Lettera al direttore: ancora sulla Valle delle Cartiere

TOSCOLANO MADERNO - In merito al dibattito innescato dalla proposta di realizzare un pinte tibetano in Valle delle Cartiere riceviamo e pubblichiamo questa lettera del consigliere Davide Boni.

Gentilissimo Direttore,

eccomi di nuovo ad abusare della sua cortesia. Mi rifiuto di raccogliere le provocazioni mezzo stampa seguite alla proposta di valorizzazione della Valle delle Cartiere che ho avanzato.

Prendo atto che al mio tentativo di portare un punto di vista altro si è reagito con un inatteso attacco personale, distorcendo volutamente il significato delle mie argomentazioni per meglio prendersela con la Sindaca.

Non mi pronuncio nemmeno in merito alle oblique affermazioni che, stante la tragedia accaduta in Valle il giugno scorso, assumono oggettiva rilevanza penale (“… in occasione dell’affrettata inaugurazione di Covoli…” ): per stabilire eventuali responsabilità è in corso un’indagine della magistratura.

“… La prenda filosoficamente Consigliere Boni; con il ponte tibetano non rischia di prendere niente in testa…

Se il disagio provato per quest’esercizio di sarcasmo è una questione che riguarda la sensibilità di ognuno, lo stesso non può dirsi per le implicazioni di cui l’affermazione è gravida una volta presa sul serio.

Se si ritiene davvero che in Valle si “rischia di prendere qualcosa in testa” si ha il dovere di pretenderne esplicitamente la chiusura fino alla definitiva messa in sicurezza.

Proporne invece una valorizzazione futura che nulla ha a che fare con le problematiche che si dichiarano sussistere già oggi non fa altro che rendere complici dell’eventuale ritardo con cui si andranno ad adottare soluzioni reputate efficaci.

La prossimità della Valle ai centri abitati, il poco dislivello che ci consente di raggiungere il centro della valle senza affrontare particolari asperità e (…paradossalmente!) il cospicuo investimento pubblico per garantirne l’attrattività e la sicurezza ( Museo della Carta e la prima riapertura di Covoli nel 2007/2008 cui si sono accompagnate illuminazioni pubbliche, asfaltature per l’accesso carraio, cartellonistiche varie, reti paramassi ecc) hanno fatto dimenticare alla nostra comunità che la Valle delle Cartiere non è una sorta di lungolago fra le montagne, ma è essa stessa montagna vera.

E la pratica della montagna richiede un approccio umile e rispettoso. La morte sul lavoro proprio in Valle del Comandante Aggiunto Zanardini Gino, di cui tutta la nostra comunità rimpiange in primis l’umiltà ed il rispetto, ci deve imporre una profonda riflessione sul modo di vivere quest’angolo di territorio tanto suggestivo quanto fragile.

La pratica della montagna richiede conoscenza, esperienza, preparazione, capacità di valutazione e prudenza: dopo la tragedia occorsa nel giugno 2018, qualsivoglia proposta riguardante il futuro della Valle delle cartiere in particolare e della nostra montagna in generale non fondata su queste caratteristiche mi vedrà contrario.

In fede

Davide Boni

 

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