Un “manifesto” contro la stazione Tav del Garda

BASSO GARDA - Un "manifesto" di comitati, cittadini e soggetti politici contro la stazione Tav del basso Garda: controsenso tecnico, spreco di suolo verde e denaro pubblico.

Da mesi ormai si fa sempre più concreta l’ipotesi di realizzare a Desenzano una nuova stazione ferroviaria, lungo la linea TAV BS-VR.

Prima che questa ipotesi diventi realtà e prima che la scelta in merito alla realizzazione di quest’opera diventi irreversibile, tutti coloro che da anni si battono per la tutela e la difesa del territorio fanno sentire la propria voce, tramite un “manifesto”, sottoscritto da comitati, associazioni, gruppi di cittadini e soggetti politici del territorio, che credono che la possibilità di «realizzare una nuova stazione TAV consumando terreno agricolo e gettando le basi per nuove cementificazioni e speculazioni sarebbe un grave errore ed un potenziale ennesimo sfregio verso un territorio pregiato e da tutelare».

I soggetti promotori

  • Comitato promotore per il Parco Colline Moreniche del Garda
  • Desenzano Più Verde
  • La Zobia Associazione Culturale
  • La Cittadella
  • Legambiente
  • L’Altra Desenzano
  • Movimento 5 Stelle
  • Rifondazione Comunista
  • Ritrovo Lonato
  • Sinistra Italiana Federazione Provinciale di Brescia

 

Il manifesto contro la stazione Tav

Questo documento nasce con l’intento di testimoniare la diffusa presenza sul territorio del Basso Garda di opinioni e visioni contrarie all’ipotesi di costruire nel comune di Desenzano una nuova stazione ferroviaria lungo la linea TAV BS-VR in fase di realizzazione.

Un coro di voci composto da comitati, associazioni, gruppi di cittadini e soggetti politici che ritengono quest’opera inutile e dannosa per il nostro territorio, già martoriato dai cantieri per la nuova linea Alta Velocità.

Una stazione TAV a meno di 40 km da altre due stazioni lungo la stessa linea ferroviaria rappresenterebbe infatti un gigantesco controsenso tecnico, come affermato recentemente anche dallo stesso Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini (12/08/29023), oltre che un enorme spreco di denaro pubblico.

Questa fermata finirebbe addirittura per incrementare il tempo di percorrenza lungo il tratto Brescia-Verona anche rispetto alla linea storica. La nuova stazione che si intende costruire, in un’area compresa tra la periferia di Rivoltella e la Torre di San Martino dove attualmente vi sono solamente vigneti e qualche cascina, sarà inevitabilmente destinata a diventare una enorme e costosa cattedrale nel deserto, utile solamente a creare i presupposti per una nuova futura urbanizzazione (o speculazione edilizia) in quell’area della città rubando e distruggendo per sempre enormi porzioni di pregiato terreno agricolo già sfregiato dal passaggio di due linee ferroviarie ed una autostrada.

Un’altra conseguenza negativa sarà lo spostamento totale e definitivo dei pochi treni ad alta velocità che attualmente fermano lungo la linea storica e che consentono già oggi a turisti e pendolari di raggiungere velocemente le grandi città del Nord Italia e d’Europa.

 

“Potenziare la linea storica”

La Stazione del Garda esiste già, ce ne sono ben due Desenzano e Peschiera, hanno tutte le caratteristiche per essere funzionali ed efficienti nell’accogliere turisti e consentire ai pendolari di raggiungere comodamente ogni giorno le grandi città.

Bisogna fare in modo che i treni AV fermino in queste stazioni e la loro frequenza venga aumentata, non sistematicamente ridotta come accaduto in questi ultimi anni. Nelle campagne di San Martino è saggio mantenere campi coltivati, vigneti, percorsi ciclabili e spazi verdi a disposizione dei cittadini, non l’ennesima grande opera inutile che non porterà turismo e sviluppo, ma solo ulteriore distruzione di un territorio già martoriato.

Il continuo consumo di suolo in atto va fermato accrescendo la capacità di resistenza ed adattamento del nostro territorio, aumentando le zone verdi ed immaginando questi spazi come sistemi in armonia con il resto dell’esistente, la nostra comunità e il nostro territorio ne trarrebbero enormi vantaggi.

In risposta ai vari portatori di interesse e agli operatori economici che in ordine sparso hanno sostenuto la necessità di quest’opera, i sottoscritti comitati, associazioni, gruppi di cittadini e soggetti politici intendono invece far sentire la propria voce per manifestare la ferma contrarietà ad una infrastruttura inutile e dannosa per il nostro territorio e ad un modello di sviluppo turistico sempre più invasivo, verso cui in questi mesi anche la Soprintendenza si è espressa negativamente».

 

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