Vardirex testa il piano di emergenza della diga di Ponte Cola

ALTO GARDA - Entra nel vivo la maxi esercitazione che vede impegnati tra Toscolano e Salò uomini e donne delle Truppe Alpine e della Protezione Civile dell'Ana. Si testa il piano di emergenza della diga di Valvestino.

La diga di Ponte Cola è sicura e super controllata. Il muraglione che forma il bacino artificiale di Valvestino è ancora là, solido e ben monitorato. Nessun allarme, dunque. Il gran movimento di uomini delle forze armate e della Protezione civile che si nota in paese a Toscolano Maderno e in diverse zone a valle della diga, e che ha messo in agitazione più di un toscomadernese, è dovuto all’esercitazione interforze Valdirex 2021, che vede impegnate Truppe Alpine e personale della Protezione Civile dell’ANA, insieme per affinare le tecniche di contrasto agli eventi di tipo alluvionale e sismico.

«Vardirex 2021 – spiega il colonnello Riccardo Maria Renganeschi del Comando Truppe Alpine – è approdata sul Garda su richiesta di Regione Lombardia, che ha voluto testare il piano emergenziale da mettere in atto in caso di problemi alla diga di Valvestino».

Il colonnello Riccardo Maria Renganeschi del Comando Truppe Alpine.

La diga, come detto, è sicurissima, ma ciò non toglie che si debba tener conto del suo alto potenziale di pericolosità e, quindi, che si renda necessario disporre di piani d’emergenza ben studiati e rodati.

Gli scenari che verranno simulati non prevedono il crollo della diga, evento altamente improbabile, ma una violenta esondazione del fiume Toscolano a seguito di grandi precipitazioni, che peraltro colpiscono l’intero Nord Italia (contemporaneamente si opera a Monza e Cesano Maderno e Campiglia dei Berici), abbinata ad una scossa di terremoto che provoca due frane sulla Gardesana che isolano Toscolano Maderno, raggiungibile solo via cielo e via acqua.

L’esercitazione vera e propria è in programma mercoledì 24. Si comincia alle 10 a Maderno nella zona dell’imbarcadero, con l’evacuazione di civili tramite il traghetto, come previsto dal Piano di emergenza della diga, ed altre operazioni con mezzi nautici.

La simulazione di smottamenti, frane e fenomeni alluvionali richiederanno l’intervento immediato dei soccorsi che giungeranno via terra e via lago grazie al simultaneo impegno di personale appartenente alle squadre soccorso alpino militare (SSAM) – soccorritori delle Truppe Alpine – a cui si uniranno i volontari dell’Associazione Nazionale Alpini.

Nello specifico, il contributo dell’Esercito sarà incentrato sulla presenza delle Truppe Alpine che schiereranno circa 300 uomini appartenenti alle Brigate Alpine “Julia” e “Taurinense” del 2° reggimento trasmissioni. Uomini e donne che metteranno in campo tutta la professionalità e la specifica competenza nei relativi campi di intervento. A questi si uniranno i piloti del 4° reggimento AVES (Aviazione Esercito) di Bolzano.

I volontari della Protezione Civile ANA interverranno per la messa in sicurezza delle zone alluvionali ed il dispiegamento di strutture sanitarie di pronto intervento.

Si opererà anche alla foce del Toscolano, con squadre subacquee e di salvamento fluviale, e in Valle delle Camerate, dove interverranno le squadre alpinistiche.

La sala di controllo di tutte le operazioni al campo base a Cunettone di Salò.

 

Tutto è coordinato dal campo base allestito a Cunettone di Salò, così come prevede il piano emergenziale di Regione Lombardia. Sono coinvolti 200 militari e altrettanti volontari della protezione civile. «L’obiettivo è fare sistema – dice Andrea Da Broi, coordinatore nazionale della Protezione Civile dell’Ana – e far lavorare all’unisono i due attori coinvolti, militari e civili».

 

 

 

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