Estate al cinema: “Parlami di te” nel giardino del municipio

SAN FELICE DEL BENACO - Venerdì 23 agosto alle 21 per “Estate al cinema” nel giardino del municipio si proietta “Parlami di te“, storia di una caduta e di una lenta ricostruzione, ispirata alla storia vera di Christian Streiff, ex CEO di Airbus e di PSA Peugeot Citroën.

Trama: Alain Wapler ha basato tutta la sua vita sulle capacità oratorie e sulla sua brillante memoria, grazie a cui si trova a capo di un’importante casa automobilistica. Vedovo, con una figlia ed un cane che trascura, non ha accanto nessuno tranne la governante e l’autista.

Alla vigilia del lancio di una nuova auto viene colpito da un ictus e si risveglia in ospedale con una lesione ai centri della memoria e del linguaggio e viene affidato per la rieducazione all’ortofonista Jeanne. La malattia sarà per Alain l’occasione per fermarsi e riscoprire il senso della vita…

Critica: “Mi riposerò quando sarò morto!” è il motto del personaggio di Alain, la cui storia è basata sul libro autobiografico di un uomo d’affari francese, Christian Streiff, ex CEO di Airbus e di PSA Peugeot Citroën, colpito da ictus nel 2008, che appare in un piccolo ruolo nella scena del centro per l’impiego.

Alain corre senza tregua da un meeting ad una lezione universitaria, da una riunione d’affari ad una fiera internazionale, corre perché è nell’ingranaggio ed ormai nemmeno se ne accorge, non si chiede perché lo fa, corre senza mai ringraziare, senza vedere chi gli sta accanto (e senza essere visto a sua volta!).

Non si ferma nemmeno dopo il primo avvertimento, si sente invincibile, cedere sarebbe un’imperdonabile debolezza e, paradossalmente, anche chi gli sta intorno non nota nulla di strano o finge di non accorgersene.

Il film del regista Hervé Mimran è una commedia sul tempo e sulla solitudine che, detto così, sembra piuttosto triste, invece, grazie ad una sceneggiatura capace di giocare – letteralmente – con le parole, e ad un gruppo di ottimi attori, riesce a trasformare con sensibilità anche i momenti drammatici in scene esilaranti.

Questo riferimento al tempo che passa (e non torna indietro) e alla memoria è sottolineato, forse in maniera un po’ didascalica, anche dalle scene in cui il protagonista guarda alla TV spezzoni del film “Casablanca” ed ascolta la celeberrima “As time goes by”, scoprendo una breccia romantica nella corazza del suo personaggio.

 

È un film sul tempo perché Alain, prima dell’ictus, è ossessionato dal non perderlo eppure, oppresso dalla produttività fino ad esplodere, si priva proprio dei momenti che rendono la vita degna di essere vissuta, tralascia gli affetti, ovvero la figlia (interpretata dalla splendente Rebecca Marder, giovane promessa del cinema e del teatro francese) ed il fedele cane che l’attende speranzoso.

La parte sembra scritta appositamente per le straordinarie doti di Fabrice Luchini, capace di dare il suo meglio con personaggi da decostruire: pensiamo al suo professore universitario follemente innamorato della studentessa in Parigi di Cédric Klapisch o al ricco borghese che viene travolto dalla scoperta dello stile di vita delle donne delle pulizie in Le donne del 6º piano di Philippe Le Guay.

In Parlami di te Luchini passa dai sorrisi sarcastici dell’uomo d’affari consapevole del suo potere allo smarrimento tenero dell’uomo che si trova improvvisamente indifeso, fragile, spiazzato, privato del suo bene più grande, la capacità di comunicare, e deve imparare a poco a poco a ricostruirsi.

La sceneggiatura, prevedibile ma abbastanza intelligente da scansare il coinvolgimento romantico tra i due protagonisti che sarebbe stato fuori luogo, riesce a rendere lieve un argomento doloroso come l’ictus, costruendo una commedia che trova il suo punto di forza proprio nella parlata “sfarfallante” di Luchini, proprio lui che ha recitato a teatro i massimi autori francesi e che qui pronuncia i suoi monologhi assurdi con seriosa e buffa convinzione, generando momenti spassosissimi (da leggere, a proposito, i titoli di coda dove i ruoli delle maestranze del film appaiono alterati con lo stesso stile).

Il tempo perduto: anche l’ortofonista (la brava Leïla Bekhti, umile ma incisiva, al terzo film sotto la direzione di Hervé Mimran, perfetta spalla per il mattatore Luchini), pare vivere il tempo in modo errato: mentre Alain non vede altro che il futuro, le scadenze, gli impegni, lei ha lo sguardo rivolto al passato e rischia così di non accorgersi dell’affetto che potrebbe nascere nel presente.

I momenti malinconici, inevitabili in una storia che, fondamentalmente, fa riflettere sulla solitudine e sui veri valori della vita, sono sempre stemperati dalla comicità, grazie anche ai personaggi di contorno, dalla serafica governante, al fedele e coraggioso autista, fino al simpatico infermiere ma, soprattutto, per i giochi di parole la cui traduzione dall’originale francese deve aver richiesto un notevole (e riuscito) lavoro di riscrittura.

Il tempo ritrovato: tra le risate, il film vuole con semplicità ricordarci che ogni tanto bisogna mettersi in cammino con un passo più umano, che ci consenta di guardare il mondo da un’altra prospettiva, perché la vita riserva sempre sorprese e non sempre le cose vanno come vorremmo, che è importante prendersi del tempo per sé prima che sia troppo tardi e, soprattutto, non trascurare gli esseri (umani ed animali) che ci vogliono bene, quelli capaci di apprezzare anche uno strampalato “Mazie, mazie brille”.

Camilla Lavazza

 

 

 

Titolo originale: Un Homme Pressé

REGIA Hervé MIMRAN

SCENEGGIATURA, ADATTAMENTO e DIALOGHI Hervé MIMRAN

CON LA COLLABORAZIONE DI Hélène FILLIERES

TRATTO DAL ROMANZO DI Christian STREIFF «J’étais un homme pressé» Edizioni CHERCHE MIDI

Interpreti e personaggi

Fabrice Luchini Alain

Leïla Bekhti Jeanne

Rebecca Marder della Comédie française Julia

Igor Gotesman Vincent

Clémence Massart Violette

Frédérique Tirmont Aurore

Yves Jacques Eric

Micha Lescot Igor

FOTOGRAFIA Jérôme ALMERAS A.F.C

MONTAGGIO Célia LAFITEDUPONT

MUSICHE ORIGINALI BALMORHEA

SCENOGRAFIE Nicolas DE BOISCUILLE A.D.C

CASTING Michael LAGUENS

COSTUMI Emmanuelle YOUCHNOVSKI

TRUCCO Michelle CONSTANTINIDES, Aurélie BOUCHET

ACCONCIATURE Arnaud DALENS

Durata 100 min

 

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