San Martino della Battaglia, nuovi progetti per la piccola grande Doc del Garda

DESENZANO - Dalle manifestazioni per il 160° della Battaglia di San Martino e Solferino, l’occasione per riaccendere i riflettori sul vino di questa piccola Doc storicamente tutelata dal Consorzio Valtènesi, autentica chicca dell’enologia gardesana: il 16 giugno prima edizione della Camminata tra le Cantine del San Martino.

San Martino della Battaglia è un luogo scolpito nella storia: ma il piccolo borgo sulla riviera bresciana del lago di Garda, frazione di una capitale del turismo come Desenzano, è anche patria di un vino bianco misconosciuto, una chicca tutta da riscoprire e pronta a tornare d’attualità nell’ambito delle manifestazioni per il 160° della famosa battaglia di San Martino e Solferino.

L’occasione ideale per riaccendere i riflettori sulla piccola e storica Doc, che a Vinitaly 2019 ha lanciato un nuovo evento promozionale in programma il prossimo 16 giugno: una camminata enogastronomica tra i vigneti e le cantne del “Tuchì”, com’è stato ufficialmente ribattezzato in Lombardia il vitigno Tocai, qui storicamente coltivato, dopo che nel 2007 la Comunità Europea ha concesso all’Ungheria l’uso esclusivo del nome.

Il primo disciplinare di produzione risale al marzo del 1970: per molti anni il San Martino è stato il bianco delle osterie di Brescia, in seguito fagocitato dal Lugana il cui territorio di produzione è praticamente sovrapposto a quello del San Martino.

Basso Garda torre San Martino
Veduta aerea sul basso Garda, con la torre di san Martino.

 

Stesso territorio, due uve, due bianchi completamente differenti – spiega il presidente del Consorzio Valtènesi Alessandro Luzzago -. Il San Martino è una cosa piccola ma preziosa che siamo orgogliosi di difendere e tutelare”. Oggi, a rimanere fedeli alla denominazione sono rimasti pochi produttori, ma tutti profondamente impegnati a dare a questo vino il futuro di dignità qualitativa che merita. E non mancano interessanti prospettive di sviluppo.

Gli ettari coltivati a Tuchì sono 40, per una produzione che nel 2018 ha raggiunto le 72 mila bottiglie, poche ma in netta crescita rispetto alle 42 mila del 2017 – spiega Gilberto Castoldi, produttore e referente del Consorzio Valènesi per la Doc San Martino -. Le cantine produttrici per il momento sono sei: Cobue, Rifra, Cadore, Citari, Feliciana e Selva Capuzza, il cui San Martino “Campo del Sogli”o è stato per altro inserito in questi giorni nella guida “I migliori 100 vini e vignaioli d’Italia” di Luciano Ferraro e Luca Gardini: un segnale importante di attenzione per un prodotto sul quale sono pronte ad investire altre due importanti aziende comeTenuta Roveglia e Pratello. Anche loro nel giro di un paio di anni saranno sul mercato del San Martino, aumentando sensibilmente numero di bottiglie e visibilità della Doc”.

Nell’attesa, appuntamento a domenica 16 giugno con “Su e giù per le vigne del Tuchì”, la camminata tra le cantine del San Martino della Battaglia, circuito storico-enogastronomico con partenza dalla famose Torre di San Martino, tappa nelle sei cantine produttrici con degustazione dell’ultima annata di San Martino in abbinamento a piatti o prodotti tipici della zona, ritorno alla Torre per brindisi finale con tutte le sei etichette presenti al circuito, che per l’annata 2018 saranno arricchite da una speciale fascetta per la commemorazione del 160esimo anniversario della battaglia di San Martino e Solferino.

Info e prenotazioni: www.sanmartinodellabattaglia.it.

La torre di San Martino.

 

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