Cittadinanza onoraria al duce, Anpi ricorda al sindaco l’impegno preso

SALO' - "Se sarò rieletto affronterò la questione", aveva promesso il sindaco di Salò Cipani. Ora l'Anpi Medio Garda gli rammenta l'impegno preso. La replica: "Mi lascino il tempo di insediarmi. Poi ci sono cose più urgenti da fare".

Lunedì 17 giugno il sindaco di Salò Giampiero Cipani si è ufficialmente insediato con il giuramento in Consiglio Comunale sulla Costituzione Italiana.

Il giorno dopo l’Anpi Medio Garda e le associazioni aderenti alla “Rete 25 Aprile” hanno ricordato al primo cittadino l’impegno preso quando rimandò a dopo le elezioni la discussione della mozione che chiedeva la rimozione alla cittadinanza onoraria a Benito Mussolini (leggi qui la cronaca del Consiglio comunale che rinviò la discussione).

La cosa – dicono i responsabili Anpi – per noi non è caduta nel dimenticatoio e lasciamo al sindaco, riconfermato nelle recenti elezioni, l’onere di affrontare quanto prima il tema in seno al Consiglio Comunale”.

Ecco la lettera aperta che Anpi ha inviato al sindaco.

Egr. sig. Sindaco,

con la presente, ora che Lei si è insediato nel rinnovato ruolo di Sindaco di Salò, le chiediamo di poter dare seguito all’impegno assunto il giorno 8 aprile 2019 allor quando, in occasione della mancata discussione della mozione presentata dall’allora consigliere di minoranza Zane che chiedeva la rimozione della cittadinanza onoraria a Mussolini, affermò, come riportato da numerosi articoli di stampa, “La questione dovrà affrontarla la prossima amministrazione che uscirà dal voto di maggio“.

Questo passaggio è stato per Lei vittoriosamente concluso e riteniamo che la cittadinanza ora debba ricevere questo pronunciamento.

Lo riteniamo necessario per evitare che tale rimando possa continuare a lasciare insolute le posizioni dell’Amministrazione su questo punto dirimente.

Una revoca convinta sarebbe un atto simbolico preciso, uno schierarsi contro certe idee politiche che l’Italia fatica a ripudiare. È un tema attuale ed un passaggio importante perché oggi quello che si dice e dovrebbe essere scontato, non lo è affatto.

Le eccessive reazioni contro quella proposta di mozione ne sono la dimostrazione.

Siamo sicuri a questo punto che per Lei, che ha appena giurato sulla Costituzione Italiana nata dall’antifascismo, non ci siano ulteriori impedimenti per prendere le distanze dal simbolo di quella politica revocando la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini.

Avendo egli disonorato nel Mondo intero l’Italia, non merita di rimanere persona a cui Salò riconosce “onorificenza”.

 

La risposta di Cipani

Da canto suo il sindaco Cipani replica: “Ci siamo insediati lunedì, non abbiamo ancora presentato il programma amministrativo, che illustreremo nel Consiglio comunale del 29 luglio. Comunque voglio rassicurare Anpi sul fatto che la questione sarà affrontata. E’ nella scaletta delle cose da fare, stiano tranquilli. Certo, è anche vero che non lo consideriamo un tema di urgenza assoluta. Ci sono cose ben più pressanti da affrontare”

 

Il decreto di conferimento della cittadinanza a Benito Mussolini.

 

La questione, lo ricordiamo, era stata sollevata da una mozione presentata a fine legislatura dall’ormai ex consigliere comunale Stefano Zane (leggio qui), che aveva chiesto all’Amministrazione di revocare la cittadinanza onoraria concessa a Mussolini nel 1924, mai revocata.

Seguirono un’infinità di polemiche, fino alla decisione di rimandare tutto a dopo le elezioni.

Municipio blindatissimo, l’8 aprile 2019, quando in Consiglio comunale era all’ordine del giorno la mozione per revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini.

 

Ecco cosa si legge nel decreto di conferimento della cittadinanza (nella foto qui sopra):

Salò, questo giorno di venerdì ventitrè maggio millenovecentoventiquattro a ore dieci antimeridiane, nell’ufficio comunale, il Sig. Punzo Cav. Salvatore (*), Commissario Prefettizio, in seguito a dimissioni dell’Amministrazione ordinaria di questo Comune in forza al decreto 4 giugno 1913 n. 926, assumendo le funzioni del Consiglio comunale, coll’assistenza dell’infrageritto Segretario comunale, ha adottato sull’oggetto a margine, la seguente deliberazione:

Alla vigilia della apertura della nuova Camera, sorta con plebiscitaria votazione del Popolo Italiano, dopo la grandiosa rivoluzione fascista;

Considerata l’opera grandiosa e faticosa di ricostruzione e di rinnovamento alla quale, con meravigliosa abnegazione e con fede incrollabile, attende da oltre diciotto mesi, il Capo del Governo e Duce del Fascismo, S.E. Benito Mussolini;

Ritenuto essere dovere dei cittadini confortare con l’azione disciplinata e col consenso cordiale l’opera di Colui che alla Patria, e per essa, dedica ogni personale energia ed attività; e manifestargli la profonda riconoscenza per l’opera ricostruttrice e provvidenziale da Lui iniziata e che certamente saprà condurre a termine, rendendosi sicuro interprete dei sentimenti di questa patriottica popolazione,

delibera

di conferire a S.E. Benito Mussolini la cittadinanza onoraria di Salò.

Letto e approvato.

Il Commissario Prefettizio              Il Segretario Comunale

Salvatore Punzo fu inviato a Salò nel 1919 per fondare la sezione del partito fascista. Segretario del Fascio di Combattimento di Salò, fu commissario prefettizio dal 4 giugno 1923 al 19 ottobre 1924. Nella relazione di fine mandato, datata 20 ottobre 1924, comunica: “Ho concesso la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini… Salò annovera un altro cittadino onorario, Gabriele d’Annunzio: questi due grandi italiani sono ben degni di figurare insieme tra i cittadini della perla del Garda che, sempre ed ovunque, ha palpitato di purissima italianità”.

 

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