I nuovi turismi del Garda

GARDONE RIVIERA - Le sfide della contemporaneità e della globalizzazione dei mercati, le nuove tendenze, le mutate modalità di scelta e prenotazione dei consumatori, la ridefinizione del concetto stesso di vacanza. Quale futuro si delinea per il turismo gardesano?

Se lo chiedono Valerio Corradi e Marcello Zane nel libro «I nuovi turismi del Garda. Buone prassi per il domani», edito da Liberedizioni (14 euro; lo puoi acquistare anche online, clicca qui) e presentato lunedì 3 dicembre in Comunità del Garda.

I due studiosi riportano buone prassi, atteggiamenti virtuosi e modelli emergenti per offrirli come stimoli ad amministratori pubblici e operatori privati. Tanti i tempi sul tavolo. Innanzi tutto la necessità di salvaguardia dell’ambiente e delle acque lacustri, come ha sottolineato la presidente della Comunità del Garda, on. Mariastella Gelmini, che sul progetto del nuovo sistema di depurazione del territorio benacense dice: «La Comunità, nel suo ruolo di coordinamento, ha posto il problema e reperito i fondi ministeriali, ora spetta ad Ato e Acque Bresciane indicare la strada da percorrere».

O come il sovraffollamento turistico: «Oltre 25 milioni di presenze ogni anno non sono cosa da poco», ha detto Franco Cerini, presidente del Consorzio Garda Lombardia, ribadendo la necessità di un osservatorio permanente sul turismo.

Da sinistra: Maria Stella Gelmini, Marcello Zane e Franco Cerini.

 

Marcello Zane, giornalista e storico, cerca risposte negli insegnamenti del passato: «Oggi come un tempo, l’offerta turistica ha bisogno di modernità e contemporaneità: si pensi che a fine ‘800 alcuni alberghi disponevano di camere oscure per gli ospiti che coltivano l’hobby della fotografia, allora il massimo della modernità. Ma ha bisogno anche di testimonial adeguati, come i medici tedeschi che parlavano di un clima favorevole alla cura delle malattie polmonari o gli scrittori che hanno cantato il Garda nelle loro opere».

Nel libro si parla anche di albergo diffuso (ne scrivono Ermanno Benedetti e Micol Dusi), turismo enogastronomico (Alice Carolo), turismo culturale (Veronica Maffizzoli e Giacomo Turolla), turismo storico (Bruno Festa).

Tanti, insomma, gli spunti per una riflessione su un tema centrale nell’economia gardesana.

La copertina del libro di Corradi e Zane.

 

I commenti sono chiusi.