Visitatori al Vittoriale: +8%

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GARDONE RIVIERA – Crescono i visitatori del Vittoriale e quelli del festival Tener-a-mente. E cresce pure il patrimonio culturale della Fondazione dannunziana, grazie a recenti, importanti acquisizioni.

«Nuove opere d’arte, nuovi documenti, nuovi amici e nuove allegrie del Vittoriale», annuncia il vulcanico presidente Giordano Bruno Guerri, che sabato 27 settembre ha messo in scena nel principato dannunziano la festa «Mettete dei fiori nei nostri cannoni», titolo mutuato da una canzone de I Giganti del ’67.

Cominciamo dai dati sui visitatori: dal primo gennaio al 25 settembre di quest’anno hanno varcato la soglia della cittadella del Vate 144mila persone, l’8% in più rispetto allo stesso periodo del 2013, che peraltro fu un anno di grande affluenza per il 150° dalla nascita del poeta. «Crescono dunque anche gli incassi: il Vittoriale – commenta Guerri – è un museo che produce ricchezza oltre che cultura».

Numeri notevoli anche per il festival estivo organizzato da re:think-art: 18mila spettatori in 15 serate, 7 spettacoli sold out e biglietti acquistati da 32 nazioni.

Infine le nuove acquisizioni: in piazzetta Dalmata è stato inaugurato l’affusto di cannone usato per trasportare la salma del Vate al funerale, concesso dallo Stato Maggiore dell’Esercito. Nella bocca del cannone, Guerri e il prefetto Narcisa Brassesco Pace hanno simbolicamente posto una rosa bianca. «Nessuno – dice Guerri – ama la pace più degli uomini che si preparano a difenderla con le armi». Al Vittoriale sono giunte 32 lettere che il poeta indirizzò a Roberto Forges Davanzati, uno dei fondatori del nazionalismo italiano, ed altri importanti documenti dannunziani. Lo stesso Guerri ha donato alla Fondazione la sua «poderosa» biblioteca dannunziana. È stato inoltre inaugurato uno spazio finora chiuso al pubblico: il Tempietto delle Memorie, dove riposò la salma del Vate dal 1938 al ‘63. Annunciate anche altre imminenti iniziative.

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Autorità civili e militari schierate al Vittoriale per la festa “Mettete dei fiori nei nostri cannoni”.
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Il presidente Guerri e il prefetto Brassesco Pace con l’affusto di cannone utilizzato per il funerale di d’Annunzio.
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Il Tempietto delle Memorie, dove riposò la salma del Vate dal 1938 al ‘63.

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