend, il rifugio Pirlo allo Spino

L’annuncio da parte dei nuovi gestori (li avevamo presentati qui), che ricordano anche le norme per accedere al rifugio e pranzare: «Finalmente ci siamo, finalmente possiamo comunicarvi la riapertura del Rifugio Pirlo. A distanza di pochi mesi dal nostro esordio come rifugisti, vi aspettiamo impazienti e vi chiediamo collaborazione e comprensione per questo nuovo inizio insieme».

L’accesso al rifugio avverrà nel rispetto delle normative vigenti, che vedete riassunte qui sotto. Tutto il resto, a partire dall’accoglienza e dai grandi sorrisi (anche se nascosti dietro le mascherine) dei gestori, sarà uguale.

 

La storia del rifugio

Dopo la nascita della sezione di Salò del Club Alpino Italiano avvenuta il 9 marzo 1963 i soci salodiani cominciarono a valutare la possibilità di avere un rifugio nell’entroterra montano del Garda.

Si optò per la vecchia caserma della finanza situata a poca distanza dal Passo dello Spino. L’ex caserma, situata nel territorio comunale di Toscolano Maderno, poco più che un rudere fu  concessa al geom. Visentini di Gardone che, generosamente assecondò il progetto del CAI cedendo una parte del fabbricato ad un prezzo favorevole.

I lavori di ristrutturazione iniziarono nel 1964 e durarono fino al 1967. La data dell’inaugurazione venne fissata per domenica 11 giugno 1967.

Successivamente il rifugio venne ampliato aggiungendo le camerate al secondo piano.

In estate, quando gli alpinisti sono attratti dalle “classiche” dell’arco alpino e delle Dolomiti, il rifugio è molto frequentato dai turisti che lo raggiungono per facili percorsi a piedi o in bicicletta.

Nel giugno del 1967 il rifugio è stato inaugurato e dedicato alla Memoria del Tenente Medico Giorgio Pirlo, caduto in Grecia durante la Seconda Guerra Mondiale.

A rifugio si accede da Toscolano, da Gardone Riviera o da Vobarno (leggi qui).

Il rifugio in autunno.

 

 

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GardaPost