3345 firme per dire no al depuratore del Garda a Gavardo

BRESCIA - Le hanno consegnate oggi al presidente della Provincia di Brescia i comitati civici della Valsabbia. Ma sembra che gli spazi di mediazione siano risicatissimi. I comitati: "Nella Provincia di Alghisi esistono territori di serie A e di serie B".

Riceviamo da Comitato GAIA Gavardo Ambiente Informazione Attiva e Muscoline & Ambiente questo comunicato, che pubblichiamo integralmente. 

“Questa mattina si è svolto un incontro con il Presidente della Provincia di Brescia Samuele Alghisi così come richiesto dal Comitato GAIA e Muscoline&Ambiente più di un mese fa.

Avevamo posto molte speranze in questo incontro forti del fatto che si dava per scontato il ruolo di mediatore in capo al Presidente Alghisi così come ci sembrava fosse emerso chiaramente nella riunione in Regione Lombardia del 17 Gennaio 2019.

Confidavamo di poter portare il nostro piccolo contributo di buon senso e razionalità ad un progetto che prevedere il fiume Chiese come recettore dei reflui fognari depurati e il comune di Gavardo come sito di realizzazione del mega depuratore del Garda, progetto al quale ben 3345 cittadini con la loro firma hanno comunque detto NO!

Abbiamo invece appreso che non esiste, a detta del Presidente, nessuna mediazione in atto e che non verrà istituito nessun tavolo tecnico per l’esame di proposte migliorative/alternative e che quanto riportato dalla stampa al riguardo non corrisponde al vero.

Il Presidente Alghisi, a cui abbiamo chiesto per ben due volte conferma di questo, ha ribadito che il suo incarico di “mediazione” è da intendersi solo ed esclusivamente a progetto tecnico approvato e solo per ricercare la mediazione sulle compensazioni, non economiche ha voluto ribadire, ma su opere che, ad esempio, possano migliorare l’impatto ambientale dell’opera o la valorizzazione del territorio. 

Come si possa valorizzare un territorio che prima si distrugge con un mega depuratore da 100.000 abitanti equivalenti su 26.000 metri quadrati all’ingresso del paese di Gavardo probabilmente lo sa solo lui perché a noi, sinceramente, sfugge.

Dopo avergli fatto notare le numerose incongruenze tecniche di questo progetto riportante nei documenti e l’assoluta mancanza di trasparenza di tutto l’iter che ha portato alle scelte di Muscoline prima e Gavardo dopo, con un Presidente che continuava ad ondeggiare nelle risposte tra “non sono un tecnico” oppure “me lo dicono i tecnici”, sono state consegnate le 3345 firme raccolta e fasciate con un nastro tricolore a simboleggiare la fascia del Sindaco che Gavardo non ha ma che, idealmente, era rappresentato dalle firme raccolte. 

Abbiamo chiesto che il Presidente si assumesse l’impegno di non consentire, in funzione del suo alto potere di rappresentanza (a cui dovrebbe seguire una altrettanto grande assunzione di responsabilità) che nessuna decisione venisse presa riguardo al comune di Gavardo (sia per installazione del depuratore che per lo scarico delle acque depurate) fino a quanto la nostra comunità non possa essere rappresentata nelle sedi opportune da un Sindaco democraticamente eletto.

Posto di fronte a questa richiesta, che riteniamo oggettivamente non derogabile dal punto di vista istituzionale, il Presidente Alghisi non ha semplicemente risposto e noi, sconcertati, ne abbiamo preso atto.

Gli abbiamo ricordato che lui è il Presidente della Provincia di Brescia, e non della Provincia del Garda e se non tutelerà il Comune di Gavardo sancirà di fatto che nella “sua” Provincia esistono territori di serie A e di serie B ma, molto più grave, cittadini di serie A e cittadini di serie B e che non può chiamare quello che sta succedendo “solidarietà” tra comunità perché è ben altro!

In mancanza di questa tutela istituzionale e se il depuratore dovesse realmente essere realizzato a Gavardo noi, come cittadini di Gavardo riterremo lui moralmente responsabile”.

La localizzazione individuata per il depuratore di Gavardo.

 

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