Pubblicato il bando internazionale per la parte veronese del collettore

GARDA VERONESE – Il presidente di Azienda Gardesana Servizi, Angelo Cresco: “Rispettato quanto promesso, entro fine anno avremo il progetto definitivo del nuovo collettore per la sponda veronese”.

Azienda Gardesana Servizi (www.ags.vr.it) ha pubblicato il bando internazionale per la progettazione del nuovo collettore del Garda. Tecnicamente si tratta di un bando per l’incarico professionale di Progettazione Definitiva per “Interventi di riqualificazione del sistema di raccolta dei reflui nel bacino del Lago di Garda – Sponda Veronese”.

Dopo la pubblicazione in Gazzetta Europea, infatti, Azienda Gardesana Servizi è tenuta a pubblicare il bando sulla Gazzetta Italiana, su due quotidiani nazionali e su due locali, nel proprio sito aziendale e in quello del Ministero delle Infrastrutture.

Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato Angelo Cresco, presidente di Azienda Gardesana Servizi, Carlo Alberto Voi, direttore di AGS, assieme al Cda di Azienda Gardesana Servizi. Erano presenti inoltre la parlamentare veronese Alessia Rotta, Mauro Martelli presidente Ato Veronese, Paolo Arena presidente Confcommercio Verona, Marco Lucchini presidente Federalberghi Verona, Giovanni Peretti presidente Ats, Mario Faccioli in rappresentanza della Provincia di Verona e Giovanni Bernini presidente Assocamping.

“Abbiamo tenuto fede alle promesse – sottolinea il presidente di Azienda Gardesana Servizi, Angelo Cresco – rispettando appieno le tempistiche che avevamo annunciato. È grazie alla tenacia di Alberto Tomei che andava ovunque a perorare la causa del rifacimento del nuovo collettore, se oggi siamo qui. A gennaio abbiamo inviato il bando per la pubblicazione in Gazzetta Europea e, dopo aver atteso i loro tempi tecnici, abbiamo provveduto a darne visibilità sul nostro sito. Ora, l’analisi degli studi e delle aziende interessate alla gara entra nel vivo perché attendiamo una risposta entro il prossimo 13 marzo”.

Attualmente il sistema fognario del Garda veronese è sostanzialmente diviso in 2 rami:

–      quello dell’Alto Lago Veronese (ALV) che va da Malcesine fino a Brancolino, in Comune di Torri del Benaco;

–      quello del Basso Lago Veronese (BLV) che da Brancolino, mediante tratti subacquei e tratti in terraferma, giunge fino al depuratore di Peschiera del Garda. Di seguito, il depuratore di Peschiera, dopo aver provveduto a trattare i reflui, li scarica nel fiume Mincio.

Per la parte veronese (compresi Desenzano e Sirmione che continueranno a smaltire i reflui al depuratore di Peschiera) è previsto un investimento complessivo di 85 milioni di euro sui 220 totali del progetto. Circa 40 sono coperti dallo dal governo; c’è inoltre un impegno di Regione Veneto (stanziati 1,5 milioni per il 2018 oltre ai 300mila euro del 2017), dei Comuni che destineranno una quota da definire della tassa di soggiorno, della Provincia di Verona che mette un milione, e di Ags attraverso la tariffa.

Garda veronese
La riviera del Garda veronese.

“Il progetto definitivo – chiarisce Carlo Alberto Voi, direttore di Azienda Gardesana Sevizi – dovrà sviluppare l’elaborato preliminare realizzato da AGS nel 2015 e riguarderà i soli interventi previsti sulla sponda veronese, in gestione ad AGS, con l’esclusione di quelli previsti per il depuratore di Peschiera”.

L’appalto prevede, inoltre, che si debbano approfondire e sviluppare alcuni temi solo parzialmente affrontati dal progetto preliminare come la definizione dei sistemi di pretrattamento: in questo caso vanno utilizzati anche i risultati della  sperimentazione del progetto europeo INTCATCH – HORIZON 2020. Inoltre, ai progettisti è richiesto di proporre valutazioni tecniche ed economiche circa i materiali da impiegare, tenendo conto della loro durabilità, della facilità di posa in relazione ai diametri delle tubazioni ed alle effettive situazioni di posa, nonché del rapporto con i costi.

“Le tempistiche previste dal bando – sottolinea Alessia Rotta – dimostrano la capacità del nostro territorio di agire in tempi brevi. Abbiamo dato prova di saper chiedere a Roma e ci siamo dimostrati affidabili nella realizzazione della procedura”.

Il presidente Confcommercio Verona, Paolo Arena ha sottolineato l’importanza del progetto: “Non è solo questione del lago, ma questo è un progetto Paese perché il Garda rappresenta il 40% delle acque potabili d’Italia ed è un patrimonio ambientale ed economico fondamentale per le città e i territori circostanti”.

La pubblicazione del bando per la sponda veronese ha spinto ad accelerare anche i responsabili della sponda bresciana: “Noi stiamo procedendo in maniera rapida – sottolinea Martelli – ma lo stiamo facendo in maniera coordinata con Aato Bresciano con cui abbiamo un obiettivo unico e condiviso”.

Da un punto di visto tecnico, il progetto definitivo va consegnato entro 6 mesi: “La base dell’appalto per l’incarico di progettazione – precisa il presidente Cresco – è di 928.500 euro e i tempi di realizzazione del progetto definitivo sono fissati in 180 giorni. Entro fine anno, quindi, avremo a disposizione il progetto definitivo, per la sponda veronese, del nuovo collettore del Garda”.

L’affidamento avverrà mediante procedura aperta, con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, individuata sulla base del miglior rapporto qualità prezzo, ai sensi del Decreto Legislativo 18 aprile 2016, n. 50 e delle indicazioni delle Linee Guida n. 1, di attuazione.

Il termine per la presentazione delle offerte è fissato per il giorno 13 marzo 2018.

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