Valvestino: il passato torna a galla

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VALVESTINO – Livelli del lago di Valvestino ai minimi storici: dalle acque del bacino artificiale riemerge del tutto la vecchia dogana.  Fenomeno curioso, che racconta la storia della valle altogardesana.

Sommerso dalle acque del lago artificiale da decenni, lo scheletro in muratura dell’edificio in cui si controllava l’entrata e l’uscita delle merci al confine con l’Austria-Ungheria è tornato ad essere visibile in questi giorni. Capitava, di tanto in tanto, che dalla superficie dell’acqua, quando i livelli calavano, spuntassero le parti superiori della struttura. In questi giorni, invece, la vecchia dogana, è riemersa del tutto.

Succede perché Enel (che gestisce i livelli del lago, che alimenta la centrale idroelettrica di San Giacomo, a Gargnano) tiene basse le acque in previsione di lavori di manutenzioni ai macchinari della centrale idroelettrica gargnanese.

I ruderi che oggi affiorano dell’acqua, in località Lignago, rappresentano una curiosa testimonianza dei tempi passati, che ricorda i trascorsi di una valle che è sempre stata terra di confine, a lungo appartenente al regno austro-ungarico (la Valvestino venne annessa all’Italia, e compresa nella Provincia di Trento, nel 1916; il passaggio al territorio bresciano risale invece al 1934).

La diga che forma il lago artificiale di Valvestino, e che colmò d’acqua la valle entro cui scorrevano per un tratto del loro percorso il fiume Toscolano e il torrente Droanello, venne realizzata in località Ponte Cola nei primi anni Sessanta. L’impianto fu ultimato nel 1962.

La diga, un’imponente arcata di cemento armato alta 124 metri, ha uno sviluppo al suo coronamento di 282,45 metri e una capacità d’invaso di 52 milioni di metri cubi d’acqua. L’alimentazione del bacino è garantita dal Toscolano e dal torrente Droanello; nel letto di quest’ultimo vengono convogliate, attraverso una galleria di 9 chilometri interamente scavata nella roccia, anche le acque dei torrenti San Michele e Negrini. Dalla diga di Ponta Cola parte una condotta forzata che va ad alimentare la centrale di produzione di Gargnano, situata in località San Giacomo, a nord del paese. L’impianto, costruito in caverna, è del tipo «a pompaggio» e vanta una producibilità media annua di 79,8 Gwh, pari al fabbisogno di 29.500 famiglie. La diga e il bacino artificiale si trovano in uno dei contesti ambientali più pregiati della nostra provincia. La tortuosa strada che raggiunge la struttura idroelettrica, la Provinciale 9 che sale da Gargnano, propone scorci panoramici mozzafiato. Posta a ridosso del fiordo del lago artificiale che dalla diga si incunea verso il monte Zingla, si trova l’area wilderness della Valle di Vesta, uno dei territori più incontaminati del Parco altogardesano.

dogana valvestino
La vecchia dogana, completamente riemersa delle acque del bacino artificiale di Valvestino.
diga valvestino
La diga di Ponte Cola che forma il bacino artificiale di Valvestino.

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