Base Jumping, ancora un incidente sul Brento

DRO - Ieri, la morte di una ragazza svedese di 30 anni, Josefin Sando, che si era lanciata dal Becco dell’Aquila ed ha sbattuto contro le rocce, cadendo poi per 200 metri. Questa mattina, venerdì 16, un nuovo allarme.

Questa mattina l’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino è stata chiamata per un intervento delicato sul Monte Brento (Dro).

Un base jumper americano del 1984 si è lanciato dal Becco dell’Aquila e, dopo aver aperto la vela, la stessa si è avvitata. A quel punto l’uomo ha perso il controllo ed ha sbattuto contro le rocce rimanendo appeso alla parete verticale, circa 150 metri sopra lo zoccolo del Monte. L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è stato lanciato verso le 7.20.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino ha chiesto l’intervento dell’elicottero. Dopo aver individuato il ferito, il Tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino è stato verricello a 60 metri dal base jumper per evitare che le pale dell’elicottero facessero gonfiare la vela. Un volta raggiunto il ferito, sempre cosciente, tramite una corda fissa, il Tecnico di elisoccorso lo ha stabilizzato, imbarellato e, con il verricello, imbarcato sull’elicottero. È stato portato in piazzola per i primi controlli sanitari da parte dell’equipe medica e poi elitrasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Una squadra di 6 operatori della Stazione di Riva del Garda era pronta a dare supporto in piazzola ma il loro intervento non si è reso necessario.

base jumping
Un base jumper si lancia dal Becco dell’Aquila.

 

Ieri la tragedia. L’incidente mortale è avvenuto giovedì 15 verso le 6.45. La ragazza svedese del 1989 si era lanciata dal Becco dell’Aquila (Monte Brento, Dro) ma dopo aver aperto il paracadute è andata a sbattere contro la parete, probabilmente a causa di una manovra sbagliata, precipitando fino alla base della stessa. Alcuni testimoni che hanno assistito all’incidente e il marito della donna, che si era lanciato prima di lei e non l’ha vista atterrare, hanno lanciato l’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 alle 7.20.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino ha inviato sul posto una squadra di operatori della Stazione di Riva del Garda e l’elicottero, il quale ha individuato la salma della ragazza alla base della parete dopo un sorvolo. Il medico è stato quindi verricellato ma non ha potuto fare altro che constatare il decesso della paracadutista.

Dopo il nullaosta, la salma è stata ricomposta e trasportata alla camera mortuaria di Dro. Per supportare il compagno della ragazza sono stati chiamati gli Psicologi per i Popoli. Intervenuti anche Carabinieri e Vigili del Fuoco.

Josefin Sando, 30 anni, svedese, morta in seguito al lancio dal “Becco d’Aquila”.

 

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