Si finge infermiera e deruba un’anziana. Fermata nomade 45enne

DESENZANO – La Polizia ha individuato una donna di origine sinti, residente in provincia di Brescia, ritenuta responsabile di un furto con destrezza a danno di ultra 75enne di Desenzano, derubata in un parcheggio.

Il Commissariato di Desenzano del Garda ha eseguito una misura cautelare nei confronti di una donna di 45 anni, cittadina italiana di origine Sinti residente in provincia di Brescia, perché responsabile di un furto con destrezza commesso ai danni di una signora ultra 75enne di Desenzano.

Il fatto si verificava nella mattinata del 14 marzo nelle adiacenze di un centro commerciale di Desenzano ove l’anziana vittima, dopo aver fatto la spesa, veniva avvicinata nel parcheggio da una donna che mostrandosi amichevole e gentile si presentava come infermiera e nella circostanza, convincendola di una pregressa conoscenza per motivi di assistenza sanitaria, le chiedeva informazioni sul suo stato di salute, inducendola ad effettuare una sorta di visita all’interno della propria auto.

Tutta questa messa in scena era solamente finalizzata a derubare l’anziana, che solamente dopo che la sedicente infermiera si era allontanata, con la scusa di andare a prendere dei guanti in lattice, si rendeva conto che questa era riuscita ad arraffare il portafoglio riposto nella borsa della 75enne, appoggiata sul sedile posteriore del veicolo.

Le successive indagini hanno condotto a una donna di origine sinti, con a carico pregiudizi di polizia specifici.

Gli elementi acquisiti attraverso la visione delle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza, individuazioni fotografiche e perquisizione domiciliare eseguita nel campo nomadi ove la stessa risiedeva – dicono al Commissariato – permettevano di ricostruire i fatti e far emergere le responsabilità in ordine al delitto in questione. Importanti solo stati anche i particolari forniti dalla vittima che nonostante l’età e il trauma psicologico subito era ben lucida”.

Le risultanze investigative venivano condivise appieno dall’Autorità Giudiziaria che ritenendo sussistere esigenze cautelari e gravi indizi di colpevolezza, emetteva la misura cautelare che veniva eseguita dal Commissariato di Pubblica sicurezza di Desenzano.

 

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