Una passeggiata sulle tracce del bandito Zanzanù

TIGNALE - Sabato 24 la passeggiata «Sulle orme di Zanzanù», una camminata guidata con letture sceniche, con tanto di aperitivo nel bosco, sui sentieri battuti dal bandito prima di essere braccato e giustiziato.

Scarponcini da trekking ai piedi e torcia in mano per percorrere passo dopo passo, con le suggestioni di una notte d’estate, i sentieri battuti dal bandito Zanzanù (1576-1617) durante il suo ultimo tentativo di fuga, prima di essere braccato e giustiziato dalla gente del posto.

Era il 17 agosto 1617 e anche quest’anno, in occasione dell’anniversario, il Comune di Tignale non perde l’occasione per fare memoria delle vicende legate alla figura leggendaria di Giovanni Beatrice, passato alla storia come il bandito Zanzanù.

Operazione folcloristica e turistica, certo, ma anche un modo per riscoprire, sulla scorta dei saggi pubblicati dallo storico Claudio Povolo dell’Università Ca’ Foscari e degli spettacoli della compagnia teatrale L’Archibugio, la vera dimensione storica e umana del fuorilegge che per più di quindici anni tenne in scacco la Repubblica di Venezia.

A chiudere il calendario di eventi dedicati al bandito sarà, sabato 24 agosto, la passeggiata «Sulle orme di Zanzanù», una camminata guidata con letture sceniche a cura di Giovanni Florio, attore e regista de L’Archibugio, con tanto di aperitivo nel bosco.

Il ritrovo è fissato alle 19 al piazzale delle Ginestre (partecipazione 5 euro; prenotazione obbligatoria all’Ufficio del Turismo: 0365.73354 o [email protected]).

Particolare del quadro raffigurante la battaglia in cui fu ucciso il bandito Zanzanù.

 

Si percorreranno i sentieri dipinti nel maestoso ex-voto (foto sopra) raffigurante l’uccisione del bandito, che nel 1618 fu commissionato dalla comunità di Tignale al pittore Giovanni Andrea Bertanza e che oggi è conservato nel Santuario di Montecastello.

Straordinariamente dettagliato, il dipinto ha rappresentato una fonte preziosa per l’individuazione dei luoghi della battaglia del 17 agosto 1617.

All’opera di Bertanza si deve, in particolare, l’individuazione di quello che è ritenuto il luogo esatto dell’uccisione del bandito, che sarà la tappa principale della passeggiata, agevole e adatta a tutti. Gli organizzatori richiedono abiti comodi, scarpe da trekking, torcia e acqua.

 

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