Ciclovia di Limone, le voci fuori dal coro

LIMONE SUL GARDA – L’associazione “Amici della Terra dell’Alto Garda” interviene criticamente sulla ciclabile di Limone che sarà aperta al pubblico da domenica 15. Pubblichiamo il comunicato diffuso dal presidente Paolo Barbagli.

«Gli “Amici della Terra dell’Alto Garda e Ledro” concordano con i rilievi critici mossi con un comunicato da WWF, Italia Nostra, Associazione Pinter, Comitato Salvaguardia Olivaia di Arco e Comitato Sviluppo Sostenibile; comunicato che non hanno sottoscritto perché non sottoposto alla loro attenzione.
In particolare, oltre all’inevitabile danno paesaggistico e naturalistico, vanno sottolineati gli aspetti di pericolosità, accentuati dalla scelta, secondo noi sbagliata e affrettata, di realizzare a sbalzo sulla roccia gran parte del percorso.

Sicuramente entusiasmante per il ciclista, anche se attenuato dalle attenzioni straordinarie che dovrà necessariamente adottare, vista la strettezza e tortuosità del tracciato, per non investire eventuali pedoni o altri ciclisti in senso opposto di marcia, per rispettare il previsto limite di velocità di 10 km orari (come farà, in mancanza di un tachimetro sulla bicicletta?), per non essere investito a sua volta da sassi o massi caduti dall’alto (a questo proposito sarebbe opportuno prevedere l’obbligatorietà del casco), e infine per non essere sbalzato nel lago in caso di impatto con altri o con la ringhiera di delimitazione della ciclabile.

A questo proposito, tale pericolosità è implicitamente ammessa dalla stessa previsione del limite di velocità previsto, come normato dal d.m. 557/1999 (“Regolamento recante norme per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili”), che recita (art. 8):”… tenuto conto che i ciclisti in pianura procedono in genere ad una velocità di 20-25 km/h, e che in discesa…possono raggiungere velocità anche superiori a 40 km/h….specifiche limitazioni di velocità, per singoli tronchi di piste ciclabili, dovranno essere adottate in tutti quei casi in cui le caratteristiche plano-altimetriche del tracciato possono indurre situazioni di pericolo per i ciclisti”.

Ciò va evidenziato al duplice scopo di contrastare, almeno in parte, la presumibile enfasi propagandistica dei prossimi giorni, quando la predetta ciclabile sarà inaugurata in pompa magna alla presenza, pare, anche del Ministro dell’Interno (evidentemente tale ciclabile fa parte della sicurezza interna del Paese), e per evitare che la parte trentina della stessa ciclabile (da Limone a Riva e da Torbole a Malcesine), opportunamente progettata con la necessaria calma, ne ripeta gli errori».

Amici della Terra dell’Alto Garda – Il presidente Paolo Barbagli

 

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